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Usare Composer da linea di comando

Impariamo ad utilizzare Composer da linea di comando per l'installazione globale e l'eseguibile di Composer così come per la gestione delle dipendenze di un progetto.
Impariamo ad utilizzare Composer da linea di comando per l'installazione globale e l'eseguibile di Composer così come per la gestione delle dipendenze di un progetto.
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Composer si basa sulla componente Console del framework Symfony. Si tratta di un vero e proprio microframework per la realizzazione di programmi da linea di comando in PHP: lo sviluppatore si occupa esclusivamente della scrittura dei comandi da associare al proprio script mentre la libreria si fa carico di quelle incombenze ripetitive come il controllo delle opzioni e degli argomenti, la gestione della verbosità e la gestione dell'interazione con l'utente.

Come tutti i programmi creati grazie a questa componente anche Composer espone un metodo per ottenere la lista completa dei comandi disponibili. Se avete installato l'eseguibile di Composer digitate da linea di comando

composer list

per ottenere una lista dei comandi disponibili con una breve descrizione associata. Per avere maggiori dettagli su come richiamare un comando, ad esempio sulle opzioni o gli argomenti richiesti, è possibile digitare da linea di comando composer help seguito dal nome del comando, ad esempio:

composer list help

Vediamo una carrellata dei principali comandi utili nello sviluppo che si possono dividere in due categorie: quelli relativi all'installazione globale e all'eseguibile di Composer e quelli che servono concretamente al nostro progetto. I primi possono essere chiamati da qualsiasi directory, i secondi invece devono essere richiamati dalla directory contenente il nostro file composer.json o che comunque lo conterrà quando lo creeremo (in genere la root del nostro progetto).

Comandi relativi all'eseguibile o globali

Come visto nel capitolo precedente è possibile controllare la versione installata di Composer con il comando composer -V che riporta anche la data di rilascio. Per controllare se questa versione è stata superata da una più recente (outdated) è possibile fare riferimento al sito web ufficiale del progetto. In caso positivo è possibile autoaggiornare l'eseguibile con questo comando:

composer self-update

richiamato con privilegi di root/amministratore se abbiamo fatto l'installazione globale. Consiglio di effettuare l'aggiornamento periodicamente come ci viene ricordato se eseguiamo qualsiasi comando con una versione installata da più di 30 giorni.

Un altro comando utile è quello per la diagnostica: composer diagnose. Questo comando si occupa di effettuare un controllo del nostro sistema e ci può dire se sono presenti impedimenti all'utilizzo pratico dell'applicazione.

Comandi relativi alle dipendenze del nostro progetto

Veniamo al cuore di Composer, cioè ai comandi che servono a gestire le nostre dipendenze e che dobbiamo richiamare dalla directory root del nostro progetto. La prima cosa da fare è creare il nostro file di configurazione composer.json. Possiamo crearlo manualmente, come vedremo in seguito, oppure possiamo fare in modo che venga creato in automatico grazie al comando composer init che in maniera interattiva richiede varie informazioni.

Da linea di comando possiamo anche gestire le dipendenze aggiungendole con:

composer require nome/dipendenza

che in automatico installa l'ultima versione disponibile, è però possibile specificare la versione da installare inserendola alla fine del comando preceduta da uno spazio o dal segno di uguale. Le dipendenze possono essere rimosse con:

composer remove nome/dipendenza

Entrambi i comandi vanno a modificare esclusivamente il pacchetto specificato.

Una volta che il nostro file di configurazione è stato creato (manualmente o tramite l'eseguibile) possiamo validarlo con il comando composer validate per essere sicuri che sia correttamente formattato, soprattutto se l'abbiamo modificato manualmente. Se non ci sono problemi possiamo installare le nostre dipendenze tramite il comando composer install che controlla in maniera ricorsiva tutte le dipendenze dirette e indirette del nostro progetto installandole se non vengono riscontrati problemi di compatibilità.

In caso contrario l'eseguibile ci comunica quale pacchetto crea il problema e ci suggerisce come agire per aggirarlo. Vedremo in dettaglio cosa significa questo in un prossimo capitolo.

In maniera analoga è possibile aggiornare tutte le nostre dipendenze con il comando composer update. Sarebbe buona norma prima di fare questo passo controllare la presenza di versioni superate richiamando composer outdated.

Tutti i comandi relativi al nostro file di configurazione si occupano anche di creare l'autoloader di cui abbiamo parlato nel capitolo introduttivo. Di default l'autoloader non è ottimizzato e questo va bene per l'ambiente di sviluppo. Quando invece vogliamo portare il nostro progetto in produzione abbiamo la possibilità di ottimizzare l'autoloader in modo da incrementare le prestazioni utilizzando il comando:

composer dump-autoload --optimize --no-dev

Comandi per la ricerca dei pacchetti

Infine, come altri gestori di pacchetti, anche Composer ha la possibilità di fare ricerche sull'archivio dei pacchetti, rendere visibili le informazioni di uno specifico pacchetto, mostrarne la licenza, mostrare la home page del relativo progetto. Tutte queste azioni però sono più semplici da eseguire direttamente dal sito di Packagist come vedremo nel relativo capitolo della guida.


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