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La ricerca

Come varia la ricerca in base alle parole utilizzate
Come varia la ricerca in base alle parole utilizzate
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Il motore di ricerca

La lingua inganna. Nel senso di lingua italiana. Quando studiamo il modo migliore di far funzionare il nostro motore di ricerca, ricordiamo che la gente digita indifferentemente parole al singolare e al plurale.

Nella maggior parte delle parole, la variante riguarda una lettera: ad esempio "tetto" o "tetti".
Ma basta pensare alla coppia "pesca - pesche", per rendersi conto che le lettere che cambiano possono essere due! Se non ne teniamo conto rischiamo di far perdere all'utente tanti risultati.

Esistono anche casi che vanno nella direzione opposta: un termine cercato è contenuto in un altro di diverso significato, e allora qui le risposte rischiano di diventare troppe! Per esempio, "architettura" contiene la stringa "tett" ma in realtà non soddisfa la ricerca sulla parola "tetto".

In questi casi, e soprattutto in riferimento alla lingua italiana, bisogna fornire alcune istruzioni al sistema: avere una tolleranza di due lettere nel confronto delle stringhe di testo, e scartare tutte le altre parole che contengono un numero maggiore di lettere. Con questo stratagemma non raggiungiamo la perfezione, ma abbiamo la possibilità di ampliare la rosa dei risultati senza perdere in qualità. Tutte queste operazioni sono efficaci se svolte in collaborazione con chi controlla la programmazione del codice.

Fieno, papaveri, grano: non tutti i campi sono uguali. Ce lo hanno spiegato fin dai tempi della scuola: il significato di una parola varia a seconda del contesto in cui la si pronuncia. Anche il peso, la rilevanza sul senso complessivo del discorso più essere diverso da caso a caso.

Ripensiamo alla scheda di contenuto inserita nel sistema di content management. I campi in cui possiamo inserire informazioni sono di tipi diversi: titolo, abstract, testo. Per fare un esempio, il motore di ricerca semplice può segnalare che la parola "tetto" è contenuta in due pagine. In un caso fa parte del titolo ("un nuovo tipo di tetto isolante"), nell'altro è citata en passant in una frase come "il tetto massimo di spesa". Se sono interessato all'edilizia, nel 99% dei casi troverò più interessante il primo documento.

Quindi, più il campo contiene informazioni sintetiche, più il tasso di rilevanza dei termini aumenta. Se la parola cercata coincide con il termine presente in un campo sintetico (abstract, riassunto o sottotitolo), allora significa che siamo in presenza di un contenuto rilevante. Diversamente, occorre fare molta attenzione nel valutare i termini contenuti in campi lunghi e articolati. Si rischierebbe di confondere un termine accessorio, presente quasi per caso, con il centro del discorso.

Per diventare dei veri "information brokers", dobbiamo fornire ai nostri utenti soltanto i contenuti rilevanti.

Le ricerche non devono essere solo parziali, devono dare la possibilità di "vedere tutto". Perché le visioni d'insieme sono importanti. Chi ha avuto a che fare con cataloghi aziendali online, sa che immancabilmente arriverà la richiesta: "ma io vorrei vedere tutti i prodotti assieme". Non è ingenuità: la ricorrenza della domanda fa riflettere sulla necessità psicologica di vedere istantaneamente (compatibilmente con il numero complessivo) tutti gli elementi di un catalogo, siano nominativi, aziende, partecipanti, prodotti o altro.

Ecco allora che la proposta di Ipse.com, citata in precedenza parlando di schemi esatti, risponde a questa necessità: io visitatore posso vedere tutti gli elementi in ordine alfabetico, conosco la base documentale. Gli schemi esatti sono molto utili per dare una visione di insieme.

La ricerca vuota: un comportamento tipico. Chi ha progettato sistemi di ricerca in grandi siti sa qual è la ricerca più frequente: la ricerca vuota. Molti visitatori premono direttamente il tasto "Search" senza digitare nessuna parola. E' l'atteggiamento -legittimo- di qualcuno che vuole sbirciare senza avere nulla in mente. Ma è proprio il risultato di questa ricerca a dover essere curato per primo, quando si pensa a gestire le ricerche nel web. Per convenzione, si risponde ad una ricerca vuota con il valore "tutti i risultati", cioè una lista di titoli completa e non organizzata.


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