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Come scrivere testi accessibili - II

Raccomandazioni e consigli per scrivere per farsi capire: seconda parte
Raccomandazioni e consigli per scrivere per farsi capire: seconda parte
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Fornire la forma estesa di abbreviazioni ed acronimi. Càpita spessissimo sul Web di trovare pagine stracolme di sigle di significato spesso esoterico, che il lettore non conosce e che gli rendono perciò oscura la comprensione del testo. Per evitare questo inconveniente, e favorire dunque l'accessibilità, è buona norma fornire in ciascuna pagina la forma estesa di tutte le sigle e le abbreviazioni utilizzate. Lo si può fare nel testo visibile, affiancando alla sigla la sua forma estesa, o a livello di codice, usando gli appositi elementi ABBR e ACRONYM, da usarsi rispettivamente per le abbreviazioni (ad es. "Sig.") e per gli acronimi (ad es. "FIAT"). Secondo il punto di controllo 4.2 delle WCAG 1.0, non tutte le occorrenze di una medesima sigla all'interno di una pagina devono essere marcate con ABBR o ACRONYM, bensì solo la prima occorrenza. In pagine molto lunghe e complesse, suggeriamo tuttavia di marcare con ABBR o ACRONYM, a seconda della necessità, più occorrenze della medesima sigla, nel caso che le sue ripetizioni appaiano isolate nel testo e molto distanziate tra loro.

Segnalare i cambi di lingua. Chi usa un sintetizzatore vocale può non comprendere una parola inglese presente in una pagina, se gli viene letta all'italiana (è il caso ad es. di termini come "firewall" e "policy"). Per consentire alle tecnologie assistive di leggere ciascuna parola in modo comprensibile, cioè secondo le regole di pronuncia della lingua a cui appartiene, è opportuno segnalare nel codice di marcatura, per mezzo dell'apposito attributo "lang" (o "xml:lang" se si usa XHTML 1.1), i cambi di lingua presenti nel testo. Poiché allo stadio attuale di sviluppo delle tecnologie assistive, il cambio di lingua "al volo" può produrre rallentamenti notevoli nella lettura della pagina, consigliamo agli autori – discostandoci in questo parzialmente dal dettato delle WCAG 1.0 – di evitare di marcare come cambi di lingua quelle parole inglesi che o sono state assorbite dalla lingua italiana o, anche se pronunciate all'italiana dal sintetizzatore vocale, rimarrebbero ugualmente comprensibili per l'ascoltatore ("trend", "big", "font", ecc.).

Ridurre al minimo l'uso di parole non italiane. Se volete scrivere testi accessibili, evitate di utilizzare una parola straniera ogni volta che sia disponibile un accettabile equivalente italiano. Questo accorgimento non solo favorirà chi ha una cultura medio-bassa e chi ha problemi di attenzione e di lettura, ma soprattutto chi utilizza un sintetizzatore vocale: riducendo l'uso dei termini stranieri si riduce infatti la necessità di segnalare i cambi di lingua nel testo. Questi presentano un duplice inconveniente:

  • se la tecnologia assistiva adoperata li supporta, può esserci una lunga attesa dovuta alla necessità da parte del programma di caricare il motore di sintesi adatto alla nuova lingua e ritornare poi, subito dopo, alla pronuncia italiana.
  • se non li supporta, leggerà comunque le parole straniere all'italiana, rischiando di renderle del tutto incomprensibili per l'ascoltatore.


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