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Scrivere con Linux: tutti i programmi

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In molte case e in molti uffici i PC hanno sostituito ormai le vecchie macchine da scrivere. La comodità di poter modificare i propri documenti, unita ai preziosi strumenti che spesso accompagnano i programmi di videoscrittura, fanno sì che uno degli impieghi più comuni per i PC sia proprio questo. Ovviamente paragonare un computer a una macchina da scrivere è molto riduttivo, ma può sembrare il modo più intuitivo di utilizzare un computer per chi entra per la prima volta in questo mondo.

Windows è pieno di programmi per la videoscrittura (alcuni più famosi e diffusi altri un pò meno). Ma Linux non resta a guardare. Vi abbiamo già parlato delle soluzioni possibili in ambito SOHO (Small Office, Home Office), presentandovi StarOffice/OpenOffice, KOffice e ApplixWare, con tutti i loro programmi (cfr. articolo:Linux per l'ufficio: le suite). Certo programmi come Writer, KWord o Words sono delle ottime scelte, ma non sono le uniche. Inoltre spesso un'intera suite per l'ufficio non è quello che fa al caso nostro: non sempre abbiamo bisogno di tutte le applicazioni presenti in questi pacchetti software e spesso le nostre esigenze non ci richiedono prodotti troppo complicati. In questo articolo analizzeremo quelli che sono i wordprocessor più utilizzati sotto Linux sia per X che per console.

Quando non esisteva KOffice e StarOffice non era "disponibile" in una sua versione libera, AbiWord era la migliore (e forse unica) scelta per un word processor sotto X che somigliasse (anche vagamente) a Word che fosse anche Open Source. E tuttora continua a rimanere una delle scelte più valide. Per chi volesse fare a meno di programmi troppo esosi di risorse, senza rinunciare alla praticità e la completezza dei prodotti offerti dalle suite per ufficio, allora AbiWord è una scelta da tenere in considerazione. Certo non fa tutte le cose che fa ad esempio Writer, ma tutto dipende dalle nostre esigenze. La sua estrema semplicità, che non sfocia mai nella banalità, permette subito di farci trovare a nostro agio. Il suo sviluppo è uno dei più attivi all'interno della comunità Open Source, e AbiWord sta procedendo pian piano verso la release "stabile" 1.0. Attualmente siamo alla 0.9.5 ma il programma è stabile già da molto tempo.

La sua portabilità (è disponibile anche per Windows, BeOS, QNX e tutti gli altri UNIX che hanno a disposizione le GTK+ sulle quali AbiWord si basa) è un'altro dei punti a suo favore, che gli permette di essere una delle scelte possibili più valide anche sotto Windows. Come già detto AbiWord è un progetto Open Source (lo sono anche tutti gli altri editor di cui parleremo in questo articolo). Originariamente questo progetto era stato avviato da AbiSource, una società che ha deciso di investire in questo mondo, ma ora è un gruppo di volontari che segue il suo sviluppo. Abiword supporta molti dei formati più diffusi. Tra questi: i DOC di Word (solo in apertura), gli RTF, i WPD di WordPerfect, HTML e WML. Di dafault AbiWord usa l'ABW, un formato basato su XML.

Tra le feature più interessanti abbiamo anche il correttore ortografico basato su pspell, che permette anche l'utilizzo di lingue diverse da quella inglese (cosa di certo molto vantaggiosa per noi italiani). Oltre a questo la possibilità undo/redo illimitati, stili, righelli, possibilità di gestire colonne e tabelle e di inserire immagini. Tutte queste feature, unite alla sua semplicità e leggerezza lo rendono un ottimo prodotto, tanto da essere stato scelto come word processor in GNOME-Office.

