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Gestione dei file

Impariamo a gestire i file e le directory principali all'interno di una macchina virtuale basata su Linux, creata tramite Aruba Cloud.
Impariamo a gestire i file e le directory principali all'interno di una macchina virtuale basata su Linux, creata tramite Aruba Cloud.
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Nella lezione precedente abbiamo creato due utenze, che però non dispongono di una specifica home directory. In questa lezione vedremo alcuni esempi pratici che ci permetteranno di gestire i file all’interno della nostra macchina virtuale.

Nell’esempio che riportiamo nel seguito, viene inizialmente generato un errore quando l’utente test1 tenta di creare una directory poiché, nella posizione del file system in cui si trova in quello specifico momento, non dispone di permessi per la scrittura:

$ whoami
test1
$ pwd
/root
$ mkdir testdir
mkdir: cannot create directory ‘testdir’: Permission denied

Procediamo quindi a creare due home directory attraverso l’utenza root, assegnando opportunamente l’utente ed il gruppo proprietari. Il gruppo localusers, in particolare, sarà condiviso come proprietario di entrambe le home directory.

root@t1:~# mkdir /home/test1 /home/test2
root@t1:~# chown test1:localusers /home/test1
root@t1:~# chown test2:localusers /home/test2

A questo punto, l’utente sarà in grado di creare file e directory nella propria home, attraverso i comandi touch e mkdir.

$ mkdir testdir
$ touch testfile

Impostiamo ora i permessi del file testfile in modo che gli altri utenti che condividono almeno un gruppo con il proprietario del file non possano accedere ad esso in lettura. Per farlo, utilizzeremo il comando chmod come segue:

$ chmod g-r testfile

Di seguito, riportiamo un breve riepilogo dei principali comandi per operare nel file system.

Comando Descrizione
ls Elenca il contenuto del file system. È possibile passare allo stesso, come argomento, un percorso specifico.
pwd Indica la posizione corrente nel file system.
cd Cambia la posizione corrente del file system. È possibile passare come argomento indirizzamenti assoluti e relativi. Fra gli argomenti utilizzabili, “~” indica la home directory dell’utente corrente, la posizione corrente è indicata, invece, dal punto, ovvero “.”, quella superiore da due punti affiancati “..” . I livelli fra le directory in Linux sono separati dallo slash “/”.
mkdir Crea una o più directory.
rmdir Rimuove directory.
rm Rimuove l’argomento. Accetta i flag -r per la ricorsività e -d per istruirlo a operare su directory. Può essere adoperato, inoltre, abbinandolo a specifici wild card. Ad esempio *.pdf indica tutti i file con estensione .pdf
cp Copia file e directory dal primo percorso passato come argomento al secondo percorso passato come argomento. Accetta la ricorsività con -r. Per questo comando, come per il seguente, valgono sia le indicazioni già fatte su indirizzamenti assoluti e relativi sia sui wild card.
mv Muove file e directory dal percorso indicato con il primo argomento al percorso indicato con il secondo argomento. Se il secondo argomento si riferisce a un percorso inesistente l’entità indirizzata dal primo argomento verrà “rinominata” come indicato nel secondo argomento.
touch Crea un file.
ln Consente di creare link (simbolici e non). Maggiori informazioni sul concetto di link sono disponibili a questa lezione.

Gestire la proprietà dei file

Cerchiamo ora di capire meglio il funzionamento del comando chown. Come si evince da quanto visto negli esempi descritti in precedenza, esso permette di specificare il proprietario (la cosiddetta ownership, per gli amanti dell’inglese) di file e directory. Ogni entità del file system ha un utente proprietario ed un gruppo proprietario. L’uso più comune del comando in questione prevede di passare queste informazioni come primo argomento, separate solo dai due punti (:), e come secondo argomento il path del file o della directory di cui si vuole modificare la ownership.

Il secondo comando che possiamo adoperare da linea di comando per modulare le ownership nel filesystem è chmod. Esso permette di modificare i permessi relativi a file e directory. Per quanto riguarda il suo utilizzo, esso prevede che un primo argomento che specifica l’operazione da effettuare, mentre il secondo argomento indica il path di file o directory su cui agire. Nel primo argomento è introdotto un riferimento all’utente proprietario con u, al gruppo proprietario con g o a tutti con a. Sempre nel primo argomento segue il segno più (+) se intendiamo autorizzare o il segno o (-) per precludere. Seguendo questa logica, indicheremo i permessi che intendiamo modificare. Le opzioni possibili sono r per la lettura, w per la scrittura, x per l’esecuzione. Ulteriori informazioni su questo comando sono disponibili in un’apposita lezione di approfondimento su HTML.it.


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