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Immagini sì, immagini no

Quando e come usare al meglio questo fondamentale ausilio comunicativo
Quando e come usare al meglio questo fondamentale ausilio comunicativo
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Faccio una premessa. Ipotizziamo l’intenzione di presentare un contenuto in forma testuale perché dopo alcuni studi abbiamo deciso che questa è la cosa migliore per il nostro contesto. Presa questa decisione, produciamo un documento tutto scritto e senza alcuna immagine, disegno o fotografia?

Le immagini sono compatibili col desiderio di contenuti testuali?

Alcuni ritengono che una pagina web o un documento debbano essere grafici o testuali. Una pagina grafica ha qualche riga di testo, un testo scritto non ha grafica.

La presenza di piccole icone in un testo, invece, non ne cambia la sua sostanziale forma. Un documento di due pagine, se ha tre o quattro piccole immagini al suo interno, viene considerato comunque dal lettore un testo scritto. Chi si era ripromesso di presentare un contenuto testuale, quindi, ha comunque raggiunto questo suo obiettivo.

Perché inserire un’immagine in un testo?

Qual è il motivo per voler inserire immagini in un documento di forma testuale? Vi sono in realtà più motivi e sono approfonditi nel seguito di questo articolo, ma si riassumono col concetto che la stimolazione di più sensi aumenta la persistenza del messaggio nella mente del lettore, migliorando il processo di apprendimento e memorizzazione. Anche dove il senso è lo stesso, potrebbero essere attivati più e diversi schemi d’acquisizione.

Gli stimoli provocati da uno scritto e da un’immagine possono portare al ricevimento dei medesimi messaggi ma attraversano mezzi comunicativi e processi di interpretazione diversi. Il nostro cervello, infatti, lavora in modo per assimilare un testo ed in modo diverso per le immagini. L’attivazione dei due sistemi aumenta l’apprendimento dell’informazione. Secondo la logica sopra esposta, quindi, la cosa è già di per sé positiva.

Separazione dei paragrafi / concetti

Separare i concetti mediante una riga vuota è già un passo avanti notevole rispetto al testo monolitico scritto in forma squadrata e senza interruzioni.

Una piccola immagine ad ogni inizio di paragrafo o capitolo migliora ulteriormente lo stacco necessario tra due diversi concetti, concedendo al cervello quei pochi secondi necessari per completare l’assimilazione di quello che si appena concluso.

Se l’icona ha una relazione col contenuto della parte, si aiuta ulteriormente l’interpretazione, l’apprendimento e soprattutto la memorizzazione del concetto che si sta introducendo.

Richiamo visivo

Ormai è un dato di fatto. La maggioranza dei lettori non legge tutto il testo, dall’inizio alla fine, senza interruzione e senza saltare nulla. Si legge spesso in fretta, senza troppa concentrazione, saltando pezzi di frasi e cercando con un colpo d’occhio le parti più interessanti delle pagine. Un’immagine ben posizionata attira lo sguardo e porta l’occhio al posto giusto. E’ un richiamo, in sostanza.

Queste immagini, quindi, sortiscono due effetti:

  • velocizzano la lettura (scontati gli effetti positivi citati sopra in relazione alla memorizzazione);
  • aumentano la probabilità che le parti importanti del testo siano lette.

Comunicazione di un’emozione

Ci sono emozioni che è difficile comunicare descrivendole in modo testuale. La sensazione che si prova quando ti cade una goccia di cera calda sul dito è indescrivibile.

Un’immagine può spesso aiutare questa forma di comunicazione in quanto il processo di interpretazione che il cervello avvia è diverso rispetto a quello usato per un testo. Ci colpisce in un certo modo il colore, l’oggetto, la dinamicità del simbolo ed il ricordo di eventuali precedenti esperienze richiamate.

Esempio classico è lo smile. Alcune faccette comunicano un’emozione in modo semplice e naturale. La stessa comunicazione fatta testualmente non sortirebbe lo stesso effetto e si presterebbe a vari problemi (interpretazione, lunghezza, dipendenza dalla capacità di scrivere). Naturalmente non tutte le emozioni sono rappresentabili da una icona. In molte situazione il testo non sarà quindi totalmente sostituibili.

Allarme

La scritta “ATTENZIONE: CADUTA MASSI” ha un effetto ben diverso dal cartello autostradale corrispondente. Nel caso degli allarmi le immagini se ben studiate hanno i seguenti vantaggi:

  • si colgono più velocemente;
  • sono “leggibili” anche da chi non conosce la lingua, non essendoci nessuna scritta…;
  • richiamano molto di più.

Un piccolo semaforo con il verde acceso è un messaggio chiaro, istantaneo, univoco. Non serve altro. Significa “Puoi proseguire”.

Comunicazione istantanea

Vi sono concetti che si potrebbero esprimere perfettamente con la forma testuale, ma richiederebbero una lunga frase. Molte lunghe frasi fanno un lungo testo. Un lungo testo non lo legge per intero nessuno, soprattutto su web.