GEDIT è il secondo programma scritto in GTK che vi presentiamo oggi (ve ne sarà un terzo, GXEdit). Come AbiWord si tratta di un programma molto leggero e semplice da utilizzare, ma senza la complessità (intesa come numero di feature) di quest'ultimo. Mancano tools come il correttore ortografico, il supporto ai caratteri, gli stili o i righelli e non supporta tutti i formati che supporta AbiWord (anzi permette di salvare e di aprire solo file di testo ASCII). Ma si distingue da molti altri programmi simili per la possibilità di essere ampliato e sviluppato tramite plugins, cosa che lo rende un programma molto versatile. È possibile infatti, grazie a questi, inserire l'output di un comando eseguito in console direttamente nel testo, oppure mandare un'email o navigare sul web, o anche creare un file diff.

Un altro programma basato su GTK è GXEdit. È un pò più avanzato del precedente e il suo uso è indicato principalmente ai programmatori. Questo perché dispone di numerosi filtri per l'highlighting (evidensiazione) della sintassi per vari linguaggi di programmazione e consente di compilare un programma direttamente all'interno di GXEdit. Altra caratteristica che lo rende uno strumento molto interessante a chi vuole sviluppare dei programmi è la possibilità di aprire progetti multifile. Un'altra feature che lo rende un programma abbastanza curioso è la possibilità di "leggere" i propri file di testo. Grazie al programma say (esterno a GXEdit) sarà infatti possibile far parlare GXEdit, con alcune limitazioni dovute però alle differenze linguistiche. Anche GXEdit permette di spedire un file di testo come email o prelevare un file dalla rete (anche su FTP). Può anche sfruttare l'algoritmo DES e IDEA per criptare e decriptare dei file di testo. È inoltre presente la possibilità di creare script con AWK e SED per espandere le potenzialità del programma.

Fino ad ora vi abbiamo parlato degli editor per GNOME. Ma anche KDE non è da meno. È disponibile infatti, oltre a KWord, un altro programma per la creazione di documenti di testo, Kate. Kate nasce per sostituire KWrite e KEdit, due programmi per l'editing di documenti. Sia KWrite che KEdit avevano delle feature interessanti, ma non fornivano nulla in più rispetto ai soliti word processor. Tra le feature presenti spiccano il controllo ortografico, l'highlighting per innumerevoli linguaggi di programmazione, possibilità di impostare il rientro per i paragrafi e di scegliere il tipo di fine linea (Windows, gli Unix e Macintosh utilizzano modi diversi per rappresentare l'"a capo"). Kate è un ottimo strumento, leggero ma ha anche tutto quello che serve per la creazione di brevi documenti o di semplici testi. Chi cerca qualcosa di più elaborato e vuole restare nell'ambiente KDE può rivolgersi a KWord.

Quello che vi presentiamo ora è uno degli editor più utilizzati in assoluto (si contente il primato con Emacs, del quale parleremo più in avanti). In effetti "vi" è, nelle sue numerose varianti, uno dei pochi programmi che siamo sicuri di trovare su un qualsiasi sistema operativo Unix. Si tratta di un programma per console, e non deve spaventarci la mancanza di un'interfaccia grafica. Vi è uno strumento molto potente, ma è anche il terrore per chi ha a che fare per la prima volta con Linux. Questo perché "vi" ha un approccio diverso rispetto a tutti gli altri editor. L'uso di "vi" è articolato in due modalità: command mode e insert mode. Tramite il primo sarà possibile impartire dei comandi (come ad esempio la cancellazione di un carattere o di una riga), mentre il secondo è dedicato esclusivamente all'inserimento dei caratteri. La distinzione tra i due modi è molto netta e spesso può creare confusione. Questo è l'ostacolo maggiore per chi usa per la prima volta "vi" e probabilmente il motivo di ogni antipatia nei suoi confronti.

