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Hosting e domini

Scegliere il server e valutare l'uso di sotto-domini
Scegliere il server e valutare l'uso di sotto-domini
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Un server sotto il controllo diretto consente di configurare ogni aspetto del sistema, arrivando a gestire parametri che possono essere influenti. Per il posizionamento di siti importanti è sicuramente la scelta migliore, se si ha una struttura sistemistica in grado di assolvere alle funzioni richieste.

Per contro, un server in casa implica responsabilità non indifferenti in termini di garanzia di up-time, di connessione ad Internet, di guasti macchina e di datacenter.

La soluzione housing può essere il giusto compromesso. In questo modo si ha il controllo della macchina, ma questa è situata in un datacenter di una struttura organizzata per gestire server critici, probabilmente con connessioni veloci ai nodi Internet più vicini.

L'hosting, col vantaggio di un costo decisamente inferiore, spesso non offre la possibilità di un controllo diretto ed autonomo della macchina, anche perché di sovente quest'ultima è condivisa con altri clienti.

Soprattutto in relazione allo spam, i motori di ricerca spesso registrano gli IP dei server. Si conoscono casi di siti danneggiati perché ospitati su macchine condivise con altri siti penalizzati per azioni fortemente scorrette.

Anche in termini di valutazione della Link Popularity, da sempre, voci di corridoio, dicono che gli algoritmi considerino la provenienza in termini di IP. IP diversi per i link, aumentano il valore degli stessi. In particolare sarebbero considerati uguali siti con l'IP aventi i primi tre ottetti uguali o lo stesso dominio di secondo.

Se sia vero o no e se sia sempre vero nel tempo, è difficile da verificare. Per siti importanti e con temi in cui la competizione è altissima ed il gioco vale la candela, sicuramente la cosa è da tenere in considerazione.

Da anni si vocifera sul fatto che i motori di ricerca privilegino i siti che si poggiano su macchine con tempi di risposta veloci. La cosa parrebbe plausibile, visto che gli spider sicuramente hanno molto da leggere. Inoltre offrire ai propri utenti siti con performance adeguate, può essere considerato un obiettivo da parte dei motori di ricerca. Un test di questo tipo, purtroppo, non è semplice, per chi non dispone di propri datacenter. Vale comunque la pena di tenerlo presente.

La scelta del nome di dominio

Il nome del dominio al quale risponde il server per presentare le pagine del sito è fondamentale e deve rispondere a due requisiti:

  • deve essere semplice da ricordare per gli utenti, essere attrattivo, essere piacevole ed in generale soddisfare le regole della buona Comunicazione ed Immagine;
  • deve contenere la chiave più importante per la ricerca del sito, cosa non sempre semplicissima.

La presenza della chiave nella URL del dominio, infatti, è sempre stata considerata importante ai fini del buon posizionamento del sito per la ricerca di quella frase. La cosa può incidere diversamente in considerazione del motore e del periodo (gli algoritmi, come s'è detto precedentemente, possono cambiare nel tempo), però, se fattibile, si consiglia di valutarne la possibilità, se questa non risulta eccessivamente forzata, in relazione ai dettami della Comunicazione.

Al momento della scrittura di questo manuale, esistono tesi sulla possibilità che il posizionamento di chiavi a forte competizione sia negativamente influenzato dal fatto che le stesse siano presenti nel dominio. Ad alcuni motori, infatti, può sembrare forzato il fatto che proprio parole sulle quali ci si aspetta forte attività di ottimizzazione siano presenti nel nome, quando il buon senso direbbe che il dominio dovrebbe chiamarsi in altro modo.

Nel caso di un sito aziendale o di brand, si ritiene preferibile scegliere il nome del dominio secondo le specifiche di Immagine e Comunicazione. È sempre possibile, infatti, registrare altri domini legati alle chiavi e realizzare per questi ultimi delle apposite landing page (che affrontiamo più avanti).

Il motore di ricerca è un software; ciò significa che, a differenza di un uomo, non ha capacità di discernimento basata sull'intelligenza. Per i motori meno sofisticati (Google non è tra questi), Scarparossa e Scarpa-rossa, sono due cose diverse. Nella prima, la parola scarpa non è riconoscibile, nella seconda sì. È importante tenerlo presente nella scelta del nome di dominio.Nessun problema per Google, invece, che è capace di individuare le parole all'interno di espressioni senza separatori.

Registrando il dominio, sono da preferire le registrazioni valide per più di un anno. La forma annuale, infatti, essendo ritenuta provvisoria, potrebbe far pensare ai motori di ricerca di essere di fronte ad un progetto che non prevede una durata. Questa forma di registrazione, per esempio, è usuale per gli spam-engine.

I domini di terzo livello

In http://forum.miosito.com, si chiama dominio di secondo livello la parte "miosito.com". Si definisce dominio di terzo livello, invece, la parte "forum.miosito.com" in quanto, trattasi di un sotto-dominio di miosito.com. A tutti gli effetti sono considerati siti diversi, anche se hanno la stessa grafica ed affrontano lo stesso argomento.

Sino a poco tempo fa, avere domini di terzo livello dava effetti positivi al posizionamento per la chiave presente nel nome. Era uso, quindi, registrare un dominio col nome aziendale o di brand e attivare un dominio di terzo livello per ogni chiave importante o per ogni settore o area.

La cosa è naturalmente giustificabile, anche indipendentemente dal desiderio di buon posizionamento, per distinguere le varie aree di un sito. Ad esempio, http://forum.html.it è il forum di Html.it, http://blog.html.it è il blog di Html.it, http://corsi.html.it è la sezione dei corsi di Html.it.

I SEO, invece, hanno troppo spesso usato questo meccanismo come modo per avere una chiave nella URL del dominio. Ad esempio: http://scarpe-rosse.azienda.com, http://stivaletti.azienda.com e simili.

Come s'è più volte ripetuto, i motori di ricerca combattono i sistemi che, in modo troppo forzato, vogliono mettere in evidenza le chiavi di ricerca, soprattutto se possono risultare innaturali per il navigatore. In accordo con tali strategie, è naturale che questo sistema prima o poi sarebbe diventato penalizzante sui motori più accorti e presto o tardi su tutti.

È fondamentale comprendere che ad oggi il problema non è se il sistema ha effetto positivo o negativo sul posizionamento, ma che si è in una zona di confine, pericolosa per il fatto che quanto è vero oggi, non lo sarà domani e sarà ancora diverso dopodomani.

Adottare questa tecnica può essere produttivo su alcuni motori, per archi temporali imprecisati, ma comporta l'obbligo di un continuo controllo e la possibilità d'interventi improvvisi, senza garanzia di successo.


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