Un’immagine ben scelta può comunicare in pochi millimetri di carta il corrispondente di parecchie parole. Si guadagna in dimensione, in velocità di lettura, in leggerezza. Un semaforo rosso significa “fermati, ma stai pronto. Tra poco, appena ti do il via, potrai proseguire”. Questo ovunque il semaforo sia posto.

Hai presente le etichette sugli abiti? Perché pensi che vi siano dei simboli? Quanto dovrebbero essere grandi quelle etichette se dovessimo scrivere testualmente “Lavare a 30 gradi, non fare la centrifuga, non candeggiare, non lavare a secco e stira col ferro a media temperatura”. Buonanotte!

Chi confeziona i vestiti l’ha imparato. Vogliamo impararlo anche noi che scriviamo per il web?

Scegliere l’immagine

Ovviamente alcune semplici regole devono essere seguite perché le immagini siano produttive.

La prima è che l’immagine deve avere un senso riconosciuto da chi legge perché condiviso. Scegliendola dobbiamo pensare con la testa del lettore e non con la nostra. Scegli, se possibile, immagini dal significato comunemente accettato.

Attenzione all’eccesso di originalità. Se questa porta alla perdita dell’interpretabilità del messaggio, l’immagine risulta dannosa al contesto.

Come inserire l’immagine

Ovunque possiamo mettere un’immagine? No, naturalmente. L’inizio di un paragrafo o d’ogni capitolo è un posto che ben si candida per un simbolo. Attrae l’attenzione, separa i concetti, aumenta la tematizzazione della parte.

Inserito nel bel mezzo del paragrafo, con il testo che lo circonda tutto, funge da potente richiamo sulla parte. È quasi impossibile trascurare quelle due o tre righe che gli stanno attorno.

Immagine a sinistra, testo alla sua destra. Crea un collegamento immediato tra il messaggio testuale e l’immagine. È utile per inviare al cervello due stimoli con lo stesso messaggio o per descrivere con un testo un disegno. Alla fine del documento. Questo è il posto migliore perché l’immagine non sia notata da nessuno!

Dimensioni delle immagini

Ovviamente piccole. Se vogliamo che il contenuto mantenga una forma testuale, le immagini devono essere minime per non soverchiare le proporzioni. Ricordiamo, inoltre, che un simbolo di allarme non si fa notare se è vicino ad una grande foto. Come al solito vince la dimensione. Il nostro cervello non lavora così solo per le torte!

Salvo casi particolari, non metterei in un testo immagini che superino i due o tre centimetri per lato. In generale sono anche più piccole. Se si tratta di comunicare velocemente un’emozione senza interrompere il “filo del discorso”, ad esempio con uno smile, questo deve essere di dimensioni paragonabili a due o tre caratteri.

Ovviamente se dobbiamo inserire una foto… cambia tutto.

Colori delle immagini nel testo

Poche immagini e con pochi colori. Evitiamo che il testo diventi un albero di natale. Teniamo anche conto del fatto che alcuni colori hanno un significato preciso nella mente degli italiani. Dico italiani perché alcuni colori hanno significati diversi in Cina….

Il rosso vuol dire stop o passione o amore. Il verde significa “via libera”. Inoltre è un colore che stimola ed invita al movimento. Il blu è un colore che comunica tranquillità e serenità. Mi fermo. Esistono precisi studi psicologici e non è il caso di approfondire qui.

Test dell’immagine

Certo. Un documento con varie immagini andrebbe “testato” per accertarci che chi legge le interpreti come noi desideriamo. Diversamente si tratterebbe solo di un effetto estetico senza fini comunicativi. Non che ciò sia negativo, ma si tratta di un obiettivo diverso. Se abbiamo deciso di servirci di un’immagine per comunicare qualcosa, dobbiamo accertarci che la cosa si verifichi chiedendo a qualcuno di darci un feedback.

Svantaggi

Quali sono gli svantaggi o i rischi dell’uso di immagini in un testo, con fini comunicativi? Ne cito alcuni:

  • immagini scelte male potrebbero non comunicare quanto desideriamo o peggio comunicare qualcosa di diverso;
  • troppe immagini diminuiscono l’effetto di ognuna di esse;
  • le immagini non si prestano ad essere recepite dai non vedenti, se non si usano testi descrittivi alternativi (come il tag Alt per le pagine web);
  • inserire immagini nei testi alza il costo di redazione. Le immagini, infatti, devono essere scelte, pagate e spesso manipolate per essere inserite.

Conclusione

Immagini sì, immagini no? Se sei arrivato sino alla fine dell’articolo, è chiaro che avrai capito che sono decisamente per “immagini sì” e nei prossimi articoli ci occuperemo di come sceglierle, quali caratteristiche devono avere e dove trovarle.

Ringrazio Sara Pirola per la collaborazione nella scrittura di questo articolo, in particolare per gli aspetti legati all’apprendimento.


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