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I rischi di interventi affrettati

Come e quando intervenire nel caso di perdite di posizioni
Come e quando intervenire nel caso di perdite di posizioni
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Posizionato il sito, assistiamo all’aumento delle visite provenienti
dai motori col terrore che queste, da un giorno all’altro, possano interrompersi
per variazione dei risultati forniti a fronte delle ricerche effettuate. Raggiunti
gli obiettivi, quindi, il lavoro del SEO continua con il controllo costante delle
posizioni che il sito occupa sui motori, per stabilire quando intervenire con
azioni correttive. Ciò che spesso succede è che si perda il senso
della misura, finendo per modificare a ciclo continuo le pagine, nel tentativo
disperato di non perdere posizioni. È corretto tutto ciò? Nel seguito
dell’articolo, tentiamo di fornire delle indicazioni per evitare interventi
inutili e forse addirittura controproducenti.

Il controllo del posizionamento

Per controllo del posizionamento s’intende la produzione di un report
che per ogni chiave indichi la posizione di una o più pagine del sito su
ognuno dei motori. Alla posizione d’ogni chiave su ogni motore, si aggiunge
spesso la variazione della stessa in relazione alla precedente analisi. Ciò
che conta, infatti, non è la posizione, ma la variazione della stessa.

Altra informazione importante, purtroppo mai fornita dai report generati automaticamente,
è la variazione sul lungo periodo della posizione d’ogni chiave.
Ciò consente di valutare le variazioni superando le oscillazioni temporanee
sempre presenti coi motori di ricerca. L’ideale sarebbe, oltre a questi
valori, anche la produzione di una media mobile (simile a quelle usate in borsa)
che identifica il trend medio eliminando le influenze delle oscillazioni.

Il rapporto sul posizionamento è uno strumento importante per il SEO,
ma la sua errata interpretazione o valutazione può portare ad eccessi nella
profusione di lavoro correttivo.

Il report stesso ha un suo costo di produzione. Eseguirlo troppo spesso è
inutile, anti economico e pericoloso (alcuni motori hanno varie volte dichiarato
di non gradire l’analisi automatica ripetuta troppo frequentemente).

Soglia d’intervento

Alcune chiavi hanno perso qualche posizione su un importante motore ed ecco
che il SEO entra in fibrillazione. S’interviene? È difficoltoso,
in effetti, capire se e quando intervenire e la regola che sembra essere più
seguita è: “se non sai che fare, intervieni”.

In generale s’interviene per la perdita di qualche posizione, per l’uscita
totale da un motore, per l’avvenuto superamento da parte di un concorrente.

Interventi affrettati

Sui forum le domande di confronto sulle posizioni sono tra le più frequenti.
Spesso si vedono messaggi di webmaster e SEO che dopo pochi giorni che s’è
osservata una perdita sul risultato, iniziano gli interventi.

I motori subiscono spesso delle oscillazioni e la perdita di posizioni non
è sempre da considerarsi un fatto grave. Una chiave che occupava una certa
posizione, infatti, dopo averla persa per qualche settimana, può tornare
ad occuparla senza che il SEO abbia fatto nulla. La perdita di posizione, quindi,
per essere reale deve essere confermata dalla successiva analisi.

L’eliminazione dall’indice, a maggior ragione, può essere
il risultato di un’anomalia sul database. Normalmente i motori ripristinano
da soli tali malfunzionamenti.

La perdita di una o due posizioni, se non implica il passaggio dalla prima
alla seconda pagina, può non giustificare l’intervento correttivo
anche se è confermata da più analisi. Ogni intervento, infatti,
ha i suoi rischi e spesso la contropartita potrebbe non giustificarli. Anche in
questo caso, quindi, parliamo d’interventi affrettati.

Svantaggi e rischi degli interventi affrettati

Gli svantaggi d’interventi correttivi effettuati con troppa sollecitudine
sono molti e nel seguito se ne illustrano alcuni.

  • Nel caso di estromissione dall’indice, un intervento migliorativo può
    essere reso vano dalle procedure che il motore mette in atto autonomamente per
    risolvere l’anomalia (se di questo si tratta) sul database. Inoltre nel
    caso tutto vada a posto, non si sarà in grado di capire cosa ha realmente
    risolto il problema.
  • Per perdita di posizioni durante le oscillazioni periodiche, azioni affrettate
    possono confondere la situazione non consentendo di valutare la reale efficacia
    degli interventi e, peggio, facendo trarre conclusioni errate che porteranno alla
    cattiva ottimizzazione delle prossime pagine.
  • Le modifiche effettuate durante un’oscillazione possono essere peggiorative
    nella fase successiva di assestamento. Si migliora sul breve, ma si peggiora sul
    lungo termine.
  • Gli interventi hanno un costo. Si sta lavorando per nulla togliendo tempo
    ad attività che potrebbero avere una visione di più ampio respiro.

Quando intervenire

Ma allora, quando intervenire? Una risposta standard non esiste, anche se alcune
considerazioni possono aiutare.

  • Non intervenire se non sono passati vari cicli di aggiornamento del database
    del motore in esame, nel caso di motori soggetti a “dance”.
  • Osservare il trend sul lungo periodo. Se vi è un leggero calo di una
    chiave che si osserva avere spesso oscillazioni, senza che questo implichi che
    la curva media a lungo termine sia in pendenza, non è il caso di intervenire.
    I rischi sarebbero eccessivi.
  • Anche se la curva è in leggera pendenza, non intervenire sinchè
    non si è usciti dalla prima pagina dei risultati delle ricerche. Intervenire
    è sempre un rischio ed occorre valutare se ne vale la pena.
  • Leggere i forum costantemente e nel caso in cui si ipotizza un problema del
    motore sul database, astenersi da ogni intervento. È decisamente tempo
    perso.
  • Non considerare tutte le chiavi allo stesso modo. Per alcune, ogni intervento
    è sprecato, indipendentemente dalle posizioni perse.

Come intervenire

Tentare di capire quali sono i motivi per la perdita di posizione o estromissione
totale è ovviamente la prima fase. Un giro sui principali forum, qualche
esperimento, l’osservazione degli altri siti e l’analisi sul lungo
termine dei fenomeni transitori, consentono di capire cosa sta succedendo.

Per ripristinare la situazione ideale, non si dovrebbe mai modificare le pagina,
ma ne andrebbero realizzate di nuove, indicando sulle vecchie il nuovo link. Questa
tecnica consente di mantenere in linea due versione diversamente ottimizzate della
stessa pagina, con vari effetti positivi:

  • aumenta il numero delle pagine;
  • si aumenta l’indipendenza dalle oscillazioni;
  • si migliora la possibilità d’analisi e confronto.

Segnare il momento in cui si pubblicano le nuove pagine e resistere alla tentazione
di controllare ogni giorno la variazione della posizione. I controlli costano
e sono rischiosi. Meglio dedicarsi alla realizzazione nuove pagine.

Concentrare le prove sulle chiavi più importanti in modo da affrettare
i tempi del “time to market”. Le conclusioni ricavate saranno poi
applicate alle altre (se nel frattempo non sono cambiate ancora). Ciò consente
di dedicare maggiore energia sulle parti che poi porteranno maggiori quantità
di traffico.

Conclusione

Cedere alla tentazione di controllare tutti i giorni le posizioni per intervenire
appena qualcosa non ci piace, è un ottimo modo per sprecare energie, perdere
la possibilità di valutazioni oggettive e vivere con ansia il mestiere
del posizionatore.

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