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Module Pattern

I moduli consentono di organizzare le parti di un'applicazione in unità separate ma integrabili e di avere un'architettura robusta e facilmente gestibile.
I moduli consentono di organizzare le parti di un'applicazione in unità separate ma integrabili e di avere un'architettura robusta e facilmente gestibile.
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I moduli sono elementi essenziali dell'architettura di un'applicazione robusta e facilmente gestibile. Essi consentono di organizzare le parti di un'applicazione in unità separate ma integrabili grazie ai meccanismi di esportazione e importazione, cioè rispettivamente della possibilità di rendere pubblicamente accessibile del codice e di accedere a codice esportato da altri moduli.

Prima della loro introduzione con ECMASCript 2015, JavaScript non aveva un meccanismo nativo per la definizione dei moduli e molto spesso il codice veniva scritto senza preoccuparsi di organizzarlo in modo da evitare, ad esempio, conflitti di nomi di variabili o funzioni. Anche se le nuove specifiche prevedono questo importante funzionalità, non possiamo ignorare la quantità di codice JavaScript esistente che implementa i moduli ricorrendo al Module Pattern.

Vediamo quindi come implementare il Module Pattern in JavaScript in maniera efficace.

Module pattern con closure e IIFE

Come abbiamo già avuto modo di vedere parlando di programmazione orientata agli oggetti, JavaScript non ha un meccanismo nativo di incapsulamento e information hiding, ma abbiamo visto come emularlo sfruttando la closure.

Anche nell'implementazione del Module Pattern il concetto di closure ci viene in aiuto. Consideriamo il seguente codice:

var modulo = (function() {
	function metodoPrivato() {
		//...
	}
	return {
		metodoPubblico: function() {
			metodoPrivato();
		}
	}
})();

In esso assegniamo alla variabile modulo, che rappresenterà evidentemente il nostro modulo, il risultato di un'espressione IIFE (immediately-invoked function expression), il cui effetto è la restituzione di un oggetto con il metodo metodoPubblico(). Nel nostro esempio, questo metodo utilizza il metodo privato implementato internamente alla funzione anonima ed inaccessibile dall'esterno per effetto della closure.

Abbiamo di fatto implementato un modulo che esporta il metodo metodoPubblico() e che potrà essere utilizzato come nel seguente esempio:

modulo.metodoPubblico();

Importare moduli esterni

Un modulo deve prevedere anche la possibilità di importare funzionalità da altri moduli. Si potrebbe essere tentati di utilizzare all'interno del nostro modulo direttamente variabili o funzioni globali, dal momento che JavaScript consente di farlo.

Tuttavia questa non è una buona pratica dal momento che non risulterebbe chiara la dipendenza tra le funzionalità dell'applicazione e si perderebbe il vantaggio vero dei moduli, cioè la costruzione di un'applicazione come la combinazione organizzata di unità di codice.

L'importazione di uno o più moduli può essere implementata semplicemente prevedendo dei parametri nella nostra espressione IIFE:

var altroModulo = (function() {
	//...
})();
var modulo = (function(moduloEsterno) {
	function metodoPrivato() {
		moduloEsterno.metodo();
		//...
	}
	return {
		metodoPubblico: function() {
			metodoPrivato();
		}
	}
})(altroModulo);

In questo modo definiamo chiaramente la dipendenza del modulo modulo dal modulo altroModulo ed evitiamo di creare dipendenze implicite difficili da individuare in applicazioni complesse.


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