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Installare Vagrant

Effettuiamo l'installazione classica di Vagrant con Oracle VirtualBox ed esaminiamo l'installazione gramite Chocolatey.
Effettuiamo l'installazione classica di Vagrant con Oracle VirtualBox ed esaminiamo l'installazione gramite Chocolatey.
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In questo articolo ci occuperemo di installare quanto necessario per iniziare a sperimentare Vagrant. Sebbene sia disponibile anche per Linux e Mac OS X, illustreremo solo una panoramica su come installarlo su di un sistema operativo Microsoft. Come già accennato l’unica dipendenza di Vagrant è il sistema di virtualizzazione. Possiamo scegliere quello che preferiamo ma per i nostri esempi utilizziamo Oracle VirtualBox.

Installazione classica

Anzitutto quindi installiamo Oracle VirtualBox preferendo l’ultima versione, pur tenendo conto di un fatto importante in questa fase: la nostra versione di Vagrant dovrà avere un provider di virtualizzazione in grado di supportare la versione di Virtual Box appena installata.

Al momento della scrittura di questo articolo, l’ultima versione di Vagrant supporta tranquillamente Virtual Box nelle versioni 4.0.x, 4.1.x, 4.2.x, 4.3.x, e 5.0.x. Una volta completata l’installazione se necessario riavviare il computer, soprattutto se abbiamo effettuato un aggiornamento.

Fatto ciò passiamo al download di Vagrant e finalmente all’installazione vera e propria. Iniziamo prelevando la versione Universal per Windows. L’installazione non è complessa si completa in un paio di click. Nel corso della guida si sono utilizzati Oracle VirtualBox 5.0.8 e Vagrant 1.7.4.

Installazione con Chocolatey

Un progetto che è già attivo da un po’ di tempo ma soltanto ultimamente sta riscuotendo successo è Chocolatey, una sorta di clone di quello che apt-get ha rappresentato per il mondo Debian/Ubuntu.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare apt-get è un tool da riga di comando che permette di interfacciarsi con l'APT (Advanced Packaging Tool) del sistema operativo per installare pacchetti, aggiornarne di esistenti o rimuoverli, il tutto senza dover manualmente scaricare il pacchetto stesso. Ad esempio, per installare su Ubuntu l’ultima versione del web server Apache possiamo digitare nella console:

apt-get install apache2

senza aggiungere altro, il comando dietro le quinte scaricherà da un suo repository il pacchetto lo installerà e lo configurerà per noi.

Per installare Chocolatey abbiamo due possibilità la prima tramite un classico prompt dei comandi, la seconda tramite Powershell, in entrambi i casi abbiamo bisogno dei privilegi di amministratore. Prompt dei comandi:

C:\> @powershell -NoProfile -ExecutionPolicy Bypass -Command "iex ((new-object net.webclient).DownloadString('https://chocolatey.org/install.ps1'))" && SET PATH=%PATH%;%ALLUSERSPROFILE%\chocolatey\bin

direttamente con PowerShell:

PS:\> iex ((new-object net.webclient).DownloadString('https://chocolatey.org/install.ps1'))

A questo punto, qualunque delle due strade abbiate deciso di intraprendere, e salvo errori, Chocolatey dovrebbe essere installato sul vostro computer. Procediamo quindi all’installazione di VirtualBox, questa volta la sintassi è uguale sia dal prompt dei comandi che da Powershell:

> choco install VirtualBox

Questo installerà di default l’ultimo pacchetto disponibile nei repository di Chocolatey. Se per motivi di compatibilità si avrà bisogno di installare una determinata versione, basterà specificarlo nel comando. In questo caso noi ci terremo sulla versione 5.0.8 (revision number 103449):

> choco install VirtualBox -version 5.0.8.103449

A questo punto passiamo all’installazione del pacchetto Vagrant, in modo del tutto simile a come appena fatto per il software di virtualizzazione. In questo caso installeremo la versione 1.7.4.

> choco install Vagrant -version 1.7.4

Fatto! Altro punti di forza di Chocolatey è la possibilità di aggiornare vecchi pacchetti con un solo comando (choco update nomepacchetto), e la gestione delle dipendenze dei singoli pacchetti. Nel caso nostro specifico, né Vagrant, né VirtualBox hanno dipendenze particolari.

Non ci occupiamo in queste pagine di eventuali questioni di sicurezza che un approccio del genere può comportare, che non riguardano gli scopi di questa guida. Si può consultare comunque la documentazione su questo argomento.


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