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Xandros 1.0: la distribuzione a pagamento facile da usare

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Xandros, o meglio Corel

Era il 1999 quando Corel decise di buttarsi nella mischia delle distribuzioni con la speranza di aprirsi una nuova strada nel mercato del software. L'esperienza fallì dopo qualche release: l'obiettivo, quello di creare un sistema operativo basato su Linux che potesse essere sempre una valida alternativa a Windows era irraggiungibile: tra le tante cose che mancavano (e parzialmente mancano ancora adesso a Linux) erano le applicazioni per l'ufficio (a questo Corel pensava di provvedere con le proprie), un browser di pagine web all'altezza (all'epoca per Linux Netscape 4 era quanto di meglio si potesse trovare), e un'intuitività di fondo per rendere usabile questo OS a ogni livello di utenza. In più il risultato in termini di stabilità non eccelleva di certo: ricordo ancora una tabella delle partizioni spazzata via durante un'installazione senza aver richiesto alcun parere.

Il progetto, dopo aver attirato l'attenzione all'inizio con la speranza che fosse una Debian "facile da installare" (Corel Linux era basata sulla distribuzione Debian), fu definitivamente abbandonato quando Microsoft entrò a far parte di Corel.

Un anno fa Xandros, acquistò la divisione di Corel che sviluppò la propria distribuzione Linux. Era sua intenzione far rinascere Corel Linux, cercando di rimediare agli sbagli del passato e dare un'opportunità a chi volesse vedere Linux anche sui desktop.

Xandros 1.0

Oggi Xandros Linux 1.0 è disponibile. Si tratta di una distribuzione commerciale a pagamento dal costo di 99 dollari. Al suo interno è anche incluso CrossOver di CodeWeavers, un software commerciale basato su Wine che consente di far girare anche su Linux una buona parte del software scritto per sistemi operativi Microsoft (primo tra tutti MS Office).

Nessuno può dire ora se Xandros riuscirà nel suo intento. È vero però che ormai si sentono troppo spesso frasi del tipo: "Finalmente è possibile usare Linux al posto di Windows". Personalmente non so se sia una buona cosa cercare a tutti i costi questo genere di soluzioni: tutti conosciamo GNU/Linux come sistema operativo affidabile, "forzarne" l'uso in una altro ambito potrebbe snaturarlo.

Ci sono alcune cose che con uno Unix non possono essere evitate (una tra tutte: il sistema degli utenti) e smussare alcuni spigoli per l'utenza desktop può risultare molto rischioso.

Le componenti di Xandros

Come distribuzione Xandros continua la scelta di Corel di utilizzare come ambiente grafico (solo) KDE.

La versione inclusa è una 2.2.2 modificata appositamente. Ormai KDE 3.0 è disponibile da diversi mesi, mi chiedo perché non avvalersi di quest'ultima versione. Non è presente GNOME, e per quanto la scelta sia dovuta all'intenzione di evitare all'utente il dubbio "KDE o GNOME?" credo che sarebbe stato meglio rendere disponibile separatamente anche l'ambiente grafico del progetto GNU (come invece era stato fatto intendere un'anno fa, all'inizio dello sviluppo di Xandros OS).

Tra i punti di forza ci sono un'installazione semplificata e la possibilità di ridimensionare anche partizioni NTFS (cosa mai vista su una distribuzione Linux e particolamente gradita, anche se personalmente mi accontenterei di un partizionamento che lasciasse intatte le partizioni presenti visti i precedenti). Tutto è orientato all'usabilità: pannelli e tools di configurazione unificati, possibilità di accedere e copiare facilmente a colpi di drag & drop file anche da share di windows o siti ftp.

Xandros ha futuro?

Probabilmente Xandros ha tutte le carte in regola per potersi inserire tra le migliori distribuzioni desktop Linux, per cui aspetto con ansia di provare questa distribuzione. L'uso di CrossOver può risultare una mossa vincente (per quanto questo prodotto in realtà non sia poi così miracoloso), ma il prezzo di 99 dollari non aiuta molto per la sua diffusione: perché un utente dovrebbe spendere 99 dollari per l'acquisto di un prodotto la cui usabilità e utilità può essere incerta, invece di restare a Windows (che probabilmente ha comunque pagato con costi analoghi con l'acquisto di un PC)? Siamo veramente a una svolta o è l'ennesima distribuzione che cerca di inserirsi in un mercato ancora non maturo?

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