In questa lezione, ci concentreremo sulla gestione dei task all’interno di Antigravity. Nella lezione precedente abbiamo visto le rules e i workspace, che ci permettono di definire regole operative e organizzare l’ambiente di lavoro in maniera strutturata. Prima di addentrarci nelle modalità operative dei task, è importante fare alcune premesse fondamentali.
Quando lavoriamo in contesti di sviluppo complessi, la gestione efficace dei task diventa il fulcro di qualsiasi progetto. I task rappresentano le unità di lavoro discrete, organizzabili, monitorabili e verificabili. Esse consentono a noi e agli agenti AI di collaborare in modo strutturato. Senza un sistema chiaro di task, rischiamo di disperdere tempo, duplicare sforzi o perdere il controllo sulla qualità dei risultati.
All’interno di Antigravity, i task non sono semplicemente “cose da fare” ma diventano il punto di incontro tra la nostra pianificazione, le capacità degli agenti e i workflow automatizzati. Per questo motivo, ogni task deve essere definito con cura, con obiettivi chiari, requisiti specifici e, quando possibile, collegato a artefatti e piani di lavoro precedenti. Ciò che distingue Antigravity da altre piattaforme è la possibilità di far collaborare agenti diversi su task multipli, mantenendo una visione d’insieme aggiornata in tempo reale.
Cosa sono i task
In Antigravity, un task è l’unità fondamentale di lavoro con cui noi e gli agenti AI strutturiamo e organizziamo qualsiasi attività di sviluppo. Non è un elemento separato dal progetto, ma fa parte della struttura del workflow che abbiamo definito o che l’agente ha generato in modalità di pianificazione. Quando abbiamo definito "Planning" come "Conversation mode", l’Agente è in modalità di pianificazione e i task grandi e complessi vengono gestiti tramite i Task Group, che suddividono questi problemi in unità di lavoro più piccole e facilmente gestibili.
Spesso, l’Agente lavora su più parti del task principale contemporaneamente, e le sezioni del task sono il modo in cui queste modifiche vengono presentate all’utente.

In altre parole, un task non è semplicemente un’azione isolata o un comando generico lanciato all’agente, ma rappresenta un elemento concreto di lavoro con uno scopo ben definito: fissare un insieme di istruzioni e un risultato atteso che contribuisce al raggiungimento di un obiettivo più ampio all’interno di un progetto. In pratica, quando scriviamo un comando a un agente, stiamo dicendo ad Antigravity “questa è l’azione specifica che vogliamo che venga portata a termine”, e la piattaforma lo usa come riferimento centrale per pianificare, monitorare, eseguire e verificare il progresso.
Cosa sono i Task Group
Il primo elemento che osserviamo in un Task Group è il top component, cioè la sezione superiore, come mostrato in figura.

Questa parte è fondamentale perché ci mostra l’obiettivo generale del task. In altre parole, ci dice “questa è l’unità di lavoro che stiamo cercando di completare e questo è ciò che vogliamo ottenere”.
Allo stesso tempo, questa sezione fornisce un riassunto delle modifiche effettuate all’interno di questa unità di lavoro. Questo ci aiuta a capire rapidamente quale impatto hanno avuto i cambiamenti apportati dall’agente senza dover analizzare ogni singolo dettaglio tecnico.
Accanto al top component, troviamo spesso una sezione dedicata ai file modificati. Questa parte è pensata per il nostro controllo e audit rapido. Ogni file modificato è rappresentato da un “pill”, un piccolo pulsante cliccabile che ci permette di visualizzare lo stato attuale del file. Questo strumento è estremamente utile perché ci consente di verificare immediatamente le modifiche effettuate, senza dover navigare manualmente tra i repository o aprire editor separati. In pratica, ci dà trasparenza e controllo, permettendoci di intervenire se necessario.
Quando clicchiamo su un Task Group, entriamo nel dettaglio delle attività svolte dall’agente. All’interno di un Task Group, l’agente identifica i subtasks, cioè sotto-task che permettono di modularizzare le modifiche necessarie. Ogni subtask rappresenta un passo verso il completamento del task principale e tutte le operazioni dell’agente vengono registrate nelle progress update sections.
Queste sezioni ci permettono di monitorare i progressi senza dover leggere linee di codice o log dettagliati.
Per impostazione predefinita, i dettagli di ogni subtask non sono immediatamente visibili, in modo da non sovraccaricare l’utente con informazioni troppo tecniche. Tuttavia, se siamo interessati, possiamo attivare un toggle che espande ogni subtask e ci mostra esattamente quali passi l’agente ha seguito per completarlo (c.d. Thinking). Questo ci offre un controllo completo sul processo, senza perdere la semplicità della visualizzazione.
Task e passaggi in sospeso
Un altro aspetto importante riguarda i passaggi in sospeso. Alcune operazioni, come l’esecuzione di comandi nel terminale o la configurazione del browser, possono richiedere approvazione manuale da parte nostra. In questi casi, l’agente non espande automaticamente tutti gli aggiornamenti per non confonderci, ma crea una sezione speciale alla fine del Task Group chiamata Pending Steps.

Qui possiamo rivedere tutti i passaggi che necessitano della nostra attenzione, approvarli o modificarli, e infine consentire all’agente di procedere con l’esecuzione. Questo sistema ci dà sicurezza e controllo, assicurando che operazioni critiche non vengano eseguite senza il nostro consenso.
Conclusioni
I Task Groups in Antigravity ci offrono un sistema potente per gestire task complessi in maniera modulare, sicura e trasparente. Ci permettono di suddividere il lavoro in sotto-task, monitorare i progressi, visualizzare le modifiche ai file e approvare passaggi critici senza perdere il controllo. L’integrazione con gli agenti consente inoltre di parallelizzare le attività, riducendo i tempi di sviluppo e aumentando l’efficienza complessiva del progetto.
Oltre a questi benefici immediati, essi rappresentano per noi anche un mezzo per costruire una visione strutturata del progetto. Non ci limitano a mostrare ciò che è stato fatto, ma ci permettono di capire il come e il perché di ogni modifica, grazie alla possibilità di espandere i sotto-task e analizzare i dettagli delle operazioni svolte dall’agente.
Questo approccio ci aiuta a mantenere la coerenza tra le decisioni strategiche che prendiamo all’inizio del progetto e l’esecuzione pratica, garantendo che ogni step contribuisca in maniera efficace agli obiettivi complessivi.
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