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Quale Dtd per l'accessibilità

Quale tipo di documento utilizzare per favorire l'accessibilità di una pagina Web
Quale tipo di documento utilizzare per favorire l'accessibilità di una pagina Web
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Ai fini dell’accessibilità, quel che interessa è che le pagine web contengano codice valido, cioè pienamente aderente agli standard W3C. Quanto più, infatti, i browser saranno in grado di riprodurre uniformente pagine web conformi agli standard e quanto più questi standard consentiranno di divorziare il contenuto dalla presentazione, tanto più avremo contenuti che rimarranno accessibili nelle più differenti modalità di riproduzione.

Dunque, la prima raccomandazione destinata a chi vuole realizzare pagine accessibili è di cominciare a scrivere codice valido. E il primo passo per ottenere un codice valido è inserire all’inizio della pagina la dichiarazione del tipo di documento a cui deve conformarsi tutto il resto del codice presente nella pagina.

In HTML 4.01 e in XHTML 1.0 abbiamo tre differenti Dtd:

  • la transitoria ("transitional"), che contiene elementi e attributi di presentazione;
  • la rigorosa ("strict"), che non contiene elementi e attributi di presentazione;
  • quella per le pagine che contengono frame ("frameset").

Poiché in questa guida diamo suggerimenti per la realizzazione di siti ad elevata accessibilità, non consideriamo affatto i siti organizzati a frame e perciò neppure la Dtd frameset. Ciò non perché non sia possibile, ricorrendo a certi accorgimenti, realizzare dei siti a frame in certa misura accessibili, ma perché è possibile ottenere un’accessibilità senz’altro maggiore non utilizzando del tutto i frame! In un sito concepito e sviluppato in base a criteri di accessibilità, non c’è nessun obiettivo vantaggio conseguibile per mezzo di pagine basate sui frame.

Scartata per i nostri scopi la Dtd frameset, ci rimane da considerare le altre due. La Dtd transitoria, sia in HTML sia in XHTML, va utilizzata quando desideriamo comporre pagine compatibili con i browser grafici più datati, forniti di scarso o nullo supporto per i fogli di stile. In sostanza dobbiamo ricorrere alla Dtd transitoria, quando vogliamo che le nostre pagine web siano viste più o meno allo stesso modo su Internet Explorer dalla versione 3 alla 6 e su Netscape dalla versione 3 alla 7.

Ciò però significa mescolare ai contenuti della pagina, in modo inestricabile, una quantità di codice avente il solo scopo di definire la presentazione visuale dei contenuti, con una serie di controindicazioni per l’accessibilità già discusse nel corso di questa guida.

La nostra raccomandazione, perciò, è quella di costruire pagine web basate sulla Dtd rigorosa: è solo questa, infatti, che può assicurare la maggiore indipendenza dei contenuti della pagina dai suoi aspetti di presentazione, e quindi la possibilità di accedere debitamente ai contenuti per il maggior numero possibile di programmi utente, al limite persino Mosaic 1.0, ammesso che ci sia ancora qualcuno in Rete che lo utilizza!

Ciò non vuol dire che pagine valide secondo la Dtd transitoria di HTML 4.01 o di XHTML 1.0 non siano o non possano essere rese accessibili: vuol dire soltanto che l’uso della Dtd rigorosa è il miglior punto di partenza per il raggiungimento di una elevata accessibilità. Il che risulta in accordo con il punto di controllo 11.2 delle WCAG 1.0, che ha priorità 2 e dice testualmente: "Evitate le caratteristiche delle tecnologie W3C che sono disapprovate". Nelle tabelle riassuntive finali delle Specifiche HTML 4.01 è riportato l’elenco di tutti gli elementi e gli attributi validi, con indicazione esplicita di quelli disapprovati: questi ultimi fanno tutti parte della Dtd transitoria. Utilizzarli preclude quindi, in base al già citato punto di controllo 11.2 delle WCAG 1.0, il raggiungimento della conformità Level-AA.

