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Disabilitare condizionalmente i plugin di WordPress

Scopriamo come la disattivazione condizionale dei plugin possa influenzare positivamente il livello di prestazioni di un sito Web basato su WordPress.
Scopriamo come la disattivazione condizionale dei plugin possa influenzare positivamente il livello di prestazioni di un sito Web basato su WordPress.
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Quando si lavora sull'ottimizzazione, un discorso a parte va fatto per i plugin. Data la semplicità di istallazione, si può essere portati ad aggiungerne un numero superiore rispetto a quanti realmente ne occorrono per dotare il sito delle funzionalità necessarie. Tuttavia, è buona norma installare solo i plugin strettamente necessari, in quanto ognuno di essi aggiunge complessità alla struttura e alla gestione del sito.

  • Tutti i plugin devono essere regolarmente aggiornati, anche se non attivi, se non aggiornati possono presentare incompatibilità e vulnerabilità tali da compromettere il funzionamento e la sicurezza di un'istallazione.
  • Ogni plugin richiede l'esecuzione di codice PHP e può includere script e fogli di stile, oltre che eseguire una o più query sul database. Ciò accresce il consumo di risorse del sistema e può avere conseguenze anche negative sulle performance.

Diversi plugin includono inoltre script e fogli di stile anche nelle pagine in cui non sono necessari, comportando un inutile consumo di risorse. I plugin da istallare vanno quindi valutati con attenzione, non solo sotto il profilo funzionale, ma anche riguardo alla sicurezza, la scalabilità e l'affidabilità. Queste alcune regole generali:

  • istallare solo plugin distribuiti da sviluppatori affidabili: si tengano sempre in considerazione il numero di istallazioni attive, la valutazione degli utenti, la frequenza degli aggiornamenti e ogni altra informazione utile che provenga dalla community di WordPress;
  • confrontare i plugin sotto il profilo della scalabilità, effettuando test comparati con servizi quali Google PageSpeed Insights, Pingdom e GTmetrix;
  • non istallare plugin non necessari.

Una volta scelti i migliori plugin, l'ottimizzazione può spingersi ulteriormente. L'amministratore del sito può, infatti, filtrare i plugin attivi in base a diversi criteri.

Plugin che filtrano i plugin

Per evitare che un plugin non utilizzato in specifiche pagine possa influenzare le prestazioni di tutte le pagine, è possibile disattivare condizionalmente i plugin attivi.

Plugin Load Filter è la soluzione più semplice. Al momento il plugin fornisce le seguenti funzionalità:

  • supporto dei custom post type;
  • supporto per i formati dei post;
  • filtri per i moduli Jetpack;
  • filtri per contenuti incorporati;
  • supporto AMP e filtri per URL.

Altro strumento che permette di filtrare i plugin in base a criteri ampiamente personalizzabili è Plugin Organizer che permette di:

  • disattivare i plugin in base al tipo di post o all'URL richiesto;
  • creare gruppi di plugin;
  • cambiare l'ordine di caricamento dei plugin.

Una soluzione diversa viene prospettata dal plugin WP Asset CleanUp, il quale non filtra i plugin attivi, ma gli asset incorporati nelle singole pagine del sito, ossia i file CSS e JavaScript. Una volta attivato, il plugin genera la sezione WP Asset CleanUp nelle pagine di modifica dei post, dove viene offerta la lista delle risorse e se ne permette la disattivazione.

Figura 1. Configurazione del plugin WP Asset CleanUp.
WP Asset CleanUp

Ognuno degli asset presenti potrà essere rimosso a livello di singolo post o a livello generale. Si faccia attenzione, agli asset che si decide di rimuovere, soprattutto quando questi facciano parte del core. La rimozione di una risorsa necessaria potrebbe provocare errori e malfunzionamenti.

Figura 2. WP Asset CleanUp, risorse disattivabili.
WP Asset CleanUp

Una volta rimosse le risorse non necessarie si potrà verificare rapidamente l'effetto sulle prestazioni utilizzando il plugin PageSpeed Insights o il corrispondente servizio online di Google.


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