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Conoscere i propri visitatori: log files e dintorni

Tutti i dati che bisogna ricavare dall'analisi dei file di log
Tutti i dati che bisogna ricavare dall'analisi dei file di log
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La povertà dei contatori

La curiosità di sapere quanti navigatori visitano effettivamente il sito è insita, è naturale, in ogni webmaster, sia che si trovi a realizzare e gestire di un sito commerciale che una semplice pagina amatoriale.

Il metodo più comune per conoscere il numero dei visitatori consiste nell'inserire nella homepage un contatore. Basta iscriversi ad uno ad uno dei tanti servizi, più o meno a pagamento, che si trovano in Rete (come ad esempio i Webtool di html.it ne offre uno) e copiare alcune righe di codice all'interno della propria pagina principale. In pochi minuti il contatore inizierà a fare il proprio dovere, avanzando ogni volta che qualcuno vi farà visita.

Di contatori, in giro, ne avrete senz'altro visti a migliaia, più o meno discreti, più o meno ingombranti. Se ci pensate bene però, vi renderete conto che li avete notati solo su siti amatoriali e senz'altro non sulle homepage dei grandi portali o dei siti di commercio elettronico. Questa osservazione quasi banale ci porta però a due importanti considerazioni tra loro collegate:

  • I grandi siti non si affidano a dei contatori per conoscere il numero dei visitatori
  • I dati sul traffico sono dei numeri "sensibili" che è importante gestire con cura e non necessariamente rendere pubblici sulla homepage.

La ricchezza dei log files

Come fare dunque a conoscere quanti sono i visitatori senza dover installare un contatore in prima pagina? La risposta è: controllando i log files, ovvero i dati registrati dal server che ospita il sito ogni volta che qualcuno vi accede.

Questa operazione tuttavia è possibile solo se disponete di un vostro dominio, ovvero se avete accesso, via ftp a quella cartella denominata "stats" o "logs" che solitamente trovate nella route principale e che contiene del files la cui estensione è, per l'appunto, ".log".

Le alternative, qualora vi troviate a gestire un sito in cui non vi sia consentito attingere ai log files, sono due, di cui una non esclude l'altra:

  • Installare un contatore con accesso protetto da password. In questo caso sulla homepage non apparirà il display con i numeri progressivi, bensì un'icona con un link ad una pagina che solo voi potrete vedere.
  • Nascondere il contatore. Ovvero settare ad 1 pixel x 1 pixel le dimensioni dell'immagine solitamente visualizzata dal contatore, anche se chi vi offre il servizio, soprattutto se gratuitamente, non sarà molto contento e potrebbe obbligarvi ad impostare l'immagine alle dimensioni prestabilite.

Vi segnaliamo comunque che esistono alcuni siti che, al di là del semplice contatore, vi offriranno gratuitamente (o per pochi euro) un servizio che vi presenterà informazioni molto simili (anche se non altrettanto complete) a quelle che otterrete "leggendo" i log files.

La struttura di un log file

Ma come sono questi fantomatici "log files"? Sono semplici righe di testo che potete visualizzare anche con il Blocco Note di Windows, e che vi appariranno simili a quanto visualizzato qui di seguito:

194.244.165.125 - - [27/Aug/2001:09:24:34 +0200] "GET / HTTP/1.1" 200 28289 "http://www.miosito.com/index.htm" "Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 5.5; Windows NT 5.0)"

Non entreremo nello specifico analizzando punto per punto questo tipo di informazione, anche perché questa operazione viene svolta da apposite applicazioni, che hanno appunto il compito di leggere tali dati generati dal server e presentarli elaborati sia in forma grafica che testuale. Per fare ciò potete dunque affidarvi a software quali WebTrends (ottimo ma piuttosto costoso) o FastStast (molto più accessibile e comunque valido), in questa sede è sufficiente che sappiate che le poche righe che avete visto sopra contengono i dati sul navigatore, sulla sua provenienza e sull'ora del suo arrivo, sui documenti che ha visualizzato durante la stessa ed infine sul sistema operativo e sul browser che ha utilizzato. Ogni volta che il server riceve una richiesta dal browser dell'utente, sia questa un file html o dinamico, un foglio di stile o un'immagine inclusa nella pagina, genera una riga come quella che vi abbiamo riportato. Capite bene dunque che, soprattutto con volumi di traffico elevati, è impossibile interpretare i dati al "grezzo" in modo sistematico ed aggregato, ed è dunque necessario affidarsi ai software citati in precedenza.

