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Export dei report

Esportare i report di Analytics fuori dal servizio
Esportare i report di Analytics fuori dal servizio
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Per condividere i dati e le analisi si è visto come sia possibile aggiungere, ad ogni profilo, utenti con due livelli differenti di accesso: semplici utenti o amministratori in grado di fare modifiche. Google Analytics non permette di selezionare con precisione quali report mostrare per ogni utente. Una volta avuto l'accesso a un profilo, ogni utente vedrà tutti i dati in esso contenuti. Per limitare ciò è possibile impostare dei profili-copia che abbiano a monte dei filtri specifici, che limitino i dati presenti nei rapporti ai soli necessari, ma questa è una soluzione laboriosa e non sempre applicabile.

Analytics prevede anche la possibilità di esportare i dati in quattro formati differenti: PDF, XML, CSV, e TSV. L'export di qualsiasi report si effettua tramite il pulsante "esporta" in alto, sopra al titolo del report, che fa comparire appunto i quattro link dei formati.

Figura 30.1 - Menu di esportazione dei report con i quattro formati possibili
il menu di esportazione dei report con i quattro formati possibili

Il formato PDF è in assoluto il più fedele di tutti e quattro, poiché ripropone il report esattamente come viene visto al momento dell'esportazione, quindi comprensivo di grafici, totali, record ed eventuali filtri già impostati. Si tratta, in buona sostanza, della stampa della pagina sulla stampante virtuale di Adobe PDF. Il pro di questa soluzione è la facilità di generazione del file e il fatto che il file è potenzialmente già pronto per essere trasmesso all'esterno, senza aver bisogno quindi di dare accesso al profilo a terzi. Il contro è che, essendo in PDF, è difficilmente modificabile: se ad esempio gestiamo professionalmente account Analytics di clienti che chiedono report, l'export predefinito non include per default un nostro logo. La difficoltà di modifica si riflette ovviamente anche sui dati, che sono "stampati" e immutabili.

Il pregio dei restanti tre formati è esattamente l'opposto, ovvero che i dati sono pronti per essere inclusi in altri strumenti o riprocessati ed integrati oppure rielaborati graficamente, lo svantaggio è che queste operazioni necessitano di una conoscenza aggiuntiva di strumenti terzi.

Il secondo formato di export possibile è XML (eXtensible Markup Language), un metalinguaggio in formato testuale utilizzabile per il trasporto di dati strutturati, usato spesso per la comunicazione di DBMS differenti.

Una volta decodificati i campi di questo XML è abbastanza facile creare un foglio di stile personalizzato che visualizzi i dati, oppure immagazzinare i dati in un database per successive analisi o integrazioni con fonti esterne. Il formato XML è il più ricco dei tre formati testuali, perché contiene (ad esempio) anche i dati su come ricostruire dettagliatamente i grafici del report esportato.

Il terzo e il quarto formato testuale di esportazione sono simili tra loro: il CSV (comma separated value, valori separati da virgola) e il TSV (tab separated value, valori separati da tabulazione), che presentano i dati in forma lineare e separati rispettivamente da una virgola o da una tabulazione.

Questi formati sono più poveri dell'XML anche se contengono ovviamente tutti i dati dei record in tabella, ma si prestano bene ad essere importati in fogli di calcolo come Excel o Calc, per essere integrati con dati esterni o subire calcoli differenti da quelli in grado di effettuare Google Analytics.


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