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LinuxDay 2006: la festa del software libero

Si è svolto il 26 novembre la festa del software libero e del sistema operativo Linux. Cento città coinvolte nella divulgazione dei vantaggi dell'uso dei programmi a codice aperto. Diversi i seminari sull'uso dell'open source nella Pubblica
Si è svolto il 26 novembre la festa del software libero e del sistema operativo Linux. Cento città coinvolte nella divulgazione dei vantaggi dell'uso dei programmi a codice aperto. Diversi i seminari sull'uso dell'open source nella Pubblica
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E anche quest'anno è stato Linux Day. L'iniziativa si è tenuta lo scorso sabato 26 novembre in ben cento città italiane e conferma i risultati ottenuti nella passata manifestazione. Giunta alla quinta edizione il LinuxDay è ormai l'evento principe in Italia per il software libero, l'unico a riuscire ad attirare in un solo giorno l'attenzione di decine di migliaia di persone. L'importanza di un evento del genere è quello di riuscire a creare un'unica manifestazione di carattere nazionale muovendo una tale massa di persone in modo da dare una visibilità di portata nazionale a GNU/Linux e al software libero.

Negli anni passati infatti grazie al LinuxDay il software libero è stato oggetto di articoli su riviste e quotidiani di carattere nazionale, trasmissioni radiofoniche e televisive. Il messaggio di libertà dietro al Free Software è stato in grado di raggiungere quindi un pubblico raggiunto ben più vasto rispetto a quello della somma dei soli partecipanti di ogni singola manifestazione. Già, perché non dimentichiamolo, ma al centro della manifestazione non c'è semplicemente un modello di sviluppo alternativo, ma un movimento a difesa delle libertà. E tutto questo da un significato ancora più speciale e sicuramente non avrebbe tutto il seguito che sta avendo se Linux fosse semplicemente l'unica alternativa reale a Microsoft su PC.

Dietro la manifestazione, come ogni anno, c'è stata la supervisione di ILS (Italian Linux Society), un'associazione culturale di carattere nazionale che ha proprio lo scopo di diffondere il software libero e GNU/Linux. Ma tutto questo non sarebbe mai potuto accadere senza i 100 LUG (Linux User Group) sparsi per l'Italia, che hanno curato l'evento a livello locale.

In cento città italiane infatti gruppi di volontari hanno organizzato seminari, interventi, dimostrazioni riguardo i possibili utilizzi di software libero. Da OpenOffice nella pubblica amministrazione, a server basati su Linux, a dispositivi embedded come access point e robot fino a strumenti di programmazione gli interventi hanno riguardato tutte le possibilità offerte dal Free Software. Immancabili come al solito le install fest, momenti cioè in cui i partecipanti possono essere aiutati nell'installare sul proprio PC una distribuzione Linux. Il tutto ovviamente gratuitamente e potendo contare sulla grande competenza di appassionati del settore.

E come ogni anno una grande mano nell'organizzazione dell'evento è stata data da università e associazioni culturali che hanno reso disponibili le proprie sedi.

Ancora non sono disponibili dati ufficiali riguardo il numero dei partecipanti ma la sensazione è che le aspettative siano state mantenute. Solo il tempo saprà dirci se gli sforzi a favore di una più completa informatizzazione che tenga realmente in conto di valori come quello di libertà verranno recepiti dai più come una garanzia per il proprio futuro. Nel frattempo manifestazioni come il LinuxDay serviranno a rendere partecipi sempre più persone del profondo significato che vi è dietro il software libero.


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