Non conta solo il numero

Il numero di visitatori non è l'unica informazione rilevante che possiamo ottenere riguardo al traffico sul sito, anzi, rappresenta una, non "la" variabile, che concorre a determinare il successo di una presenza online. I log files, come abbiamo visto, sono estremamente ricchi di informazioni che, debitamente elaborate, possono fornire al webmaster (o al webmarketer) preziose indicazioni sulle preferenze e sul comportamento dei visitatori, oltre che sulle "prestazioni" del sito stesso.

Considerando i log files, ed entrando più nel dettaglio dell'analisi dal punto di vista marketing, possiamo spiegare il processo come distinto in due fasi:

  • la lettura e l'analisi delle informazioni
  • la reazione in base alle conclusioni tratte

Le informazioni da analizzare

Analizzando dunque i dati aggregati possiamo ricevere, tra le altre, le seguenti indicazioni:

Numero dei visitatori, numero delle pagine viste e durata media della navigazione sul sito.

Facciamo un esempio di analisi in base a questo tipo di numeri: abbiamo un sito che riceve ogni giorno 10.000 visitatori, in media prolungano la visita per poco più di 30 secondi vedendo circa due pagine ciascuno. A prescindere dalla valutazione che si possono fare sul numero totale dei visitatori (dipende innanzitutto se il sito è amatoriale o commerciale), ciò che è interessante notare è la durate media delle visite, accettabile se si tratta di un sito informativo con news in prima pagina in continuo aggiornamento, o decisamente bassa se il sito in questione è composto approfondimenti tematici o, peggio ancora, mira a vendere prodotti. In questi ultimi due casi, la breve durata delle visite va compresa ed analizzata a fondo, perché, evidentemente, o i vostri contenuti non sono sufficientemente interessanti, oppure sono proposti in modo poco accattivante, o peggio ancora, poco usabile.

Per capire gli errori è opportuno dunque dare un'occhiata alle pagine più viste, a quelle meno viste e, soprattutto, ai percorsi di navigazione all'interno del sito. In questo modo saremo in grado di conoscere quali sono i temi che più interessano i nostri visitatori, ed ai quali potrebbe essere opportuno dedicare ancora più spazio, e quelli che invece sono gli argomenti meno ricercati, sui quali non ha senso investire ulteriori risorse o, al contrario varrebbe la pena di dedicare maggiore cura per sottoporli in modo migliore all'attenzione dei visitatori (ma questa è una considerazione che potreste fare spinti soprattutto da motivi commerciali, ad esempio vi siete accorti che il cellulare modello XY lo vendete poco ed invece rappresenta il vostro prodotto di punta). L'analisi dei percorsi di navigazione potrebbero rivelarsi invece una sorta di "prova della verità" per l'usabilità del vostro sito. Se una pagina è linkata dalla homepage ma non viene mai cliccata, può darsi che il link sia posto in una tale posizione da risultare introvabile, oppure che sembri tutto tranne un collegamento da cliccare (ciò può anche voler dire che l'argomento non interessa i visitatori, ma questa è tutta un'altra storia...)

Ulteriori informazioni che possiamo trarre dai log files si riferiscono alla provenienza dei visitatori. Si tratta dell'analisi dei cosiddetti "referrers", ovvero dei siti, o dei motori di ricerca che hanno condotto gli utenti sulle nostre pagine. Questi dati sono utili per capire, ad esempio, se gli accordi di partnership che abbiamo siglato con altri siti sono davvero proficui (quanti visitatori ci mandano i siti con cui abbiamo scambiato links?) o, soprattutto, per verificare la bontà di una strategia di posizionamento sui motori di ricerca. Quanti navigatori arrivano da Google piuttosto che da Lycos? Quali sono le parole chiave che ricercano? Sono tutte informazioni che possiamo trovare nei log files! Tuttavia, non dimentichiamoci, che può anche verificarsi il caso che i referrers siano "unknown", ovvero sconosciuti, ciò dipende dal fatto che molti utenti possono digitare l'indirizzo del sito direttamente nella barra dell'Url, fare copia & incolla di un link o anche partire da un bookmark che si erano salvati.

Infine, anche se l'analisi potrebbe continuare ancora un bel po', dai log files possiamo ottenere preziose informazioni "tecniche". Ovvero, possiamo conoscere, e porre rimedio, ad eventuali errori del sito: pagine o files non trovati, form non inviati correttamente, login non riusciti e così via. Inoltre, come accennato in precedenza, possiamo conoscere anche i sistemi operativi ed i browser utilizzati dai nostri visitatori, e trarre da tali dati, conclusioni altrettanto importanti. Ad esempio, se l'1% dei nostri utenti naviga con Netscape 6.0 e utilizza un Macintosh, possiamo anche non ritenere opportuno di realizzare una versione del sito per questo tipo di specifiche. Se invece la percentuale di navigatori che rientrano in questo range è, supponiamo, dell'8%, forse sarebbe opportuno farci un pensierino...


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