Terminate le operazioni di migrazione, non puoi sederti in poltrona ed aspettare che tutto torni come prima. Gli spostamenti strutturali dei siti internet possono incidere negativamente sulle performance. Per questo devi mettere in pratica una serie di attività. Sai già cosa verificare dopo la migrazione di un sito Web? Qui trovi una serie di indicazioni utili.
Sono delle verifiche che puoi effettuare con gli strumenti base - tipo Search Console e Google Analytics - ma con il supporto di SEO tool a pagamento come Seozoom e Semrush. Senza dimenticare Screaming Frog che però resta gratuito fino a 500 URL da scansionare.
Controlla e modifica i tool di Google
Impossibile avviare un qualsiasi progetto senza il monitoraggio di Google Analytics e, contestualmente, quello della Search Console. Il passaggio essenziale: se hai fatto un cambio di dominio devi cambiare l'URL di riferimento nei vari tool. Quindi, dopo aver eseguito tale passaggio, vai su queste piattaforme e verifica che siano attive e funzionanti.
Se hai effettuato una migrazione di hosting o CMS non serve cambiare dominio ma la verifica è comunque necessaria. Basta andare nella sezione di real time di GA per verificare il traffico:
- Accedi a Google Analytics.
- Vai sul sito Web che ti interessa.
- Apri la sezione "Report".
- Fai click su "In tempo reale".
Così è facile assicurarsi che tutto funziona. Oppure puoi interrogare il tool noto come tagassistant.google.com che consente, appunto, di analizzare i tag presenti su un dominio.
Fai un check di robots.txt e sitemap.xml
Per tutte le migrazioni conviene dare uno sguardo al robots.txt per verificare che non siano saltate le impostazioni per bloccare la scansione di alcune sezioni del sito Web. Devi anche assicurarti che gli URL siano corretti e che non ci siano nuove impostazioni.
Piccole modifiche (come l'aggiunta di uno slash) potrebbero causare un blocco completo del passaggio di Google sulle pagine Web. In questi casi, una volta completata la migrazione, conviene fare un passaggio sul tool di verifica robots.txt con Google per assicurarsi che non ci siano blocchi non preventivati con relativa deindicizzazione del sito Web migrato.
Il box per inserire la nuova sitemap.xml sulla Search Console.

In questa fase verifica anche la sitemap.xml: soprattutto per le migrazioni di dominio devi crearne una nuova, magari con i plugin SEO dedicati, e sottoporla alla Search Console. Questo permetterà a Google di passare su tutti i nuovi indirizzi e prendere nota del cambiamento.
Verifica del traffico con Google Analytics
Il primo confronto decisivo che devi attivare è quello delle visite che il sito Web riceve. Il campanello di allarme rispetto a un possibile problema in termini di migrazione può essere sicuramente un calo drastico degli ingressi attraverso la ricerca organica.
Infatti, se dopo il passaggio c'è un problema in termini di indicizzazione e posizionamento delle pagine web, sarà proprio Google Analytics a dare le prime avvisaglie per intervenire.
Analizza e ottimizza i redirect del sito Web
Cosa verificare dopo la migrazione? Uno dei punti cruciali è il funzionamento dei redirect 301 se hai cambiato dominio o struttura dei permalink. Lo stesso discorso vale per il passaggio da HTTP a HTTPS. In questi casi è fondamentale monitorare la sezione "Pagine" della Search Console che mostra eventuali aumenti di errori 404. Cerchi un controllo incrociato?
Verifica delle pagine 404 con Screaming Frog.

Lo puoi fare con scansione di Screaming Frog che permette di individuare sia il buon funzionamento dei reindirizzamenti che l'eventuale aumento delle pagine errore. Questo passaggio ti permette di individuare anche eventuali broken link interni da correggere.
Un aspetto importante. Per Google i redirect 301 non sono un problema dal punto di vista del ranking e della SEO. Ciò che invece devi evitare sono le catene di reindirizzamenti.
www.esempio.it > www.esepio-nuovo.it > www.esempio-nuovo.com
Dovrebbe essere
www.esempio.it > www.esempio-nuovo.com
Anche in questo caso Screaming Frog ci viene in aiuto con una funzione specifica per individuare le redirect chain che hanno il brutto difetto di rallentare il caricamento della pagina Web.
Altro consiglio: cambiare tutti i link interni sostituendo i vecchi indirizzi con i nuovi. La lista con relative corrispondenze la puoi scaricare come avrai già intuito da Screaming Frog.
Cerca e sostituisci con Better Search Replace.

Poi usi il plugin Better Search Replace per modificare con pochi click tutti i link interni passando dai vecchi permalink a quelli nuovi: basta inserire i primi nel form di sinistra e i secondi in quello di destra, selezionare tutte le tabelle del database e avviare.
Assicurati la correttezza dei meta tag
La migrazione di CMS impone un controllo dei meta tag. In particolar modo devi assicurarti che tutto sia in ordine dal punto di vista delle meta description, del tag title e dei robots che permettono di gestire eventuali nofollow e noindex della singola pagina internet.
Cosa verificare dopo la migrazione di un sito Web. Nello specifico, ti devi assicurare che il nuovo portale corrisponda a quello vecchio dal punto di vista delle istruzioni date a Google.
Le verifiche di Screaming Frog per la struttura del portale.

Allo stesso tempo puoi controllare i rel="canonical" - soprattutto delle pagine archivio - ed eventuali hreflang. Tutto deve combaciare tra prima e dopo la migrazione, una modifica non preventivata rischia di portare tutto il portale verso scenari drammatici.
Velocità di caricamento e Core Web Vitals
Il cambio di CMS può portare a novità importanti per le performance del sito internet. Ma ci possono essere anche ripercussioni su SEO e UX dovuti a evoluzioni dei Core Web Vitals. Questo è vero soprattutto quando si modifica hosting e/o struttura della pagina.
I risultati del Pagespeed Insight di Google.

In questi casi, dopo la migrazione, va fatto un audit approfondito con Pagespeed Insight e Search Console che incrociano dati importanti sulle performance in termini di velocità di caricamento, stabilità del design e reattività delle interazioni che avvengono on-page.
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