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Arch Linux: la velocità prima di tutto

Presentazione di Arch Linux, una distribuzione Linux veloce e ottimizzata per sistemi i686. La pecca principale: la mancanza di un ricco archivio di pacchetti
Presentazione di Arch Linux, una distribuzione Linux veloce e ottimizzata per sistemi i686. La pecca principale: la mancanza di un ricco archivio di pacchetti
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Per quanto ci sia una sempre maggiore utenza alla ricerca di un sistema operativo in grado di sostituire Microsoft Windows in ambito desktop e professionale, non sono pochi gli utenti che preferiscono comunque ottenere il massimo controllo possibile sul proprio sistema operativo e chiedono magari alla propria distribuzione gli strumenti per farlo, una buona scelta dei pacchetti con un occhio rivolto alle prestazioni.

Questo è il motivo per cui alcuni utenti non cambierebbero per nulla al mondo la propria Debian o la propria Gentoo o la propria Slackware. Recentemente sta acquisendo sempre più popolarità Arch Linux, una distribuzione che ha dalla sua proprio molte delle caratteristiche che hanno reso famose Debian, Gentoo e Slackware. L'obiettivo di questa distro è quella di fornire ai propri utenti un sistema operativo ottimizzato per i processori moderni (i686), quindi estremamente veloce e che offra la possibilità di intervenire sul sistema in maniera semplice, veloce e pulita.

Il suo creatore, Judd Vinet, è partito da una Linux From Scratch (rendendo di fatto indipendente la propria distro da tutte le altre, cosa che l'ha obbligato tra le altre cose a non potersi rifare ai tool di sistema già esistenti) aggiungendo quello di cui aveva bisogno. Una delle primissime cose fatte è stato creare un proprio package manager, Pacman, molto semplice, da usare esclusivamente da linea di comando, che consentisse quantomeno di aggiungere e togliere i pacchetti o aggiornare l'intero sistema. Pacman ha l'indubbio vantaggio di essere estremamente facile da usare, probabilmente più di apt/dpkg, ma rende impossibile disporre su Arch della scelta di pacchetti che può vantare Debian o Ubuntu. Probabilmente i motivi sono molti: Arch non può rifarsi a una comunità di sviluppatori come quella di Debian e compilare e stare dietro allo sviluppo di una miriade di programmi e librerie non è un'operazione che porta via poco tempo. Inoltre probabilmente è anche una scelta di carattere progettuale: l'utente di solito non ha bisogno di tutti i pacchetti inseriti nei vari repository, preferisce poter contare su versioni aggiornate e ottimizzate dei programmi che utilizza più comunemente.

Questo è anche il motivo per cui Arch Linux non può essere paragonata a Debian: gli obiettivi sono troppo diversi ed entrambi sono decisamente attuali e validi. D'altro canto la mancanza di tool di sistema basati su GUI pone il target della distribuzione di Judd Vinet tra l'utenza almeno mediamente esperta che vuole magari sfruttare al massimo le potenzialità di GNU/Linux per quel che riguarda le prestazioni e vuole ottenere comunque un controllo totale sul sistema.

Per questo motivo non sono pochi gli utenti Slackware che sono passati ad Arch e sono contenti di questa scelta: per quanto comunque queste distro siano differenti ne condividono in parte gli obbiettivi e personalmente sono contento di trovare un'altra distribuzione che punti alla semplicità e alla pulizia dei file di configurazione con un occhio sempre puntato all'ottimizzazione e alle prestazioni. Il sito di riferimento è Archlinux.org


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