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Introduzione alla guida pratica alla realizzazione di un server Linux casalingo, basato su Ubuntu: dall'hardware al software, ecco tutti i temi principali.
Introduzione alla guida pratica alla realizzazione di un server Linux casalingo, basato su Ubuntu: dall'hardware al software, ecco tutti i temi principali.
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Il termine server è entrato ormai a far parte del linguaggio comune. Molte delle applicazioni più diffuse, sia in ambito desktop che
mobile, sono di fatto dei client che si connettono a server remoti per offrire ai loro utenti i servizi per cui sono state progettate. Un browser
web, un’applicazione di messaggistica istantanea, un player di contenuti in streaming sono tutti esempi di servizi resi possibili grazie alla presenza di
opportuni server. Ad esempio, è ormai noto ai più che affinché un sito web possa essere raggiungibile su Internet esso dovrà essere ospitato su un
server web. Ciò significa che quel sito web si troverà in un computer perennemente acceso e connesso ad Internet, nel quale un software detto appunto
“server web” si occuperà di rispondere alle richieste di chi vuole accedere al sito, inviando le pagine che lo compongono. Nel linguaggio comune quindi il
termine server si riferisce sia al software che eroga un certo servizio (ad es. “server web”, “server ftp”, etc.), sia al computer che lo fa girare.

Lo scopo di questa guida è quello di spiegare come realizzare un server Linux per ambito casalingo o per piccoli uffici, utilizzando componenti hardware e
software facilmente reperibili. Sebbene sia possibile, almeno sul piano teorico, realizzare un piccolo server con un computer qualsiasi, è necessario
seguire alcune semplici regole per massimizzare efficienza ed affidabilità della propria installazione. La sezione successiva descrive gli aspetti
principali da valutare nella scelta delle caratteristiche hardware del nostro server.

Un altro aspetto cruciale nella installazione e messa in opera di un server è la scelta della piattaforma software, ed in particolare del sistema
operativo. Per una installazione server è necessario infatti utilizzare un sistema operativo espressamente realizzato per questo scopo. Un sistema
operativo per server viene progettato per garantire continuità di servizio: gli aggiornamenti possono essere installati senza la necessità di riavviare la
macchina (a meno dell’aggiornamento di componenti critiche); è possibile effettuare alcune operazioni di manutenzione straordinaria senza spegnere la
macchina (ad es. sostituzione di dischi danneggiati). Inoltre, un sistema operativo per server è dotato di strumenti software progettati per semplificare
l’amministrazione della macchina, dal monitoraggio dello stato delle componenti hardware al controllo delle attività degli utenti.

La scelta della piattaforma ottimale per i propri scopi dipende da tanti fattori: disponibilità delle applicazioni server da utilizzare, facilità di
amministrazione e non ultimi, i costi. Il sistema operativo al quale si riferisce questa guida è GNU/Linux, ed in particolare la variante
server di una distribuzione GNU/Linux molto popolare: Ubuntu. Sebbene esistano decine di distribuzioni alternative, molte delle quali
utilizzate in ambito professionale, si è deciso di basare questa guida su Ubuntu per la sua relativa semplicità d’uso e la sua ampia diffusione. Chi
volesse approfondire gli aspetti trattati in questa guida non avrà difficoltà a reperire documentazione a sufficienza. Inoltre, ricordiamo che Ubuntu è una
distribuzione basata su Debian (recentemente giunta alla versione 8):
molte delle procedure descritte in questa guida possono essere applicate a Debian e ad altre distribuzioni basate su di essa.

La versione di Ubuntu utilizzata in questa guida è la Ubuntu Server 16.04 LTS. Le tre lettere alla fine sono l’acronimo di Long Term Support, ovvero supporto a lungo termine. Le versioni di Ubuntu non LTS sono infatti supportate solo per 9 mesi. Oltre questo
termine, esse non ricevono più aggiornamenti di sicurezza ed i repository (i server che distribuiscono il software da poter installare) migrano alla
versione più recente. Ciò significa che alla fine del periodo di supporto non è più possibile installare software utilizzando i canali di distribuzione
ufficiale. Ovviamente per una installazione server questo non è consigliabile. Le versioni LTS godono invece di un supporto esteso a 5 anni dalla data di
rilascio. Ubuntu 16.04 LTS sarà quindi supportata fino al 2021.


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