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Scegliere un "target" ovvero la qualità degli accessi

Prima di creare il sito è bene meditare sul pubblico che si vuole raggiungere. In questo articolo introduciamo il concetto di
Prima di creare il sito è bene meditare sul pubblico che si vuole raggiungere. In questo articolo introduciamo il concetto di
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Creare un sito Web significa prima di tutto avere qualcosa da esprimere. Ovviamente questo articolo non vuole, né oggettivamente potrebbe, consigliare sui contenuti di successo di un sito. Questo particolare è il "plus" che solo la creatività e l'ingegno personale possono fornire. Il consiglio che l'esperienza maturata sul campo ci porta ad esprimere riguarda un aspetto particolare dei contenuti: non la loro sostanza, ma il pubblico al quale si rivolgono.

Esistono in Internet siti generalisti con contenuti che vanno dal meteo all'informatica, dall'oroscopo alle news politiche. Da qualche tempo questi siti hanno assunto la forma e il nome di "portali". Esempi riusciti sono Virgilio, Yahoo!, Iol e decine di altri.

Si tratta di siti con milioni di accessi mensili e che si pongono come porte d'ingresso alle risorse della Rete. Spesso sono espressione di grosse società che non lesinano miliardi in investimenti e promozione. Questo mix di contenuti generalisti, pubblico eterogeneo, pubblicità, dipendenti e investimenti genera, e non potrebbe essere altrimenti, impression e seguito tra gli utenti. Ma è questo il modello da seguire per chi non ha grossi capitali da investire? In altri termini, il modello proposto dai grandi portali lascia spazio alla concorrenza?

In parte sì, se si considerano gli accessi, ma in parte no se si considera lo sviluppo strategico del sito. Ciò che intediamo dire è che creare un sito generalista sul modello di Virgilio porterà a risultati discreti, probabilmente si potrà raggiungere il milione di impression/mese nel medio periodo. Ma questo risultato pure eccellente che valore ha se rapportato ai 40 milioni del portale Seat? In fondo si tratterebbe di un milione di impression generate da un pubblico eterogeneo, senza una precisa collocazione anagrafica, sociale, regionale.

Su questo punto si introduce il concetto di target, che altro non è che un gruppo omogeneo di visitatori, vuoi per l'età, la propensione al consumo, la regione o la professione. Lo stesso milione di impression/mese su un target specifico ha un valore totalmente diverso, perchè meglio vendibile agli sponsor e perchè, in un futuro speriamo prossimo, potenziali consumatori di commercio elettronico.

Occupare un settore di mercato indirizzandosi ad un target specifico è, quindi, un punto importante da valutare in sede di progettazione di un sito. Le piccole realtà editoriali in Internet hanno vantaggi che l'editoria tradizionale non dà:

  • i costi di stampa non esistono;
  • i costi di distribuzione sono ridotti al minimo (hosting o housing);
  • esistono decine di modi differenti per promuovere gratuitametne un sito;
  • la diffusione delle informazioni è orizzontale;
  • l'aggiornamento può essere immediato

Tutte queste peculiarità avvantaggiano piccole realtà agili e "leggere", a scapito delle grandi società che, invece, soffrono del peso di organizzazioni mastodontiche. Tutto questo è vero finchè si cerca di occupare settori di nicchia (come il Web publishing per questo sito) ma esce sconfitto quando si affrontano i grandi colossi sul loro stesso terreno. Allora, che senso ha impegnarsi in un portale tipo Virgilio quando i miliardi che lo supportanto rischiano di schiacciarci? Meglio mantenere l'idea di portale ma targettizzandola, magari creando un portale sulla medicina, sul body building, sull'arte ecc.

Il successo di un sito si chiama fidelizzazione e niente è più fidelizzante di un sito che raccoglie interessi specifici comuni e si pone come punto di riferimento. A questo deve puntare un progretto editoriale di lungo respiro, con la premessa che tutto può cambiare in corso d'opera.


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