Posto allora che, per ottenere la migliore accessibilità, conviene utilizzare la Dtd rigorosa, è meglio utilizzare quella di HTML 4.01 (non considerando le versioni precedenti di HTML, ormai obsolete) o quella di XHTML 1.0? Da un punto di vista pratico, entrambe garantiscono il medesimo livello di accessibilità. XHTML 1.0, infatti, non apporta variazioni significative nell’uso degli elementi e degli attributi codificati in HTML 4.01. Rappresenta una semplice riformulazione del linguaggio HTML nella sintassi più rigorosa di XML: tutti gli elementi devono essere chiusi, anche quelli che non hanno contenuto (p. es. <hr> diventa <hr />), i nomi di elementi e di attributi devono essere scritti in caratteri minuscoli, i valori di attributo devono essere racchiusi tra apici, e poco altro.

Tuttavia, benché una pagina web conforme ad HTML 4.01 strict possa essere altrettanto accessibile della medesima pagina conforme ad XHTML 1.0 strict, il nostro consiglio è di utilizzare la Dtd rigorosa di XHTML 1.0 piuttosto che quella di HTML 4.01. Il linguaggio XHTML nasce infatti per estendere all’HTML i benefici di interoperabilità – cioè di possibilità di scambiare documenti tra applicazioni differenti – e di estensibilità propri del linguaggio XML. Produrre una pagina web in XHTML 1.0 significa mantenere un piede nel passato e metterne uno nel futuro: consente infatti, da un lato, di non perdere la compatibilità con i vecchi browser (anche Netscape 3 è in grado di riprodurre una pagina scritta in XHTML 1.0), dall’altro di avere un prodotto già predisposto ad essere utilizzato da futuri programmi utente basati in modo estensivo su XML.

Inoltre il linguaggio XHTML tende dichiaratamente a riportare in primo piano – come era alle origini del linguaggio HTML - la struttura del documento, eliminando tutto ciò che è pura presentazione: il suo uso è perciò in linea con lo spirito della la linea guida 3 delle WCAG 1.0, che suggerisce di separare il contenuto del documento dalla sua presentazione.

A dire il vero, questa tensione non è ancora ben visibile in XHTML 1.0, nel quale è presente una Dtd transitoria che ripropone tutti gli elementi e gli attributi di presentazione già disapprovati in HTML 4. Le specifiche XHTML 1.1, invece, vanno chiaramente nella direzione di questa separazione. Sono basate infatti su una serie di moduli per lo più strutturali ed eliminano completamente gli elementi e gli attributi disapprovati nelle precedenti specifiche. Come conseguenza della modularizzazione del linguaggio, sono state eliminate le tre Dtd presenti in HTML 4 e XHTML 1.0. In sostanza, l’unica Dtd di XHMTL 1.1 è una evoluzione della Dtd strict di XHTML 1.0.

Se il nostro consiglio rimane quello di creare per il momento pagine web accessibili basate sulla Dtd rigorosa di XHTML 1.0 invece che sulla Dtd di XHTML 1.1, la ragione è semplicemente questa: XHTML 1.1, proseguendo il suo cammino di adeguamento al rigore formale di XML, ha reso del tutto fuori standard l’uso dell’attributo "name" negli elementi A e MAP. Ciò si traduce in una perdita di compatibilità con i vecchi browser, che eseguono il collegamento ad un segnalibro solo se questo è definito per mezzo di un attributo "name" all’interno dell’elemento A. XHTML 1.0 usa a tal proposito una soluzione di compromesso: consente che, accanto all’uso legale di specificare i segnalibri tramite l’attributo "id", sopravviva l’uso consolidato - conforme alle vecchie versioni di HTML - di specificarli per mezzo di "name", sia pur con alcune limitazioni (i valori di "name" devono essere unici all’interno del documento, identici a quelli dei corrispondenti valori di "id" e devono rispettare, perciò, le restrizioni di nomenclatura previste per i valori di "id").

Tale soluzione di compromesso è conforme alla linea guida 10 delle WCAG 1.0, che suggerisce: "Utilizzate soluzioni provvisorie per l’accessibilità, in modo da consentire alle tecnologie assistive ad ai browser più datati di operare correttamente". Non appena saranno scomparsi definitivamente i browser che non supportano l’uso di "id" come àncora di un segnalibro, converrà certamente passare alla Dtd di XHTML 1.1 come base di partenza per sviluppare pagine web ad alta accessibilità.


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