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Spyware: il pericolo del futuro

Mancanza di software di protezione, poca consapevolezza e un mercato gonfiato dagli investimenti dei speculatori. Gli spyware rappresentano il maggior problema per sicurezza e privacy degli utenti di oggi.
Mancanza di software di protezione, poca consapevolezza e un mercato gonfiato dagli investimenti dei speculatori. Gli spyware rappresentano il maggior problema per sicurezza e privacy degli utenti di oggi.
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Il maggior pericolo per la sicurezza informatica non sono più i virus, ma gli spyware. A dare ufficialità ad una tendenza già evidente agli addetti ai lavori è stata un'indagine condotta dall'azienda di sicurezza Blue Coat, produttrice di sistemi di difesa specifici contro tali minacce.

L'indagine è stata resa pubblica lo scorso 14 marzo e si basa su interviste sottoposte a 339 professionisti del settore Information Technology su base mondiale. L'84 per cento degli intervistati ha affermato che negli ultimi tre mesi il problema degli spyware, anziché diminuire è molto aumentato, intaccando in modo sostanziale la sicurezza degli ambiti di lavoro.

Il pericolo cresce ma e le difese non stanno al passo. Il 72 per cento del campione ha notato come l'installazione di specifici prodotti antispyware non risolve definitivamente il problema. I principali software, come Ad-Aware, Spy-Bot, Webroot, CA (PestPatrol), ma anche quelli prodotti da McAfee, Symantec, Microsoft e Kaspersky, non sembrano essere efficaci come i rispettivi antivirus. Se questi ultimi si basano su un monitoraggio completo dell'attività del computer, intervenendo sull'infezione prima che essa si propaghi, i software antipyware sono solitamente strumenti di rimozione, che vanno alla ricerca di specifiche tracce lasciate dai programmi nocivi.

La difesa a questo livello non è assicurata. I produttori di spyware rilasciano infatti sempre nuove versioni, lasciando i software di sicurezza sempre un passo indietro. L'unica soluzione diventa allora la formattazione e la reinstallazione di tutto il sistema del computer. Il 74 per cento degli interivistati ha dichiarato di aver proceduto ad una nuova installazione di molti computer per risolvere il problema, senza far uso di software specificio di rimozione.

La tendenza è sotto gli occhi di tutti ed è destinata a crescere. Gli spyware infatti non agiscono come i virus, creati soprattutto per diffondersi ad arte in milioni di computer. Gli spyware hanno principale fine quello di raccogliere informazioni sulla navigazione dell'utente oppure quello di utilizzare il computer come veicolo promozionale per siti e servizi «I larghi investimenti dei venture capitalist – fa notare la ricerca –, e i significativi guadagni pubblicitari realizzati dai produttori di spyware, indicano che questo problema continuerà a peggiorare»

I virus sono frutto di abili pirati informatici, che spesso agiscono da soli o in piccoli gruppi senza particolari fini di guadagno. Gli spyware, in cui il confine fra lecito e illecito è spesso troppo labile, sono invece finanziati da investitori e hanno dalla loro parte sia una legislazione non ancora del tutto chiara, sia una consapevolezza da parte dell'utente non ancora matura.

Altra fonte di confusione in questo settore è il delimitare cosa è spyware e cosa non lo è. Ci sono molti programmi che per essere installati richiedono all'utente il consenso a monitorare i suoi collegamenti a fini di marketing, altri che lo fanno in modo molto meno chiaro e subdolo, forzando l'utente a scelte quasi involontarie. Altri software, come quelli ad uso dei genitori per monitorare le connessioni dei minorenni, consentono di registrare ogni tasto battuto sulla tastiera. Un software di difesa come si dovrebbe comportare quando si trova di fronte a tali tipologie?

Il mercato degli antispyware è in crescita e tutti i principali produttori di sofwtare di sicurezza stanno mettendo a punto le proprie soluzioni. Anche Microsoft, considerata, a causa dei molti bug del suo sistema operativo, una delle principali cause delle infezioni, ha da poco rilasciato un In prova l'antispyware di Microsoft in grado di rilevare, ex post, le minacce più comuni.

Ma, per rendere conto di come sia intricato il groviglio che gira attorno a questo mondo, anche i software antispyware possono essere essi stessi pericolosi. Alcuni giorni fa, la Federal Trace Commission (FTC) americana ha disposto la cessazione delle attività del produttore del software Spyware Assassin che, oltre intimorire i navigatori con e-mail e pop-up che affermavano di trovare spyware nei loro computer anche se non ve n'era traccia, una volta installato (per 30 dollari) non rimuoveva nulla.

La lotta agli spyware è appena agli inizi.


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