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Debian "Squeeze" 6.0

Le novità e i limiti della nuova versione di Debian: Squeeze 6.0
Le novità e i limiti della nuova versione di Debian: Squeeze 6.0
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È passato oltre un anno e mezzo dall'ultimo cambio di versione stabile in casa Debian. Un anno e mezzo ricco di lavoro e di impegno da parte dei volontari che contribuiscono al progetto, con l'obiettivo di realizzare una distribuzione Linux completa, funzionale e stabile, improntata fortemente ai principi di base dell'open source e del free software. Dopo il debutto nel Febbraio del 2009, l'edizione Lenny è pronta a lasciare il posto a Squeeze nel ruolo di versione ritenuta stabile dagli sviluppatori.

I cantieri sono ancora aperti, ma la parola "work in progress" scomparirà a breve e tutto sarà pronto per il rilascio finale di Debian 6.0. Non sono moltissime le novità che sono state introdotte nel corso dello sviluppo, per non stravolgere quella che è l'essenza della distribuzione. Del resto, Debian ha sempre abituato a rilasci prevalentemente mirati alla sostituzione di una piattaforma stabile in favore di una più recente, rispetto alla quale cambia sostanzialmente solo il nome in codice ed una serie di pacchetti.

Il passaggio da testing a stable è dunque indolore per coloro che vogliono effettuarlo, a differenza di quanto accade, o almeno è accaduto fino a qualche tempo fa, con distribuzioni come Ubuntu, con la quale, ad esempio, la via migliore per l'aggiornamento ad una nuova versione per molto tempo è stata una nuova installazione.

Vediamo, allora, quali sono le principali novità in arrivo con Debian "Squeeze" 6.0.

Installer grafico

L'installer grafico, lontano parente di quel giusto compromesso tra usabilità, semplicità e funzionalità degli strumenti di installazione visti nelle più recenti versioni delle principali distribuzioni, ricorda da vicino quello delle prime edizioni di Ubuntu. Del resto, la filosofia di Debian esula dal mettere ai primi posti concetti invece cari alla distribuzione sudafricana, che mira a fornire all'utente un sistema facile da gestire sin dalle prime fasi.

Figura 1: Debian Installer

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Figura 1: Debian Installer

Rispetto alla precedente edizione dell'installer i passi in avanti sono più che evidenti, ed un utente alle prime armi ha sicuramente maggiori chance di portare a termine l'intera procedura senza ricorrere a documentazioni varie, o addirittura abbandonare l'idea di installare Debian. Ciò che sarebbe potuto essere migliorato è soprattutto il numero di step necessari a raggiungere l'ultimo livello delle impostazioni, circa 20 allo stato attuale: sono diverse le schermate che sarebbero potute essere raggruppate, o addirittura trasferite ad una fase successiva, magari al primo avvio del sistema operativo o durante la fase di copia dei file. Altre, invece, potrebbero creare alcuni problemi agli utenti meno esperti, posti di fronte a termini tipicamente sconosciuti a chi non mastica gli ambienti Linux.

La stabilità dell'intera procedura grafica è comunque rapida ed in grado di non appesantire la fase di installazione. Per chi dovesse preferire la tradizionale installazione testuale, questa è sempre disponibile tramite l'apposita voce nel menu di selezione che appare come prima schermata dopo l'avvio dell'immagine ISO della distribuzione.

Figura 2: Debian Installer

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Figura 2: Debian Installer

Desktop e artwork

Il comparto dei desktop disponibili in Debian annovera come sempre GNOME e KDE tra i suoi nomi più eccellenti, offrendo comunque l'opportunità agli utenti di installare ambienti più leggeri e performanti quali ad esempio XFCE o LXDE. Le versioni in cui sono disponibili rispettivamente GNOME e KDE sono la 2.30.2 e la 4.4.3: pacchetti dunque non aggiornati alle ultime edizioni, ma che garantiscono la stabilità e le prestazioni richieste dagli sviluppatori. Del resto, uno dei marchi di fabbrica di Debian è proprio la presenza nel ramo stabile di pacchetti difficilmente aggiornati in breve tempo: in fase di rilascio di una nuova versione, ciò è dovuto principalmente all'introduzione della cosiddetta fase di "feature freeze", che congela letteralmente ogni possibile novità sul fronte delle nuove funzionalità ed eventualmente anche dei nuovi pacchetti da introdurre nel sistema operativo.

Figura 3: Debian applicazioni

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Figura 3: Debian applicazioni

L'aspetto grafico di Debian Squeeze risulta essere piuttosto familiare, con il classico tema Clearlooks a dominare la scena GNOME una volta terminata l'installazione della distribuzione. Nuovi artwork fanno la loro comparsa, tra i quali alcuni sfondi per il desktop ed un tema per GDM, selezionati dagli sviluppatori sulla base di una serie di proposte inviate dagli utenti nell'ambito di un contest destinato proprio a fornire a Debian nuove soluzioni estetiche. Nessuno stravolgimento delle carte in tavola, bensì solo qualche ritocco ove necessario: utile ad esempio il cambiamento apportato a Nautilus, che adesso apre di default ogni cartella nella stessa finestra, secondo un ordine gerarchico e non più spaziale, come accedeva in precedenza, quando ad ogni doppio click su una directory corrispondeva l'apertura di una nuova finestra.

Applicazioni

Il comparto applicazioni di Debian resta come da tradizione ben fornito, mettendo a disposizione degli utenti software per ogni esigenza. Al posto del browser Firefox fa la sua comparsa come abitudine da alcuni anni IceWeasel, fork dell'applicazione di casa Mozilla nato prevalentemente per motivi di licenza relativi al nome e al logo del browser. Allo stesso modo, in sostituzione di Thunderbird è disponile IceDove per la gestione della posta elettronica. Anche in questo caso ci si trova di fronte a due software non aggiornati alle più recenti versioni, ma del resto questa è una situazione largamente diffusa in Debian. Una delle rare eccezioni è costituita da OpenOffice.org, disponibile in versione 3.2.0, non lontana dalla 3.2.1 scaricabile dal sito ufficiale del progetto.

