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Xgl: l'X Server in tre dimensioni

Xgl, sviluppato da Novell, è il prototipo del gestore di finestre del futuro. Qualità di immagini ed effetti da stupire ma con quale prospettive per il software libero?
Xgl, sviluppato da Novell, è il prototipo del gestore di finestre del futuro. Qualità di immagini ed effetti da stupire ma con quale prospettive per il software libero?
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Hanno suscitato molto scalpore alcuni video pubblicati da Novell che riprendono una dimostrazione nella quale vengono illustrate alcune delle strabilianti novità introdotte da Xgl, un server X libero, sviluppato basandosi su OpenGL attraverso Glitz, un'implementazione studiata apposta per il rendering di finestre sotto X.

Cosa ha di tanto sorprendente? Gli effetti sono decisamente all'avanguardia e hanno dato la possibilità di vedere un desktop GNU/Linux dove a farla da padrone erano effetti grafici basati su finestre traslucide e desktop e finestre in 3D in grado di ruotare sullo schermo e di produrre effetti grafici all'avanguardia. Il tutto fatto direttamente con GNOME, usando cioè qualcosa che esiste già. I risultati sono talmente eccellenti che sono in molti a pensare come questo sia il futuro del progetto X.Org.

È bene però fare alcune considerazioni: per quanto sia qualcosa di effettivamente mai visto su un PC con Linux, si tratta di qualcosa che è ancora allo stadio iniziale del suo sviluppo. L'8 di Febbraio Novell ha rilasciato il codice sorgente di Xgl e di Compiz, il compositing manager che già promette di soppiantare Metacity di Gnome.

Le riserve comunque su questo nuovo progetto non sono poche: prima tra tutte la reale innovazione apportata da questo progetto: è dal 2001, dall'uscita di Mac OS X che Apple ci ha abituato a effetti simili, per non dire identici. Cinque anni che in ambito informatico significano un'eternità. Ci sono davvero voluti cinque anni per capire che far compiere il rendering delle finestre direttamente dalla scheda video tramite OpenGL sia la scelta che offre le migliori performance?

I motivi di questo ritardo sono diversi: prima di tutto i driver 3D. È da relativamente poco che le case che producono schede video accelerate stanno collaborando per fornire dei driver performanti. E tra l'altro nessuno di questi è libero, cosa che di certo ha l'effetto di far storcere il naso ai sostenitori del software libero: cosa succederebbe se, dopo aver fatto "appoggiare" il proprio ambiente grafico ad OpenGL Ati e Nvidia decidessero di non supportare più Linux e di non distribuire più driver accelerati? Semplice: dopo aver puntato tutto sul 3D ci ritroveremmo senza dei driver su cui far funzionare il nostro ambiente grafico (che per molti utenti desktop è sinonimo di sistema operativo) con conseguenze devastanti per GNU/Linux.

In secondo luogo Linux è un sistema differente da Mac OS X ed è giusto che offra (anche) opportunità diverse: Apple di certo non supporta tutto l'hardware presente, vende i propri PC e li rende compatibili con il proprio sistema operativo. Linux allo stato attuale supporta praticamente tutte le schede video in commercio, alcune con driver proprietari, altre con driver liberi specifici e altre con generici driver VESA. È ovvio che non tutti possiedono una scheda video all'avanguardia tale da poter eseguire il rendering con prestazioni soddisfacenti. A questi utenti deve comunque essere garantita la possibilità di continuare ad utilizzare i propri ambienti e i propri studenti.

E questo non può essere che un vantaggio per Linux: un sistema in grado di strabiliare con effetti grafici e allo stesso tempo di consentire a utenti con hardware datato di essere al passo coi tempi. Cosa che, se ci pensate un attimo, gli altri sistemi operativi commerciali, Windows e MacOS X in primis, non fanno. Ed è qui che Linux potrà fare veramente innovazione. Già perché ultimamente, pare che la bontà di un sistema operativo si misuri con quante finestrelle colorate riescono a ruotare in trasparenza su un monitor, non con gli strumenti che mette a disposizione dei propri utenti, in grado di aiutarli nello svolgere il proprio lavoro e in base alle proprie necessità.


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