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Slax: la distribuzione modulare

Slax sta nel taschino. La distribuzione Linux modulare, leggera e portabile che permette di costruire il sistema secondo le necessità richieste da chi la usa
Slax sta nel taschino. La distribuzione Linux modulare, leggera e portabile che permette di costruire il sistema secondo le necessità richieste da chi la usa
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Avere sempre a portata di mano una distribuzione GNU/Linux è divenuto bisogno primario per molte persone: i motivi sono molteplici, e, comunque, fa sempre comodo avere accesso in qualunque momento ad una versione del pinguino senza necessità di installazione. Se, poi, si riesce ad averlo sempre in tasca grazie ad una comune penna USB, il quadro è perfetto. Tutto ciò è possibile, grazie ad una distribuzione GNU/Linux molto semplice e leggera: SLAX.

Basata sulla celebre Slackware, riesce a fornire in meno di 200 MByte tutti i più comuni strumenti la gestione del proprio sistema operativo, garantendo ottimi risultati. È disponibile in due versioni: la prima, come le maggiori distribuzioni Linux, in formato LiveCD, e la seconda in formato LiveUSB, avviabile da un semplice dispositivo di archiviazione USB.

Non necessita di installazione su disco fisso, motivo per cui può essere utilizzata anche dai meno esperti per avvicinarsi al mondo Linux senza correre il rischio di arrecare danni ai propri dati salvati. La caratteristica che la contraddistingue da tante altre distribuzioni Live è la presenza di un'unica applicazione per svolgere un determinato compito: di conseguenza, niente più smisurati elenchi di programmi inutili. SLAX è disponibile in ben cinque versioni diverse oltre quella standard, ognuna con delle caratteristiche che la contraddistinguono: KillBill, Server, PopCorn, Frodo e Boot CD.

KillBill fornisce strumenti per utilizzare applicazioni originariamente sviluppate per Windows in ambiente Linux, come ad esempio Wine o DOSBox, e l'emulatore di macchine virtuali Qemu. La versione Server, come lascia intuire lo stesso nome, fornisce programmi di frequente utilizzo in ambienti server: DNS, MySQL, HTTP, FTP e tanti altri. PopCorn, dalle dimensioni più ridotte rispetto a tutte le altre versioni, contiene applicazioni per lo svago ed il tempo libero, come ad esempio il riproduttore Beep Media Player, il client di messaggistica istantanea Pidgin e il browser Mozilla Firefox. Frodo si adatta alle capacità dei più esperti, presentandosi unicamente via riga di comando, senza alcuna interfaccia grafica. Infine, Boot CD permette di effettuare l'avvio da periferiche USB su macchine che non lo permettono direttamente.

La più recente versione è stata rilasciata all'inizio di Febbraio, con l'annuncio di SLAX 6.0 effettuato dal mantainer della distribuzione, Tomas Matejicek, sul blog della distro.

a ufficializzato un changelog ufficiale che spieghi nel dettaglio quali siano state le novità introdotte in questo rilascio, ma le novità principali sono l'introduzione di una nuova versione del kernel Linux, la 2.6.24, e la possibilità di modificare e gestire driver e file di configurazione direttamente all'interno di SLAX.

Questa distribuzione non è dotata di un unico ambiente desktop: la versione standard e KillBill sono dotate di KDE, nell'ultimo rilascio aggiornato alla versione 3.5.8, mentre la versione PopCorn sfrutta la leggerezza di XFCE; in alternativa, è possibile utilizzare su ogni versione Fluxbox, tranne che su Frodo, che, come detto, è privo di ogni interfaccia grafica.

SLAX è stata realizzata con l'ausilio dei Linux Live Scripts, dei comodi strumenti per la realizzazione di versioni Live di Linux creati dallo stesso ideatore di SLAX: per questo motivo, grazie ai Linux Live Scripts è possibile modificare questa distribuzione, e averne una propria versione personalizzata, con le applicazioni e gli strumenti che fanno al caso nostro.

Le caratteristiche minime richieste per poter avviare SLAX sono molto esigue: un processore con architettura i486 o superiore, un lettore CD per la versione LiveCD o un dispositivo USB per la versione LiveCD, un BIOS che permette l'avvio da CD o USB, e un quantitativo di RAM compreso tra 30 e 128 MegaByte, a seconda se si scelga la versione priva di interfaccia grafica, quella con XFCE o quella con KDE.

La documentazione ufficiale fornita è al momento alquanto scarna, ma garantisce comunque una buona base per chiunque si avvicini per la prima volta a questa distribuzione. La realizzazione di un dispositivo dal quale avviare SLAX è davvero molto semplice: per la versione LiveCD, è sufficiente masterizzare l'immagine ISO su un comune CD, e scegliere al momento dell'avvio del PC di utilizzare questo CD. Per quanto riguarda, invece, la LiveUSB, il discorso è leggermente diverso, ma non meno semplice: una volta scaricato l'archivio in formato TAR, bisogna decomprimerlo all'interno della cartella principale della periferica USB, e successivamente avviare lo script bootinst.sh se ci si trova già in ambiente Linux, o bottinst.bat se ci si trova in ambienti Windows, entrambi presenti nella cartella /boot creata dopo la decompressione.

Questi script installeranno il bootloader Syslinux, che però funzionerà solo se il dispositivo USB è formattato con il file di sistema FAT.

SLAX rappresenta una valida scelta per chiunque abbia bisogno di avere con sè in ogni momento la propria distribuzione Linux, ma anche per chi necessita di uno strumento per riparare le proprie partizioni che presentano problemi all'avvio. Ottenerla è molto semplice, in quanto il mirror ufficiale è pronto per fornire entrambe le versioni di SLAX. Esistono, inoltre, versioni localizzate di SLAX, e tra le lingue presenti figura anche l'italiano, sia per la versione ISO che per quella TAR.


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