Callable

10 aprile 2009

I due limiti principali della programmazione concorrente risiedono nella signature del metodo run() di un Thread. Esso non può essere modificato per poter essere gestito dallo scheduler della JVM e quindi non avremo mai la possibilità di avere un thread che ci restituisce un risultato con un’interrogazione diretta o sollevare checked exceptions. Ovviamente, prima delle novità che andremo a vedere in questo capitolo, c’era il modo per ottenere il risultato di un esecuzione di un thread interrogando una variabile di risultato, ad esempio, attendendo il termine del thread con un metodo join().

Queste limitazioni però facevano sì che il programmatore dovesse arrovellarsi non poco, con il risultato di un codice farraginoso e complicato da comprendere o manutenere. Il package java.util.concurrent presenta allora una serie di nuove interfacce per permettere a un thread di comportarsi come una classe sincrona, dove la gestione della concorrenza (quindi l’attesa se il risultato non è disponibile) è effettuata all’interno delle classi che andremo a spiegare.

La prima interfaccia che vediamo è l’interfaccia Callable<T> che ha un semplice metodo, <T> call(), la cui esecuzione effettua un’attività asincrona e restituisce il risultato definito come parametro dell’interfaccia:

Listato 22.1. Esempio di utilizzo di Callable

package it.html.threads;

import java.util.Collection;
import java.util.NoSuchElementException;
import java.util.Vector;
import java.util.concurrent.Callable;
import java.util.concurrent.TimeUnit;

public class CallableTask implements Callable<Collection<String>> {

  String keyword;
  
  public CallableTask(String key){
    this.keyword = key;
  }
  
  @Override
  public Collection<String> call() throws EmptyListException{
    Collection<String> toRet = new Vector<String>();
    //… simuliamo la presenza di oggetti in un db
    toRet.add(“Product #CADASD432”);
    toRet.add(“Product #CADAS322”);
    //… se non ci sono oggetti solleviamo un’eccezione
    if (toRet.isEmpty())
      throw new EmptyListException(“Nessun elemento trovato!”);
    //… simuliamo il tempo di ricerca
    try {
      TimeUnit.SECONDS.sleep(5);
    } catch (InterruptedException e) {
      // NOOP
    }
    
    return toRet;
  }

In questo esempio immaginiamo di avere un task che restituisca il risultato di una ricerca su un catalogo prodotti, in base ad una chiave di ricerca. Per ottimizzare il processo di ricerca facciamo in modo che la ricerca sia asincrona, quindi creiamo un Callable concreto di tipo Collection<String>.

In questo caso restituiamo un risultato concreto oppure solleviamo l’eccezione EmptyListException, per segnalare che la ricerca non ha dato esito (è una checked exception). Vediamo il resto dell’esempio (un main di test e l’eccezione):


  public static void main(String args[]) throws InterruptedException{
    CallableTask task = new CallableTask(“games”);
    
    System.out.println(“Search result (dovrebbero passare 5 secondi prima di vedere il risultato…):”);
    try {
      showResult(task.call());
    } catch (EmptyListException e) {
      System.out.println(“Nessun oggetto trovato”);
    }
    
    System.out.println(“… fine della computazione”);
    
  }

class EmptyListException extends Exception{

  public EmptyListException(String string) {
    super(string);
  }
  
}

Creiamo un task passando la keyword di ricerca e stampiamo la lista di risultati attesi oppure una segnalazione di errore se la lista è vuota.

Come vediamo dall’esecuzione dell’esempio, l’uso dell’oggetto Callable è di sicuro interesse in quanto ci dà la possibilità di avere un’esecuzione asincrona con un tipo di ritorno e una lista di eccezioni che desideriamo. In realtà, come potete vedere, di asincrono c’è ben poco, in quanto l’esecuzione del metodo call() arresta l’esecuzione del flusso del main, in attesa del risultato.

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