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La certificazione delle informazioni

Come aumentare l’attendibilità delle informazioni che pubblichiamo
Come aumentare l’attendibilità delle informazioni che pubblichiamo
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Si tende ormai a considerare Internet come una sorta di memoria esterna, che grazie alle sue illimitate possibilità ci rende possibile la fruizione di grandi quantità di informazioni.

Tutto ciò, però, se da un lato aumenta notevolmente le nostre possibilità di crescita, dall'altro crea il rischio di usare informazioni non certe per decisioni importanti.

Quando leggiamo un'informazione su web, cosa ci garantisce che sia vera?

Perché si ritiene vera l'informazione letta su web

Mi capita spesso di vederlo. Il mio conoscente non è sicuro di una certa cosa, apre il browser, fa una veloce ricerca, consulta uno o due siti, ottiene la stessa risposta, assume che sia vero, metabolizza l'informazione.

Assumiamo, in sostanza, che se più di un sito riporta la stessa informazione, questa sia vera.

La cosa, in realtà, non tiene conto del fatto che la maggior parte dei siti presenta contenuti che sono di terza, quarta, quindi e spesso decima mano. Ogni webmaster pubblica un'informazione ritenuta certa perché vista su un altro sito. In questi passaggi, però, la qualità dell'informazione subisce un degrado. Ognuno, infatti, interpreta, trascrive con sue parole, spesso traduce da una lingua all'altra, e così via. Le probabilità che l'informazione originale (e della quale non abbiamo spesso traccia) sia uguale a quella letta non sono altissime.

Capita che l'informazione sia ritenuta certificata perché letta su un sito importante, serio o attendibile. Trascuriamo il fatto, però, che nessun sito si ritiene obbligato a dirci sempre la verità. Anche senza la presunzione della mala fede, i contenuti sono scritti da umani che possono sbagliare, travisare, tradurre male, saltare parole (un "non" saltato, può cambiare totalmente il senso di una frase e di un discorso).

Spesso le informazioni sono vendute da un'agenzia all'altra e finiscono come news su centinaia di siti contemporaneamente. Se la news originale è errata, falsa o incompleta, l'errore si riverserà su tutti i siti che la pubblicano. Il fatto, però, che l'informazione sia arrivata sotto forma di comunicato stampa, automaticamente imprime nelle menti di molte persone che quanto scritto sia vero o di ragionevole presunzione di verità.

Un'altra motivazione per credere che l'informazione sia vera e corretta, è che molti ritengono che nessuno oserebbe mettere su un sito qualcosa che altri potrebbero facilmente smentire. Ciò, invece, non corrisponde alla realtà, perché il cinismo, dilagante nella vita reale, non lo è meno in quella virtuale.

Qual'è l'informazione certa?

Per definizione, l'informazione certa è solo quella da noi personalmente verificata o sperimentata.

Una stanza è buia perché io la vedo tale. Se su un sito leggo che lo era, non è detto che lo fosse sul serio. Mi fido del fatto che qualcuno l'abbia vista, l'abbia raccontato nel modo corretto a qualcuno che ha interpretato in modo corretto, che abbia a sua volta trascritto su un sito, che altri leggendo hanno riportato, ecc. ecc.

E stiamo solo parlando di una stanza senza luce. Figurarsi per le cose più importanti e complesse.

Socrate disse che.... Tu c'eri? No? Allora ti stai fidando di Platone che raccontò cosa Socrate diceva. Il libro scritto direttamente da Platone, però, lo abbiamo. Tra Socrate e noi, ci sono solo due passaggi, Platone ed il suo libro.

Il medico Tal dei Tali ci informa del fatto che in un suo esperimento ha verificato che un chilo d'acqua pesa come un chilo di piombo. L'esperimento l'ha fatto lui, ce lo dimostra direttamente, accompagna il tutto con numeri e leggi. Sembra ragionevole crederli.

Qual'è la nostra parte?

La nostra parte, come addetti alla pubblicazione di testi, articoli, contenuti, schede e altre forme di scritti e comunicazione, è far sì che le informazioni presentate ai nostri navigatori abbiamo il maggiore livello di attendibilità possibile.

Perché il nostro sito acquisti sempre più autorevolezza, l'attendibilità delle informazioni è fondamentale e non possiamo confidare nel nostro buon nome o sulla plausibilità di quanto presentato. Non basta dire "sono laureato in marketing, scrivo di marketing, quindi quanto scritto è sicuramente vero e corretto".

Come aumentare l'attendibilità delle informazioni che pubblichiamo?

L'informazione certificata in assoluto non esiste, su web. Il solo fatto che qualcosa sia stato trascritto, implica già che possa esser stato trascritto male.

Possiamo, però, aumentare l'attendibilità per avvicinarci il più possibile ad una certificazione, per garantire ai nostri visitatori che quanto leggono è stato trattato nel migliore dei modi e fornito col livello di qualità più alto possibile.

Alcune regole.

  1. Quando presentiamo qualcosa che non fa parte della nostra esperienza diretta, tentiamo di arrivare alla sorgente dell'informazione. Leggendo i vari siti, tentiamo di seguire la catena sino a chi è all'origine.

  2. Controlliamo sempre le traduzioni. Nessuno traduce in modo perfetto e fidarsi delle traduzioni altrui, è quando di più sbagliato si possa fare.

  3. Per informazioni importanti, se possibile, contattiamo chi è all'origine e invitiamolo a visitare la nostra pagina per segnalarci eventuali fraintesi.

  4. Riportiamo sempre la fonte delle informazioni. La dicitura "le statistiche dicono....", senza l'indicazione della statistica in questione, è chiaro sintomo di trascuratezza o di poca attenzione.

  5. Nel caso si presentino i risultati di un esperimento, mettiamo un link alla descrizione completa dello stesso, di modo che chi è interessato possa controllare.

  6. Citiamo sempre le leggi, i libri o le fonti istituzionali, quando parliamo di norme o scienza.

Conclusione

Accingendoci a scrivere per il nostro sito, siamo coscienti del fatto che non sempre saremo in grado di dare la garanzia assoluta della veridicità e correttezza dell'informazione, ma è indispensabile fare quanto rientra nelle nostre possibilità per avvicinarci il più possibile a ciò.


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