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Blender, quando il software diventa libero

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Siamo abituati ormai a vedere fallire società che hanno investito attivamente su Internet e sull'informatica in generale. Lo scorso marzo la corte di Amsterdam ha dichiarato la bancarotta della NaN (Not A Number) Holding BV, società proprietaria di Blender, il più utilizzato software di modellazione 3D per Linux.

Blender è stato per molto tempo (ancor prima della diffusione massiccia che ha avuto Linux in questi ultimi anni) l'esempio lampante di come si possa con un sistema del tutto gratuito (Linux + Blender) realizzare della grafica altamente professionale. Con la crisi della società olandese si è arrestato anche lo sviluppo del suo fiore all'occhiello. Lo scenario che si prospettava era poco incoraggiante: Blender era destinato a non essere più seguito e supportato, con grave perdita per tutti coloro che ci avevano investito, compresi i numerosissimi utenti (dall'appassionato di grafica al disegnatore) e aziende che lo utilizzavano anche professionalmente

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Nasce un Nuovo Software

Il 5 Luglio 2002 per fortuna si è aperta una nuova strada per Blender. Tom Roosendaal, uno dei maggiori sviluppatori, è riuscito a strappare alla NaN un accordo: se fosse riuscito a raccogliere 100.000 euro, la società detentrice del copyright su Blender avrebbe "donato" il suo il codice sorgente. Tutto ad un tratto, quella che fino al giorno prima rappresentava una delle maggiori perdite per Linux (un nuovo esempio delle sempre crescenti difficoltà che si hanno nel creare un business attorno all'informatica dei nostri giorni) si è trasformata in una possibilità in più, la possibilità di inserire uno dei pochi tasselli mancanti alla vasta gamma di software libero disponibile: un programma di modellazione, rendering e animazione 3D stile POV-Ray. Questa mossa avrebbe consentito alla NaN Holding di risollevarsi dalla crisi finanziaria e continuare il proprio business attorno a Blender (senza avere però questa volta l'"onere" dello sviluppo) e alla comunità del Free Software di disporre di un "nuovo acquisto". Una volta raggiunta la somma di denaro la Blender Foundation (creata all'occorrenza da Tom Roosendaal) si sarebbe occupata del mantenimento del progetto e di creare una serie di servizi per il supporto degli utenti.

Ormai Blender si può anche definire "libero" perché i 100.000 euro sono stati raccolti tutti (almeno virtualmente in quanto si sono raggiunti i 93.000 euro più oltre 10.000 promessi ma ancora da versare). Si pensa già a cosa fare una volta versata alla NaN la somma prestabilita: una organizzazione della fondazione, ora troppo presa nella raccolta fondi, definizione di una scaletta per lo sviluppo di questo progetto, e ovviamente l'adozione di una nuova licenza.

La doppia licenza

A questo proposito la fondazione sta pensando a una doppia licenza: la GNU GPL, e un'altra meno restrittiva sullo stile BSD. Così si vuole dare la possibilità alla fondazione di dare alle società che lo richiederanno l'accesso al codice sorgente, senza che esse siano costrette a rilasciare il lavoro derivato da Blender sotto GPL. Purtroppo però i fini della GPL sono proprio quelli di evitare il riutilizzo "closed source" del software libero e sinceramente non vedo di buon occhio questo tipo di doppia licenza, soprattutto dopo che il codice in questione è stato "liberato" per mezzo di donazioni di volontari.

Alcune persone hanno visto in questa liberazione del codice sorgente una specie di "richiesta di riscatto" da parte della NaN Holding BV. Ed effettivamente, perché non rilasciare gratuitamente il codice sorgente come è stato già fatto da altre società come ad esempio Netscape con Netscape Communicator e Sun con StarOffice? È chiara l'intenzione della NaN di rifarsi di parte delle perdite subite cercando di trovare aiuto nei sostenitori del software libero. Avrebbe benissimo potuto rilasciare il codice sorgente gratuitamente qualche anno fa, chiedendo agli sviluppatori del Free Software una mano nel portare avanti quello che era (e che è tuttora) un ottimo prodotto.

Nonostante tutto vedo favorevolmente questa iniziativa che renderà libero (ormai lo si può dire con una certa sicurezza) un programma del valore di Blender. Ognuno è stato libero di fare la propria donazione (senza essere sicuri di raggiungere l'obiettivo di 100.000 euro, con la possibilità di non riavere indietro quanto donato), e questo dimostra ancora una volta la generosità degli utenti del software libero e di tutte le aziende che vi credono.


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