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La tecnica non basta: i contenuti sono sempre la base per il successo
La tecnica non basta: i contenuti sono sempre la base per il successo
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Al di là degli aspetti tecnici e di progettazione delle trasmissioni, il nucleo fondante dell'effettiva riuscita del nostro podcast saranno - come per ogni risorsa che si trova nel web - i contenuti. Buoni contenuti significano successo, contenuti mediocri portano soltanto all'anonimato.

Questo significa, nella progettazione delle trasmissioni, evitare di sprecare un buon lavoro tecnico con contenuti che non siano adatti al mezzo. Quale che sia il tema del podcast, dal notiziario sugli ultimi eventi di attualità in città, alla rassegna sugli ultimi gadget elettronici disponibili sul mercato, fino al resoconto di un convegno, ciò che conta è suscitare l'interesse degli ascoltatori e, soprattutto, mantenerlo vivo.

Per prima cosa questo vuol dire non creare degli episodi che possano portare l'ascoltatore a desistere dall'ascolto: vediamo nel dettaglio cosa questo può voler dire, concentrandoci su tre elementi, la voce, la durata degli episodi, e le caratteristiche del modo in cui si racconta.

  • per quanto riguarda la voce, l'importante è riuscire a dare, nella dimensione forzatamente lineare del parlato, un'idea di movimento. Bisogna in pratica fare in modo di "sconvolgere" la linearità di quel che si dice, minuto dopo minuto, con un andamento vario del tono di voce, del ritmo, delle inflessioni. Niente toni monocordi, quindi: è necessario interpretare minimamente quel che si dice e non ridursi ad una lettura sterile e piatta. Basta pensare in questo senso alle trasmissioni radiofoniche in cui, spesso, lo speaker parla un po' "sopra le righe". Questa è una tipica azione del mondo radiofonico tesa a superare l'assenza di momenti fatici del discorso, tipici del dialogo tra due persone che condividono lo stesso spazio, oltre che lo stesso tempo fisico, per rendere comunque efficace la comunicazione.
  • la durata degli episodi deve essere ovviamente proporzionata al contenuto e anche alla prevista fruizione che gli ascoltatori faranno del podcast.
    Specialmente nei primi tempi, portati dall'entusiasmo, si è indotti ad esagerare e produrre delle scalette che sono spesso troppo dilatate, piene di contenuti che magari rischiano di essere toccati solo superficialmente e non approfonditi come meriterebbero.
    In realtà, a meno di podcast pensati per una fruizione al pc, o da parte di un pubblico particolarmente interessato e quindi anche disposto a "sorbirsi" 30/40 minuti di audio su un argomento, sarebbe meglio mantenere una rotta che porta a produrre puntate di massimo 10/15 minuti. Come regola empirica, potremmo adottare la misura di un breve spostamento in autobus, o di una piccola sessione di jogging: ovvero il tempo medio in cui qualcuno potrebbe fruire del nostro podcast accendendo il proprio lettore mp3.
    Teniamo presente che 10/15 minuti di parlato rappresentano comunque uno sforzo produttivo non indifferente. Quel che infatti occorre pensare non è soltanto alla puntata pilota o alle prime due puntate, ma alla continuità che è necessario assicurare nel medio/lungo periodo per fare della propria produzione podcast qualcosa di serio e riconosciuto come tale.
  • parlando del "come" si racconta un tema nei podcast, l'attenzione va messa sull'organizzazione del discorso.
    Come dicevamo poco fa, non si tratta di leggere un testo scritto - anche per l'indubbio problema di far corrispondere l'estensione del testo alla durata del parlato, né di riproporre pari-pari una traccia audio estratta - ad esempio - da un convegno o un evento registrato in presa diretta. In questo caso non si avrebbe una progettazione specifica per il medium, ma una semplice riproposizione di contenuti esistenti su un mezzo diverso da quello pensato in origine e per cui erano stati progettati, con un inevitabile fallimento. Di cosa si tratta allora? Si tratta di creare un intreccio narrativo ad hoc per il podcast, di creare suspence quando occorre, di dare una serialità ai contenuti, di approfondire i singoli temi puntata per puntata, di svolgere un lavoro di post produzione e di montaggio sull'audio di cui disponiamo.

A margine di queste macro-considerazioni, ne vanno fatte altre tre, molto brevi.
In primo luogo, occorre progettare per la serialità: niente di più deprimente di un podcast che conta 3/4 puntate e poi finisce nel nulla; l'idea che ne risulta è quella di un progetto poco professionale, nato dall'entusiasmo del principiante e poi finito con lo scemare dell'interesse. Meglio quindi distribuire i contenuti su un orizzonte temporale più ampio.

In secondo luogo, la serialità prevede un aggiornamento costante e, per quanto possibile, puntuale. Se dichiarate di fare un episodio a settimana, fate in modo che la nuova puntata esca dopo una settimana, al massimo 10 giorni, e non dopo un mese: questo perché nel frattempo qualcuno, deluso dal vostro atteggiamento, potrebbe aver eliminato il vostro feed.

Infine, ci vuole coraggio, nello sperimentare. Sperimentare anche formati alternativi al singolo file audio come "oggetti" spediti nel podcast. Ad esempio provare anche - talvolta - l'inclusione di documenti che possono contribuire a spiegare meglio il tema di una puntata, come una sorta di "allegato". Un buonissimo esempio in questo senso è il podcast di Make Magazine.


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