Dopo aver introdotto i concetti fondamentali del coding agentico e il ruolo di Claude Code nel moderno ciclo di sviluppo software, in questa seconda lezione entreremo in una fase più operativa. Vedremo infatti come predisporre un ambiente di lavoro efficace e come affrontare il nostro primo scenario concreto di debugging guidato con supporto agentico.
L’obiettivo della lezione non è soltanto correggere un errore, ma comprendere il metodo con cui un agente AI può assisterci nell’analisi del codice, nella formulazione di ipotesi e nella validazione delle soluzioni. In un contesto professionale, infatti, il vero vantaggio del coding agentico non risiede nella semplice automazione, bensì nella capacità di accelerare il processo decisionale mantenendo controllo, tracciabilità e qualità del software.
Installazione di Claude Code
Prima di iniziare il nostro primo workflow di debugging agentico, dobbiamo installare Claude Code e configurare correttamente l’ambiente di lavoro. Claude Code è una CLI (Command Line Interface) sviluppata da Anthropic che consente di interagire con l’agente AI direttamente dal terminale, integrandolo nel nostro flusso di sviluppo quotidiano.
Per utilizzare Claude Code è sufficiente avere:
- un terminale o prompt dei comandi;
- un progetto software su cui lavorare;
- un account Claude;
- Node.js 18+ oppure il nuovo installer nativo consigliato da Anthropic.
La modalità più moderna e semplice consiste nell’utilizzare l’installer nativo ufficiale, che evita dipendenze manuali da Node.js e gestisce automaticamente gli aggiornamenti del tool. Anthropic raccomanda infatti questa soluzione come metodo principale di installazione. Su Windows PowerShell:
irm https://claude.ai/install.ps1 | iex
Mentre su Windows CMD:
curl -fsSL https://claude.ai/install.cmd -o install.cmd && install.cmd && del install.cmd
Anthropic mette inoltre a disposizione anche l’installazione tramite npm, utile soprattutto in ambienti di sviluppo già basati su Node.js. In questo caso dobbiamo avere Node.js 18 o superiore installato sul sistema:
npm install -g @anthropic-ai/claude-code
È importante evitare l’utilizzo di sudo npm install -g, perché potrebbe causare problemi di permessi e sicurezza nel sistema operativo. La documentazione ufficiale suggerisce infatti di mantenere installazioni utente standard per evitare conflitti con i package globali. Una volta completata l’installazione possiamo verificare che tutto funzioni correttamente eseguendo:
claude
Al primo avvio il sistema richiederà l’autenticazione tramite account Claude.
Questo ci permetterà di esplorare le principali funzionalità di Claude Code senza sostenere costi iniziali, comprendendo il funzionamento dei workflow agentici e delle interazioni AI-assisted. In un secondo momento, qualora il carico operativo aumentasse, sarà possibile valutare l’eventuale passaggio a piani superiori più adatti a esigenze professionali avanzate.
Questo ci permetterà di esplorare le principali funzionalità di Claude Code senza sostenere costi iniziali, comprendendo il funzionamento dei workflow agentici e delle interazioni AI-assisted. In un secondo momento, qualora il carico operativo aumentasse, sarà possibile valutare l’eventuale passaggio a piani superiori più adatti a esigenze professionali avanzate.