Figura 3: Debian dektop

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Figura 3: Debian dektop

Non trovano spazio nuove applicazioni pronte a prendere il posto di quelle preinstallate in Debian, e così il comparto software predefinito resta sostanzialmente invariato rispetto a quanto già visto in Lenny. Ogni altra applicazione può essere installata manualmente tramite i repository ufficiali di Debian, o ancora tramite quelli di terze parti, verificandone preventivamente l'effettiva validità e funzionamento. Quelli ufficiali vedono inoltre l'ingresso di 10352 nuove applicazioni, che vanno ad aggiungersi a quelle già disponibili per costituire un totale di ben 29050, di cui 15436 sono stati aggiornati nel passaggio a Squeeze 6.0.

Proprio in merito ai repository c'è da segnalare una buona notizia per gli utenti: gli sviluppatori hanno deciso che dopo 7 anni di vita il progetto Backports.org è pronto ad essere accolto nel cuore della distribuzione, supportando ufficialmente tali repository, che forniscono versioni più aggiornate di numerosi pacchetti importanti. Per aggiungere i Debian Backports è sufficiente modificare il file /etc/apt/sources.list ed aggiungere la riga:

deb http://backports.debian.org/debian-backports lenny-backports main contrib non-free

Successivamente è necessario un aggiornamento dell'elenco dei pacchetti, lanciando il comando: $ sudo apt-get update

Prestazioni

Come già ribadito più volte, uno dei principali vanti di Debian è quello di poter offrire ai propri utenti un livello di stabilità e affidabilità paragonabile a ben pochi nomi nel panorama open source. Tale paradigma non sembra essere ancora stato appreso da Squeeze 6.0, che in alcune condizioni ha confermato di avere il DNA Debian, ma in altre si presenta piuttosto impreparata. Alcuni test effettuati tramite una macchina virtuale VirtualBox hanno messo in evidenza tempi di avvio non troppo lunghi, una buona reattività dell'intero sistema, e l'assenza di particolari bug che potrebbero comprometterne la stabilità, nonostante l'intera distribuzione sia ancora in fase di evoluzione.

La fase di avvio risulta più rapida che in precedenza anche grazie all'introduzione di un nuovo sistema di boot, basato su sysv-rc: ciò che viene effettuato è in sostanza una riorganizzazione degli script presenti nel file /etc/init.d, dando maggiore priorità a quelli che necessitano di essere eseguiti per primi, con la possibilità di lanciarne simultaneamente più di uno, con una sorta di sistema in parallelo.

Un'ulteriore serie di prove, questa volta realizzate dalla redazione di Phoronix, hanno messo in evidenza un sensibile calo nelle prestazioni rispetto alle precedenti versioni del sistema operativo: le modifiche apportare dagli sviluppatori risultano influenzare negativamente la gestione dei processi, soprattutto a livello di CPU. Uno degli scenari in cui Debian, ed in particolare il ramo stabile, risulta fortemente apprezzato è quello dei server, e le novità in tal senso non sono incoraggianti: l'utilizzo di applicazioni quali Apache o PostgreSQL, infatti, i tempi per la restituzione dei dati richiesti e di accesso alle informazioni si sono dimostrati essere più lunghi di quanto fatto segnare in precedenza. Alternanti le prestazioni nella manipolazione di file compressi (male i7-Zip, bene BZip2), mentre miglioramenti giungono dalla gestione di file multimediali.

Kernel

Sul fronte Kernel giungono due novità sostanziali: da un lato, il tradizionale aggiornamento di quello che il cuore di ogni distribuzione GNU/Linux, che permetterà agli utenti Debian di usufruire dell'edizione 2.6.32, un notevole passo in avanti rispetto alla 2.6.26 disponibile in Lenny; dall'altro, si segnala l'entrata in scena del pirmo Kernel BSD che potrà essere ufficialmente supportato: si tratta di kFreeBSD, che permetterà di slegare Debian dal tradizionale Kernel Linux, in favore di un sistema GNU/BSD. Quest'ultimo progetto risulta attivo da diverso tempo, ma solo può finalmente vedere la luce grazie a Squeeze.

Conclusioni

Il lungo tempo e gli ingenti sforzi profusi dagli sviluppatori per rendere Debian un sistema ancora migliore sembrano aver dato finora solo in parte il loro frutto. I bug presenti sono ancora numerosi, con cifre che parlano di oltre 200 problemi già noti agli addetti ai lavori, che proveranno a risolvere quelli critici prima del rilascio finale. Se si confronta tale numero con quello registrato ad inizio 2010, che superava le mille unità, è chiaro dunque quale sia stato l'apporto degli sviluppatori alla causa Debian. Nel complesso, Squeeze 6.0 può essere promossa con buoni voti, più alti nel settore desktop, lievemente sotto la sufficienza nel settore server e un pò in tutti quegli ambienti che necessitino di prestazioni spinte.

Non è ancora nota una data ufficiale per il rilascio, ma lo stadio attuale lascia presumere che non manca molto: lo stadio di freeze è iniziato, e gli sviluppatori si dedicheranno esclusivamente alla correzione delle vulnerabilità più importanti, per passare poi alla realizzazione dell'immagine ISO finale di Debian Squeeze. Per chi volesse testare quanto realizzato finora, sono disponibili snapshot del ramo testing nella pagina di download ufficiale di Debian.

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