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Fedora 19: ecco cosa ci aspetta

Vediamo insieme le novità di questa nuova versione di Fedora, in uscita a breve.
Vediamo insieme le novità di questa nuova versione di Fedora, in uscita a breve.
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Il 28 maggio del 2013, su un post di RedHat.com, è stato annunciato il rilascio della versione Beta di Fedora 19 "Schrödinger's Cat", la cui uscita ufficiale è attualmente fissata al prossimo 2 di luglio. Stando alle fonti ufficiali, le novità che saranno introdotte su questa nuova versione sembrano essere molto significative, e riguardano principalmente quello che un utente desktop potrebbe definire il "retro bottega" di questo sistema, ovvero una serie di miglioramenti che riguardano la sfera dei sistemisti e degli sviluppatori.

Vedremo dunque un’anteprima di quanto ci aspetta, basandoci sui test svolti sulla versione Beta di Fedora 19. Quest’ultima è liberamente scaricabile, sebbene va ricordato che è fortemente sconsigliato installarla per utilizzarla come un sistema stabile, in quanto (citando un messaggio di alert dello stesso installer di Fedora 19 Beta) si tratta di un sistema in cui "ci sono Bug, Bug ovunque, Bug con cui dovrete convivere". E’ quindi preferibile aspettare il rilascio definitivo.

Figura 1. L’installazione di Fedora 19 Beta: installatela solo a scopo di test!
L’installazione di Fedora 19 Beta: installatela solo a scopo di test!

Sviluppo e Creatività in Fedora 19

Piuttosto che iniziare con il desktop, Fedora 19 richiede di dare priorità alla sfera più cara agli sviluppatori. In questo ambito, infatti, sono state introdotte alcune delle novità più significative dell’intero rilascio.

Con Schrödinger's Cat, il team di sviluppo ha innanzitutto annunciato il supporto a Node.js, noto framework per l’utilizzo di JavaScript lato server. In questo modo, è possibile sia sviluppare nuove applicazioni distribuite e scalabili sfruttando questa tecnologia, sia approfittarne per eseguire applicazione che ne fanno uso direttamente su Fedora.

A questo, inoltre, si aggiunge una scelta di risonanza certamente maggiore, che ha fatto discutere molti utenti. Anzichè MySQL come DBMS predefinito (che finora era stato considerato quasi una scelta ovvia), il team di Fedora ha optato per MariaDB, un fork del precedente (sviluppato e mantenuto dallo stesso sviluppatore di MySQL) che differisce da esso principalmente per la sua natura molto più orientata all’open source. La decisione pare che sia dipesa proprio da quest’ultimo aspetto, e non sono mancate le critiche di qualcuno vicino ad Oracle.

A tutto ciò si aggiungono una serie di aggiornamenti che riguardano i principali linguaggi di programmazione, come quelli relativi a PHP (aggiornato alla versione 5.5), e l’introduzione di Ruby 2.0.0, rilasciato di recente. Ma l’utility maggiormente rilevante è il Developer’s Assistant, un tool in grado di facilitare la creazione di nuovi progetti, che supporta una grande varietà di linguaggi di programmazione, e, secondo gli sviluppatori, si presta bene ad essere utilizzato da chi si avvicina al mondo dello sviluppo software. Per chi volesse saperne di più, segnaliamo un interessante video che spiega le basi di questo strumento.

Per finire, segnaliamo anche il supporto alla stampa 3D, con una serie di tool per creare modelli stampabili e generare file di stampa da modelli preesistenti. Tra i software che forniscono queste funzionalità, e che sono inclusi su Fedora 19, citiamo OpenSCAD, Skeinforge, Cura, Printrun, RepSnapper e RepetierHost.

Figura 2. Il risultato della stampa 3D di oggetti raffiguranti il logo di Fedora (fonte: fedoraproject.org)
Il risultato della stampa 3D di oggetti raffiguranti il logo di Fedora (fonte: fedoraproject.org)

Gestione del sistema in Fedora 19

L’altra sfera d’interesse a cui maggiormente è stato dato risalto dal team di sviluppo di Fedora 19 riguarda alcune novità molto utili a sistemisti ed amministratori di sistema. Red Hat sostiene, infatti, che con Fedora 19 possiamo "far lavorare le macchine per conto nostro". Sono stati introdotti, infatti, miglioramenti che coprono svariati ambiti, dal processo di boot, a sistemi di recupero degli errori, fino ad una serie di tool per il logging ed il monitoraggio, che riducono di gran lunga il lavoro di diagnosi dei problemi.