Claude Code, schermata iniziale
Dopo il login, le credenziali verranno memorizzate localmente e non sarà necessario autenticarsi nuovamente ad ogni sessione.
Piani a pagamento di Claude
Claude Code offre diversi piani di abbonamento. Attualmente i principali livelli disponibili sono Free, Pro, Max, Team ed Enterprise. Il piano gratuito consente di provare Claude con limiti di utilizzo ridotti, mentre il piano Pro, pensato per sviluppatori e professionisti, offre maggiore capacità operativa, accesso ai modelli avanzati e integrazione con Claude Code. Il costo del piano Pro è di circa 17 dollari al mese con fatturazione mensile, oppure leggermente inferiore in caso di abbonamento annuale. Per utenti che utilizzano workflow agentici intensivi esistono poi i piani Max, disponibili in vari livelli di utilizzo maggiorato, con prezzi che partono da circa 100 dollari al mese.
Le aziende possono invece utilizzare i piani Team ed Enterprise, che includono funzionalità collaborative, amministrazione centralizzata, SSO e controlli avanzati di sicurezza. Anthropic specifica inoltre che i limiti di utilizzo non sono “illimitati”, ma dipendono dal consumo effettivo di risorse computazionali e dal modello AI utilizzato. Per consultare i prezzi aggiornati e le funzionalità incluse nei vari piani, si può visionare il relativo sito.

Claude Code Princing
Per la nostra guida basterà semplicemente il piano Free. Questo ci permetterà di esplorare le principali funzionalità di Claude Code senza sostenere costi iniziali, comprendendo il funzionamento dei workflow agentici e delle interazioni AI-assisted. In un secondo momento, qualora il carico operativo aumentasse, sarà possibile valutare l’eventuale passaggio a piani superiori più adatti a esigenze professionali avanzate.
Panoramica dell’interfaccia di Claude
Una volta completata l’installazione e il login, ci troveremo davanti all’interfaccia principale di Claude, progettata per offrire un’esperienza minimale ma estremamente funzionale.
Nella parte centrale troviamo l’area di conversazione, che rappresenta il cuore operativo della piattaforma: qui possiamo scrivere prompt, richiedere analisi di codice, generare documentazione oppure avviare attività di debugging agentico. In basso è presente il campo di input principale, accompagnato dai pulsanti rapidi dedicati alle varie modalità operative, come “Codice”, “Creare”, “Scrivere” e “Imparare”, che aiutano a contestualizzare il tipo di attività richiesta all’agente AI. Sulla destra del campo input possiamo inoltre selezionare il modello AI attivo, ad esempio Sonnet, e utilizzare il microfono per eventuali input vocali. La barra laterale sinistra contiene invece gli strumenti di navigazione principali: “New chat” per avviare una nuova conversazione, “Projects” per organizzare workspace e repository, “Artifacts” per gestire file e output generati dall’AI e “Customize” per personalizzare il comportamento dell’assistente. Nella parte inferiore della sidebar troviamo infine le informazioni relative all’account attivo e al piano utilizzato, insieme agli eventuali aggiornamenti dell’applicazione.
L’interfaccia di Claude punta volutamente alla semplicità operativa, riducendo al minimo gli elementi superflui per lasciare spazio al dialogo tecnico e alla produttività dello sviluppatore.

Interfaccia
Conclusioni
In questa lezione abbiamo compiuto un passaggio fondamentale nel percorso dedicato al coding agentico con Claude Code. Dopo aver introdotto nella lezione precedente i principi teorici alla base dell’interazione tra sviluppatore e agente AI, siamo entrati in una fase più concreta e operativa, configurando l’ambiente di lavoro. E' importante comprendere che il debugging agentico non sostituisce le competenze dello sviluppatore, ma ne amplifica sicuramente l’efficacia.
Claude Code, così come gli altri coding agent moderni, agisce infatti come un collaboratore capace di accelerare attività ripetitive, proporre interpretazioni del problema e supportare l’analisi del contesto applicativo. Rimane però fondamentale la capacità umana di validare le soluzioni suggerite, comprendere l’architettura del progetto e valutare l’impatto delle modifiche introdotte nel software.
Nella prossima lezione entreremo finalmente nel vivo del debugging agentico affrontando il nostro primo scenario pratico di analisi e correzione di bug. Vedremo come utilizzare Claude Code per interpretare errori, analizzare stack trace, individuare anomalie nel flusso applicativo e costruire un processo di debugging più rapido, strutturato ed efficace.
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