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Regole e workflow in Antigravity

Definire regole, creare workflow ripetibili e organizzare il lavoro in task perché gli agenti di Antigravity possano collaborare con noi
Definire regole, creare workflow ripetibili e organizzare il lavoro in task perché gli agenti di Antigravity possano collaborare con noi
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In questa terza lezione vedremo come definiamo regole, creiamo workflow ripetibili e organizziamo il lavoro in task (e task groups) affinché gli agenti di Antigravity possano collaborare con noi in modo strutturato e affidabile.

Lo scopo quando si lavora con con Antigravity non è più semplicemente quello di “dare un’istruzione al momento”, bensì di definire un insieme di regole e processi che guidino continuamente il comportamento degli agenti. Questo ci permette di mantenere coerenza stilistica, standard di qualità, requisiti architetturali e processi aziendali all’interno dei nostri flussi di lavoro, anche su progetti lunghi e complessi.

Perché Regole e Workflow sono importanti in Antigravity

Nel mondo tradizionale degli IDE, ogni modifica al codice richiede una decisione umana: dove cambiare, come cambiare, che stile seguire, ecc. Con Antigravity, spostiamo quella responsabilità più in alto nel livello di astrazione:

  • Le regole definiscono come gli agenti devono comportarsi, quali standard rispettare, quali pattern applicare, quali vincoli tecnici seguire.
  • I workflow sono procedure ripetibili, dei “modelli operativi” che l’agente esegue automaticamente per compiti strutturati.
  • I task e task groups sono le unità di lavoro su cui gli agenti operano: una singola attività o una struttura di attività correlate che l’agente deve completare in sequenza o in parallelo.

Questa organizzazione ci aiuta a creare coerenza, automazione e scalabilità nel nostro sviluppo quotidiano, trasformando gli agenti in veri collaboratori anziché semplici strumenti passivi.

Definire i vincoli e le preferenze del progetto

Le regole in Antigravity sono istruzioni permanenti che influenzano il comportamento di un agente ogni volta che lavora su un task.
Le regole possono essere globali o locali. Le prime, si applicano a tutti i progetti. Le impostiamo quando vogliamo coerenza tra più codebase (es. linee guida di stile aziendali). Le seconde, invece, dette anche Workspace-specifiche si applicano solo a uno specifico workspace. Sono utili quando un progetto ha requisiti architetturali o convenzioni diverse da altri.
In genere si trovano sotto .agent/rules/ nella radice del progetto.

Possiamo definire regole per:

  • Stile di codice (es. convenzioni di nomi, uso di TypeScript o Python > JavaScript, line length, ecc.).
  • Pattern architetturali (es. uso di determinati framework o strutture).
  • Linee guida di sicurezza (es. non eseguire comandi pericolosi senza approvazione esplicita).
  • Preferenze di test e documentazione (es. genera sempre test unitari per ogni modifica).

Per definire una regola, quello che dobbiamo fare è cliccare sui tre puntini in alto a destra dell'IDE e cliccare su "Customizations", come mostrato nella figura in basso:

A questo punto potremo scegliere se creare una regola globale o Workspace-specifica, come mostrato in basso:

Come possiamo vedere dall'immagine appena mostrata, la definizione di una regole aviene tramite linguaggio naturale. La cosa importante da tenere a mente è che ogni file Markdown rappresenta un insieme coerente di regole.

Un esempio di file di regole potrebbe essere il seguente, in cui specifichiamo agli agenti lo stile da adottare durante la stesura del software:

# Coding Style Rules
## Scope
Queste regole si applicano a tutto il codice prodotto o modificato dagli agenti
all'interno di questo workspace.
## Language Preferences
- Utilizzare **TypeScript** invece di JavaScript quando possibile
- Evitare `any`, preferire tipi espliciti o generics
- Usare `const` di default, `let` solo se necessario
- Non usare `var`
....

Workflow: procedure ripetibili e automatizzate in Antigravity

Mentre le regole definiscono come gli agenti devono comportarsi, i workflow descrivono cosa fare per processi complessi che si ripetono frequentemente. Un workflow è essenzialmente una ricetta eseguibile, un insieme di istruzioni passo passo che l’agente può invocare con un semplice comando, ad esempio con uno slash (/) seguito dal nome del workflow.

Per poter definire un workflow, bisogna sempre cliccare sui tre puntini in alto a destra dell'IDE e, dopo aver cliccato su "Customizations", bisogna selezionare il tab "Workflows", come mostrato in figura:

Anche i workflow, esattamente come le regole, possono essere sia globali che specifici di un workspace. Quindi, selezioniamo "Global" o "Workspace" in base al livello di visibilità che vogliamo dare. Per completezza, degli esempi di workflow globali potrebbero essere:

  • /create-feature-branch
  • /generate-unit-tests
  • /prepare-release
  • /analyze-codebase
  • /write-changelog

I workflow globali possono essere richiamati ovunque, indipendentemente dal progetto o dal workspace su cui stiamo lavorando. Anche quando vengono eseguiti in contesti diversi, rispettano sempre le regole del workspace attivo, adeguando il loro comportamento alle convenzioni, ai vincoli e agli standard definiti per quel progetto specifico.
Per definire un workflow, servono essenzialmente una Descrizione e un Contenuto.

La descrizione serve a spiegare lo scopo del workflow, cosa fa, in quali contesti va utilizzato e quali obiettivi deve raggiungere. Deve essere chiara, sintetica e comprensibile sia a noi sviluppatori sia agli agenti. Il contenuto rappresenta il cuore operativo del workflow, ovvero la sequenza di azioni che l’agente dovrà eseguire. Deve essere strutturato in modo che ogni passo sia chiaro, discreto e verificabile, in modo da rendere il processo ripetibile e affidabile.

Un esempio è il seguente:

1. Creare un nuovo branch con il nome della feature
2. Creare i file principali e la struttura di cartelle
3. Generare test unitari per i nuovi file
4. Aggiornare la documentazione se necessario
5. Committare le modifiche e inviare pull request

Conclusioni

In questa lezione abbiamo esplorato come definire regole e creare workflow, strumenti fondamentali per lavorare in modo strutturato con gli agenti di Antigravity. Abbiamo visto che le regole non sono semplici linee guida, ma istruzioni permanenti che guidano il comportamento degli agenti, assicurando coerenza stilistica, rispetto degli standard di qualità, vincoli architetturali e sicurezza in ogni operazione.

Allo stesso modo, i workflow ci permettono di trasformare processi complessi e ripetitivi in procedure automatiche, consentendo agli agenti di agire in maniera efficiente e prevedibile.

Abbiamo visto che sia le regole sia i workflow possono essere globali o specifici di un workspace, permettendoci di modulare la visibilità e l’applicabilità delle istruzioni a seconda del contesto. In questo modo, Antigravity ci consente di standardizzare i processi quando necessario, senza perdere flessibilità e adattabilità ai diversi progetti.

Nella prossima lezione ci concentreremo sui task, approfondendo come vengono creati, organizzati e assegnati agli agenti, quali informazioni contengono e in che modo possiamo sfruttarli al meglio per pianificare e monitorare il nostro lavoro. Analizzeremo sia i task singoli sia i task groups, mostrando esempi concreti di utilizzo all’interno di workflow complessi, e scopriremo come questi strumenti ci aiutano a mantenere controllo, coerenza e automazione nello sviluppo quotidiano.

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