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MATE 1.6: tutte le novità

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Nato ad agosto 2011, per sopperire alla mancanza dello storico GNOME 2, MATE è uno dei desktop environment che stanno emergendo sempre di più in questi ultimi anni. La crescita di questo ambiente non si è mai interrotta, ed il 2 aprile scorso, 8 mesi dopo l’ultimo rilascio, il team di sviluppo ne ha reso disponibile la nuova versione, vale a dire MATE 1.6.

In questo articolo presenteremo alcune delle caratteristiche più importanti dell’ultima versione di MATE, servendoci di qualche immagine significativa e presentando le principali novità introdotte con quest’ultimo rilascio. Per coloro che volessero installarlo, rimandiamo all’apposita pagina della wiki ufficiale.

Figura 1. La schermata “About” di MATE 1.6
La schermata “About” di MATE 1.6

MATE: Stabilità e pulizia

Rispetto alle versioni precedenti, la versione 1.6 vanta una serie di novità che ne migliorano la stabilità, rendendolo, per citare George Vlahavas (fondatore di Salix) un sistema “potente, solido e reattivo”. In quest’ottica, uno dei più importanti aggiornamenti introdotti riguarda il supporto a systemd-logind, integrato in alcuni dei pacchetti principali di MATE. Con questa integrazione, si sfruttano tutte le caratteristiche che hanno portato all’affermazione, sui principali sistemi operativi Linux, di systemd, come la possibilità di incrementare le prestazioni sfruttando le architetture multicore, o la riduzione degli overhead di elaborazione, che riducono anche i tempi di avvio.

La migrazione a systemd, inoltre, consente una migliore integrazione di questo desktop environment nei maggiori sistemi operativi Linux in circolazione; bisogna sottolineare, infatti, che la maggior parte delle distribuzioni di rilievo è già migrata a systemd, e chi non lo ha ancora fatto (come Ubuntu) molto probabilmente lo farà entro breve tempo.

Molto del lavoro svolto dal team di sviluppo è stato, inoltre, incentrato sulla rimozione di vecchie librerie, nonchè sulla correzione (ed eliminazione) di codice deprecato. Questi residui dell’antenato GNOME 2 erano in parte causa di bug, e rendevano il codice non ottimizzato e meno manutenibile. Al loro posto gli sviluppatori hanno introdotto soluzioni ben più sofisticate, alcune delle quali sono state importate da GNOME 3.

La più grande novità che MATE 1.6 porta con sé risiede nel maggior livello di qualità dell’ambiente desktop, conseguenza diretta del grande lavoro di revisione del codice, e di tutti i piccoli perfezionamenti introdotti. Come tutti i suoi predecessori, però, MATE ha il grande pregio di potere soddisfare tutti gli utenti che non hanno mai smesso di pensare a GNOME 2 come il desktop environment di riferimento per le distribuzioni Linux, la vera "pelle" del sistema operativo open source per eccellenza.

È proprio su queste basi che gente del calibro di Clement Lefebvre (fondatore e leader di Linux Mint), Joost Ruis (Sabayon) e Dan Mashal (Fedora) continuano ad elogiare questo sistema, che lascia agli utenti un grande margine di personalizzazione e, al tempo stesso, offre ottime soluzioni nella sua versione "out-of-the-box".

Citando Joost Ruis, che riassume così il senso di libertà che MATE offre eche gli utenti desiderano:

"Non ci piace forzare gli utenti a cambiare; vogliamo che i nostri utenti abbiano la possibilità di decidere cosa utilizzare. Con MATE nei nostri repository, noi siamo certi che i nostri utenti possano sempre scegliere ciò che meglio si adatta alle loro esigenze."

Ora voltiamo pagina e vediamo le applicazioni.

Applicazioni di MATE 1.6

Le principali applicazioni di MATE hanno subito modifiche rilevanti con l’avvento di MATE 1.6. In primis, le migliorie più significative e, soprattutto, più evidenti, sono quelle relative a Caja, il file manager “figlio” di Nautilus. Oltre ad un lavoro di bug fixing, sono stati introdotti piccoli perfezionamenti che aumentano le performance (come il caching degli sfondi) ed altri che aumentano il livello della resa grafica e dell’usabilità, come quelli relativi alla sidebar e alla gestione dei thumbnail.

Figura 2. Caja su MATE 1.6
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Figura 2. Caja su MATE 1.6

Ma le novità non riguardano solo Caja. Alcuni dettagli sono stati perfezionati su Calc (revisione del codice ed aggiunta di qualche funzione), Atril (il visualizzatore di documenti di default), Marco (il gestore delle finestre, che può ora essere impostato in modo da aprire tutte le finestre al centro dello schermo) e su altre applicazioni. Il demone responsabile delle notifiche, inoltre, si avvale di una nuova opzione che consente all’utente di stabilire, nel caso in cui si utilizzino più monitori, in quale di questi dovranno essere visualizzate le notifiche.

Figura 3. Calc e le notifiche su MATE 1.6
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Figura 3. Calc e le notifiche su MATE 1.6

Con MATE 1.6 arrivano anche nuovi temi per il desktop, basati sia su GTK2 che su GTK3. Ad essi si affianca un nuovo set di icone (chiamato Menta), insieme all’introduzione della funzionalità di text preview per le icone dei file di testo.

Figura 4. Alcuni dei nuovi sfondi disponibili con MATE 1.6
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Figura 4. Alcuni dei nuovi sfondi disponibili con MATE 1.6

Il Control Center consente adesso di impostare parametri aggiuntivi rispetto a quanto visto nelle precedenti versioni. Ad esempio, è possibile selezionare in maniera semplice ed intuitiva quali applicazioni devono essere considerate di default dal sistema operativo, e tra le possibili scelte, adesso, c’è anche relativa al terminale. E’ inoltre possibile, direttamente dal Control Center, attivare o disabilitare il compositing delle finestre gestite da Marco.

Figura 5. Il Control Center di MATE 1.6
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Figura 5. Il Control Center di MATE 1.6

Quelle viste fin qui non sono, però, le uniche novità di MATE 1.6. Per chi volesse approfondire, rimandiamo alla visione della lista completa delle nuove feature, disponibile sul sito ufficiale del progetto.


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