Per capire cosa è OpenClaw immaginate di uscire di casa, andare a lavoro, al mare, in palestra e lasciare davanti al vostro PC un assistente, sempre sveglio, capace, pieno di risorse e che non dimentica mai niente. Avete bisogno di svolgere una ricerca, segnare impegni sul calendario, mandare l'email o agire su uno qualsiasi dei vostri programmi: gli mandate un messaggio con qualunque app e lui esegue il compito. Bello, eh? Non è una persona, è un software figlio della inesorabile evoluzione di nostri tempi, quella della AI, e si chiama appunto OpenClaw.
Una definizione un po' più tecnica di OpenClaw
Quando uno strumento è così completo, articolato e limitato solo dalla nostra fantasia, non è così semplice definirlo in modo tecnico ma ci proviamo.
OpenClaw è un agente basato su Intelligenza Artificiale, da installare sulla propria macchina o una dedicata, in grado di svolgere i compiti che gli verranno assegnati, comunicatigli a distanza. Non è un chatbot, ma ciò che viene spesso definito un workbot in quanto perde la forma del tipico sistema da interrogare per avere risposte per diventare una piattaforma di lavoro, in cui installare e configurare collaborazioni tra applicazioni, in grado di sostenere il nostro lavoro quotidiano anche in maniera proattiva, senza richiederci abilità da programmatore.
In questa guida, iniziamo un percorso con cui cercheremo di capirne le potenzialità e le accortezze da applicare, mettendolo alla prova in una serie di attività pratiche.
Sistema aperto e indipendente
OpenClaw è un sistema indipendente, gratuito e open source. Non fa parte di nessuno dei grandi provider ma nasce come un progetto autonomo. Non possiede una sua intelligenza, per così dire, ma consiste in un'applicazione complessa, articolata, che per funzionare ha bisogno di essere agganciata ad uno dei tanti modelli raggiungibili da remoto via API, pensiamo a OpenAI, Gemini, quelli di Anthropic, etc.
Una delle sue caratteristiche - importante per un sistema che vuole essere davvero indipendente - è la sua capacità di relazionarsi con tutto lo scenario applicativo. Non solo quindi multimodello a livello di "ragionamento" ma anche aperto a tantissime applicazioni, sistemi di comunicazione e circondato da una community in continua espansione che continua a promuovere e fornire skill.
Il corpo di OpenClaw
Un altro aspetto che si sente dire di OpenClaw è che ha un corpo. In realtà, in un mondo estremamente virtuale, ciò può sembrare strano ma è vero. OpenClaw come vedremo a breve ha bisogno di essere installato su una macchina della quale dovrà avere il controllo. Può trattarsi di un PC fisico, di un sistema dedicato (tanti esempi parlano di MacMini dedicati allo scopo), di macchine virtuali sia installate sul proprio hardware sia ottenute su piattaforme Cloud.
Indipendentemente, dalla soluzione che si vorrà adottare (come vedremo, può essere installato praticamente ovunque a livello di sistema operativo) sarà chiaro che OpenClaw ha una propria sede, un luogo dove risiedere ed essere configurato. I nostri primi obiettivi infatti saranno:
- la sua installazione, valuteremo vari casi ma soprattutto inizialmente sarà ideale un ambiente non coinvolto in attività importanti e su cui poter sperimentare ed eventualmente resettare l'installazione;
- prendere confidenza con la sua piattaforma e con questa sorta di "presenza" che scopriremo prendere vita e mettersi immediatamente al nostro servizio;
- fare conoscenza con tutta la rete di servizi con cui possiamo agganciarci distinguendo le varie categorie in cui si possono classificare.
Alcune accortezze
Come ogni sistema potente e dotato di una mentalità innovativa, va studiato, compreso e sfruttato con attenzione. Non vogliamo parlare di "pericoli" in quanto ogni cosa usata male può essere pericolosa. Uno strumento del genere ha risvegliato, in alcuni casi, allarmismi tipici da narrazione fantascientifica ma ci interesserà scoprirne l'uso e le potenzialità visto che a livello tecnico ci troviamo di fronte ad una piattaforma interessante ed, in generale, ad un rappresentante di una categoria di prodotti che diventeranno sempre più comuni.
L'unica accortezza che vale la pena sottolineare è che trattandosi di un agente da installare su un sistema e dotare di "accessi" a sistemi di comunicativi e applicativi conviene non installarlo, finché non ci si sente adeguatamente sicuri, su una macchina importante, dedicata a lavoro o affari famigliari, ma configurargli un ambiente apposito magari usando account applicativi non centralissimi nella nostra vita.
Comunque, niente paura, sarà un viaggio molto interessante che ci farà esplorare gli attuali confini della AI e questo viaggio inizia ora!
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