Con questa lezione concludiamo il nostro percorso introduttivo ad Antigravity affrontando uno degli aspetti più potenti e allo stesso tempo più delicati della piattaforma: il Browser Subagent, gli strumenti di navigazione e automazione web e le implicazioni legate a sicurezza, controllo e affidabilità. Dopo aver visto come pianificare il lavoro, come organizzarlo in task e artifacts e come coordinare gli agenti attraverso Editor e Agent Manager, ora ci concentriamo su come Antigravity interagisce con il mondo esterno, in particolare con il web.
Il Browser Subagent rappresenta il punto in cui l’azione degli agenti esce dal perimetro del codice e si confronta con sistemi reali, dinamici e potenzialmente non deterministici. Proprio per questo motivo, Antigravity lo integra in modo strutturato, osservabile e sicuro, evitando approcci opachi o incontrollati.
Che cos’è il Browser Subagent con Antigravity
In Antigravity il browser non è solo uno strumento accessorio, ma una parte integrante del workflow di sviluppo. Possiamo usarlo per verificare il comportamento di un’applicazione web, testare un’interfaccia utente, validare un flusso di onboarding o riprodurre un bug segnalato dagli utenti. La differenza fondamentale rispetto a un browser tradizionale è che qui il browser è agent-aware. Ogni azione compiuta può essere:
- attribuita a un task specifico;
- collegata a un agente;
- documentata tramite artifacts.
Questo rende il lavoro ripetibile, verificabile e soprattutto collaborativo.
Uno dei principi chiave del Browser Subagent è la trasparenza. Ogni interazione con il browser può generare artifacts che documentano cosa è successo. Questo include screenshot delle pagine visitate, registrazioni complete della sessione di navigazione e descrizioni strutturate delle azioni eseguite, come click, input di testo o navigazioni tra pagine. Questa osservabilità è fondamentale perché ci permette di capire esattamente cosa ha fatto l’agente, in quale ordine e con quale risultato.
Invece di fidarci di un semplice “operazione completata”, possiamo rivedere il percorso seguito e valutarne la correttezza.
Quando l’agente deve interagire con il browser, invoca un browser subagent per gestire l’attività richiesta. Il browser subagent esegue un modello specializzato progettato per operare sulle pagine aperte all’interno del browser gestito da Antigravity, che è distinto dal modello selezionato per l’agente principale.
Questo subagent ha accesso a una serie di strumenti necessari per controllare il browser, inclusi il click, lo scrolling, la digitazione, la lettura dei log della console e altre operazioni. È inoltre in grado di leggere il contenuto delle pagine aperte tramite acquisizione del DOM, screenshot o parsing in formato markdown, oltre a registrare video delle sessioni. Mentre l’agente controlla una pagina, viene mostrato un overlay sull’interfaccia con un bordo blu e un piccolo pannello che descrive in breve le azioni in corso. Quando questo overlay è visibile, non è possibile interagire manualmente con la pagina, per evitare che le nostre azioni interferiscano o confondano il comportamento dell’agente.
Il browser subagent può operare anche su tab che non sono in primo piano, permettendoci di aprire e utilizzare altre schede del browser senza interruzioni mentre il subagent svolge il proprio lavoro.

Il Browser Subagent lavora al meglio quando viene utilizzato all’interno di task ben strutturati. Possiamo chiedergli, ad esempio, di esplorare un’applicazione esistente, verificare che un flusso funzioni correttamente o raccogliere informazioni da una documentazione online. Come per gli altri agenti, è buona pratica chiedere prima una fase di pianificazione. In questo modo l’agente può produrre una task list o un piano di navigazione che descrive quali pagine verranno visitate, quali azioni verranno compiute e quali risultati ci si aspetta di ottenere. Solo dopo l’approvazione procediamo con l’esecuzione vera e propria.
Integrazione con la Chrome Extension
Antigravity mette a disposizione anche una Chrome Extension, che estende ulteriormente le possibilità di interazione tra browser e piattaforma. Grazie a questa estensione possiamo collegare il browser che usiamo quotidianamente al nostro workspace Antigravity, rendendo più fluida la transizione tra navigazione manuale e lavoro agentico.
La Chrome Extension consente, ad esempio, di:
- inviare una pagina o un contesto direttamente a un agente;
- catturare informazioni rilevanti durante la navigazione;
- trasformare un’osservazione manuale in un input strutturato per un task.

Sicurezza come principio fondamentale in Antigravity
Quando lavoriamo con il Browser Subagent, uno degli aspetti più importanti per mantenere controllo e sicurezza è la gestione esplicita dei confini entro cui l’agente può operare. Antigravity affronta questo tema attraverso i meccanismi di allowlist e denylist, che ci permettono di definire in modo chiaro e preventivo quali domini o risorse web sono consentiti e quali invece devono essere esplicitamente esclusi.
In questo modo non lasciamo all’agente la libertà di navigare indiscriminatamente sul web, ma circoscriviamo il suo raggio d’azione in base al contesto del progetto, agli ambienti coinvolti e al livello di rischio accettabile. Questa configurazione diventa parte integrante del workflow e contribuisce a trasformare l’automazione del browser in un’attività prevedibile, verificabile e coerente con le policy del team o dell’organizzazione.
Allo stesso modo, Antigravity introduce il concetto di profilo Chrome separato per isolare l’attività del Browser Subagent dal nostro browser personale. Quando utilizziamo un profilo dedicato, l’agente opera in un ambiente di navigazione distinto, con una propria sessione, cookie, cache e stato di autenticazione, completamente separati da quelli che usiamo quotidianamente.
Questo isolamento riduce il rischio di interferenze accidentali, evita l’esposizione involontaria di dati personali e rende il comportamento del browser più deterministico e riproducibile. Per noi sviluppatori significa poter lavorare con maggiore tranquillità, sapendo che le azioni del subagent sono contenute in uno spazio controllato e che il confine tra navigazione umana e automazione agentica rimane sempre ben definito.
Conclusioni
Con questa lezione chiudiamo il cerchio della nostra introduzione ad Antigravity. Abbiamo visto come il Browser Subagent, gli strumenti di navigazione e la Chrome Extension estendano il lavoro degli agenti oltre il codice, mantenendo trasparenza, sicurezza e controllo. Antigravity si conferma così non solo come una piattaforma per scrivere software con l’aiuto dell’IA, ma come un ambiente completo per pianificare, costruire, verificare e validare soluzioni software nel mondo reale.
Integrando consapevolmente questi strumenti nel nostro workflow quotidiano, possiamo sfruttare al massimo il potenziale degli agenti senza rinunciare ai principi fondamentali dello sviluppo professionale: qualità, responsabilità e controllo.
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