Da "vi" sono nate numerose altre varianti, tra queste ricordiamo nvi, elvis e vim, del quale ci occuperemo più specificatamente. Vim è una versione di "vi" migliorata (sta infatti per Vi IMproved). Al classico "vi" VIM aggiunge nuove e interessanti feature, che lo rendono uno degli strumenti preferiti dagli utenti Linux per la programmazione e per l'editing di file di testo. VIM dispone dell'highlighting per la sintassi dei linguaggi di programmazioni, la possibilità di undo e redo illimitati, ripetizione e autocompletamento di comandi, una guida in linea, possibilità di selezionare del testo per l'esecuzione di comandi e una serie di aiuti per la compilazione. È anche disponibile un'interfaccia per X con il supporto all'uso del mouse. Vi di certo non è intuitivo, per il suo uso spesso è consigliata la lettura della documentazione, cosa che non tutti sono sempre disposti a fare, soprattutto se si tratta di scrivere un semplice file di testo. Ma una volta presa la mano con "vi" e acquisita pratica con i due modi che lo contraddistinguono, sicuramente apprezzerete la sua immediatezza e versatilità.

Quando Richard Stallman decise di intraprendere il progetto GNU, che avrebbe portato a rivoluzionare il mondo dell'informatica con la successiva nascita di Linux, pensò da iniziare lo sviluppo del suo nuovo sistema operativo proprio da un editor di testo che chiamò EMACS (Editing MACroS). Ebbe molto successo e gli permise di continuare il suo lavoro. Emacs è un editor di testo indirizzato principalmente ai programmatori. È un programma altamente configurabile, sia per la sua struttura (è basato su Lisp) che consente la creazione e modifica di moduli e script, sia per la possibilità di poter gestire in maniera del tutto differente i file che vengono aperti (si auto-riconfigura per gestire al meglio il nuovo file in base all'estenzione, cambiando l'highlighting della sintassi, i menu e le combinazioni dei tasti). Risulta essere quindi un programma estremamente personalizzabile, cosa molto apprezzata da ogni programmatore, che solitamente tende a ottimizzare secondo le proprie esigenze tutto quello che gli capita a tiro. Ma Emacs non è soltanto questo: comprende al suo interno anche altri tools come ad esempio per la gestione della posta elettronica e dei newsgroup. Purtroppo anche l'uso di Emacs non è molto intuitivo, soprattutto se unito al fatto che i comandi interni spesso sono contraddistinti da lunghe sequenze di tasti, cosa difficile da imparare per chi ha a che vedere per la prima volta con questo programma, anche se la presenza dell'autocompletamento spesso ci dà una mano a superare questo ostacolo.

Questo programma, sempre per console, vi risulterà certamente più familiare dei due precedenti. Joe (Joès Own Editor) è un comodo editor di file di testo. La sua caratteristica principale è la somiglianza a WordStar, cosa che apprezzeranno gli utenti di questo word processor per DOS. Le combinazioni di tasti sono praticamente le stesse (sono simili anche a quelle del Turbo C della Borland), e la sua interfaccia, pulita e lineare, unita al chiaro help in linea lo rendono uno strumento particolarmente apprezzato da chi si avvicina per la prima volta a Linux. Al suo interno JOE ha tutto quello che un normale utente (Unix) si aspetta, in più tutto è accessibile in maniera molto agevole.

Per finire, l'ultimo programma che vi presentiamo è PICO, l'editor per le email di PINE. Pur essendo parte di PINE, PICO è disponibile anche stand-alone, con un proprio binario. Quello che balza subito agli occhi è la sua semplicità: tutte le opzioni disponibili sono riportate in basso con la relativa combinazione di tasti. Una caratteristica molto interessante in PICO è la possibilità di usare ispell (un programma esterno) come correttore ortografico direttamente al suo interno. PICO, come PINE, è sviluppato dall'Università di Washington, e possiede una licenza un pò particolare: non è possibile infatti ridistribuirlo in forme differenti dal codice sorgente (è possibile però rilasciare patch). Questa licenza, pur rendendolo un programma Open Source, non permette quindi la distribuzione di questo programma sotto forma di binario precompilato.

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