Tra le novità di maggior rilievo, vale la pena segnalare l’alleggerimento di systemd, il demone di gestione dei servizi, che garantisce anche la possibilità di modificare i parametri degli altri servizi "on-the-fly", senza la necessità di effettuare il reboot dell’intero sistema. Anche firewalld ha ricevuto alcuni aggiornamenti rilevanti, che, a detta di Robyn Bergeron (leader del progetto Fedora), consentirà all’utente un maggiore controllo, nonchè migliori possibilità di configurazione.

Diversi miglioramenti hanno riguardato anche la virtualizzazione, che in questa versione di Fedora è stata perfezionata sotto diversi punti di vista. Una delle caratteristiche più interessanti è quella battezzata come Virt Storage Migration, che consente di effettuare un processo di storage migration (trasferimento di un dispositivo di memorizzazione virtuale da un dispotivo di memorizzazione fisico ad un altro) senza la necessità di utilizzare prima un dispositivo di memorizzazione condiviso.

Maggiori dettagli su queste e altre caratteristiche possono essere reperiti nell’apposita pagina della wiki ufficiale di Fedora 19.

Desktop

Per quanto riguarda gli utenti desktop di Fedora, le principali novità riguardano le nuove versioni dei desktop environment supportati.

GNOME 3.8 offre nuove applicazioni e diversi miglioramenti, tra i quali citiamo la possibilità di modificare le impostazioni di condivisione e privacy, la ricerca ordinata, una panoramica delle applicazioni più frequentemente utilizzate, e inoltre offre la possibilità di attivare una modalità "classica", che garantisce un'esperienza utente simile a GNOME 2, grazie ad una serie di opportune estensioni di GNOME Shell.

Figura 3. Il desktop di GNOME 3.8 in modalità "classic" sarà disponibile su Fedora 19 (fonte: gnome.org)
Il desktop di GNOME 3.8 in modalità

Oltre a GNOME, Fedora 19 offre anche due altri desktop environment alternativi. Uno di questo è KDE Plasma Workspaces 4.10, che include nuove caratteristiche che ne migliorano l’accessibilità, nonchè funzionalità di ricerca migliorate. L’altro, invece, è MATE Desktop 1.6, di cui abbiamo parlato in un nostro precedente articolo, e che è adatto agli utenti che preferiscono un desktop più tradizionale.

A queste possibilità vanno aggiunte anche le numerose Spin di Fedora, le versioni alternative di questo sistema operativo pensate apposta per specifiche esigenze. Alcune sono realizzate e pensate per adattarsi il più possibile a particolari ambiti di interesse, come nel caso di Design Suite Spin, Robotics Spin e Security Spin; altre, invece, sono pensate semplicemente per fornire altri desktop environment, come Xfce Spin ed LXDE Spin.

Altre novità

Le novità di Fedora 19 non si fermano qui. Per quel che riguarda il sistema operativo, Fedora 19 sarà basato sul kernel Linux 3.9. Ogni nuova versione, come sempre, porta con sè moltissime novità in termini di supporto a nuove architetture, o di miglioramenti di varia natura.

Anche grazie alle novità introdotte nelle ultime versioni dei kernel Linux, Rob Clark, un programmatore che partecipa allo sviluppo del driver Gallium3D per Qualcomm Snapdragon, ha implementato un installer di Fedora 19 per Nexus 4, al fine di effettuare alcuni test che facilitassero il processo di reverse engineering. Ciò è stato possibile proprio grazie alla compatibilità del kernel Linux con le architetture ARM, e dei miglioramenti sempre più significativi che sono stati messi in atto negli ultimi anni. Ovviamente non si tratta di una versione ufficiale, nè di un sistema ottimizzato per i sistemi mobile, ma per chiunque volesse provare anche questa possibilità, rimandiamo alla pagina di GitHub del progetto, in cui possono essere consultate anche le istruzioni di installazione.


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