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L'Hackmeeting 2002: libertà digitali

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Cos'è Hacker

Hackers. Un termine molto abusato ai giorni nostri, soprattutto dai media. Una delle parole che chi fa informazione dovrebbe pesare accuratamente. Ma chi sono costoro? Nell'immaginario collettivo l'hacker ha ormai preso il posto dell'"uomo nero", colui che mette a rischio la nostra privacy, il nostro sito internet, il nostro conto in banca. Niente di più sbagliato. Il vero significato di hacker è qualcosa di ben più complesso rispetto a quello del "comune" pirata informatico. Ciò che spinge un hacker è il desiderio di migliorare qualcosa, spesso mosso da un'incredibile curiosità.

L'hacker, nel senso stretto del termine, non compierebbe mai qualcosa di illegale a proprio vantaggio, soprattutto per danaro. Per cui sarebbe bene distinguere il termine hacker, cioè colui che cerca di appagare la sua sete di conoscenza (anche se questo può voler dire intromettersi in un sistema, senza però comprometterlo), con quello di cracker, più appropriato per definire colui che ha la "passione" di manomettere i sistemi informatici.

È in questo contesto che è nato il movimento del Free Software, grazie agli sforzi di hacker abituati a condividere la propria conoscenza. Ed è in quest'ottica che va inquadrato l'Hack-it, incontro della comunità hacker italiana tenutosi dal 21 al 23 Giugno. Per sottolineare il fatto che l'essere hacker non è qualcosa che riguarda soltanto l'informatica, ma è più un modo di vita e di porsi nei confronti del sapere è significativa l'homepage della manifestazione che cita:

«Esprimiamo una visione dell'hacking come attitudine, non esclusivamente informatica. Il nostro essere 'hacker' si mostra nella quotidianità anche quando non usiamo i computer, si mostra quando ci battiamo per far cambiare le cose che non ci piacciono, come l'informazione falsa ed imposta, come l'utilizzo di tecnologie non accessibili e costose, come il dover recepire informazioni senza alcuna interattività».

E ancora una FAQ:

«E per chi non è un hacker?

Se non sei un vero hacker, niente da fare. All'Hack-It vogliamo solo VERI hAcKeRz: vero hacker per noi è chi vuole gestire se stesso e la sua vita come vuole lui, e sa sbattersi per farlo. Anche se non ha mai visto un computer in vita sua :-)»

Hack-it 2002 a Bologna

La manifestazione, arriva al TPO (Teatro Polivalente Occupato) di Bologna dopo aver fatto tappa negli anni precedenti a Firenze, Milano, Roma e Catania. Sono stati tre giorni di seminari, dibattiti, giochi, ma anche (e soprattutto) di condivisione e scambio di idee.

Tra gli interventi (il programma completo della manifestazione è all'indirizzo http://www.hackmeeting.it) spicca senza dubbio quello di Richard M. Stallman, padre fondatore del Free Software. L'intervento, in lingua inglese, dal titolo "Copyright vs Community in the Age of Computer Networks" tenutosi venerdì 21 alle ore 18.45, ha riguardato l'inadeguatezza e l'inutilità delle misure restrittive anti copia nell'era digitale, che tendono solo a rafforzare il potere di alcune lobby e non salvaguardano gli autori. Il discorso si è spostato inevitabilmente verso i brevetti software e la DMCA (Digital Millenium Copyright Act).

Stallman ha anche criticato duramente le compagnie musicali, troppo interessate, a suo dire, a trasformare la musica in puro business (emblematica la frase: "È perché io amo la musica che odio le case discografiche") e ha proposto un proprio modello di "sviluppo" basato sulla libera donazione di denaro agli artisti in cambio della libera diffusione della musica (in questo modo la gente sarà anche più incentivata ad andare ai concerti). Ha fatto anche la sua presenza Sant'IGNUtius, "l'alter ego" di Stallman, con tanto di camice e aureola per diffondere il verbo della "Chiesa di Emacs". C'è stata persino una cerimonia di battesimo che ha riguardato tre ragazzi, che han dovuto recitare per tre volte la frase: "There is no system but GNU, and Linux is one of its kernels". Certamente un personaggio molto pittoresco e carismatico (non ci credete? andate su http://www.stallman.org/saint.html e guardate con i vostri occhi).

La manifestazione, veramente molto seguita nonostante il caldo, conferma i successi degli anni precedenti e certamente il suo ruolo di momento per manifestare ideali di libertà, ovviamente in maniera hacker.


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