XHTML tools: editor e convertitori

17 marzo 2006

In questa lezione vedremo con quali strumenti è possibile creare documenti XHTML. Valuteremo due diverse situazioni: creare pagine ex novo e convertire vecchi documenti.

Editor

Scrivere in XHTML richiede, una grande attenzione al codice. Per certi versi, il passaggio ad un linguaggio così rigido nelle sue regole è anche la vendetta degli editor testuali su quelli visuali. Chiariamoci subito: chi scrive è stato per anni sostenitore ed utilizzatore soddisfatto di editor WYSIWYG. Ma scrivere XHTML con questi tools è addirittura controproducente. Lavorando in modalità solo visuale la speranza di avere un documento valido è praticamente nulla. Correggere tutto porta via troppo tempo. Meglio scrivere con un buon editor testuale, magari fornito di funzionalità avanzate come l’autocompletamento del codice. La speranza, che è quasi certezza stando alle dichiarazioni delle software house, è che gli eredi delle attuali versioni di Dreamweaver o GoLive offriranno un supporto maggiore verso gli standard.

A proposito di Dreamweaver, abbiamo inserito nei riferimenti a fondo pagina un ottimo tutorial curato da Jeffrey Zeldman che offre una serie di utili suggerimenti per settare efficacemente il software di Macromedia in vista di un suo utilizzo (sempre imperfetto) come editor XHTML.

Passiamo ora in rassegna quelli che appaiono oggi i tool più efficaci. Abbiamo limitato la scelta a quelli che ci paiono i migliori editor per il mondo Windows e Mac, di cui abbiamo preso in esame solo il supporto di XHTML.

Macromedia Home Site 5.0 (Windows)

Home Site 5 è un programma eccellente sotto vari aspetti e il supporto di XHTML è certamente notevole. Se si crea un nuovo documento con il wizard iniziale e si sceglie XHTML come formato, il programma adotta automaticemente l’opzione “Set Document as XHTML”, inserendo il DOCTYPE scelto dall’utente, configurando nel modo giusto i tag di chiusura e usando solo le lettere minuscole. Stupisce negativamente che non venga inserito l’attributo xmlns nel tag <html> di apertura: si tratta come sappiamo di una delle quattro regole di base di XHTML.

Dopo che si è scritto il codice, Home Site ci viene incontro con un’utile funzione di validazione, ma purtroppo solo per la DTD Strict. Essa è comunque molto precisa nella segnalazione degli errori.

Home Site fornisce anche potenti funzionalità come l’autocompletamento e il cosiddetto “tag insight”. Usando quest’ultimo, mentre si opera all’interno di un tag, viene automaticamente visualizzato un piccolo box con tutti i possibili attributi, rendendo così la scrittura molto più rapida. Purtroppo il “tag insight” non è di tipo intelligente, nel senso che non si adegua alla DTD preselta. È una funzionalità davvero utilissima di cui è invece dotato uno dei programmi di cui parleremo più avanti.

Le piccole pecche cui si è accennato sono comunque compensate dalla presenza nel programma di una versione Macromedia di HTML Tidy, un potente convertitore che se ben settato riesce a trasformare in XHTML e rendere valido qualunque documento. Ne parleremo più avanti.

Altova XML Spy 4.0

XML Spy è un altro grande prodotto, ma le sue caratteristiche sono molto diverse da quelle Home Site. Mentre il software di Macromedia è infatti esplicitamente rivolto al web design, il programma della austriaca Altova è tutto centrato su XML. Con esso potrete praticamente produrre qualunque documento legato a XML: fogli di stile XSL, schemi, DTD complesse, file WML, SVG o RDF. Essendo XHTML parte integrante di questa grande famiglia non poteva mancare un supporto per questo linguaggio.

La natura di editor XML è evidente per chi viene dal mondo del web design. In XML Spy (la cui interfaccia non è delle più intuitive) si lavora a livelli di astrazione notevoli, non c’è praticamente spazio per ausilii visivi o per wizard di qualunque tipo, anche se il programma consente una preview interna sfruttando la presenza di Internet Explorer. Carente risulta anche l’aiuto in linea.

Nonostante ciò, è dotato di alcune caratteristiche davvero straordinarie. Il controllo sulla validità e sulla correttezza formale è incredibilmente preciso ed efficace, al punto da rendere praticamente inutile la validazione del W3C. Questo perchè tratta i documenti come XML e quindi effettua un confronto severo rispetto alle DTD (di cui una copia è presente anche in locale). Inoltre, la sua funzionalità di tag insight è intelligente. Se, ad esempio, si sceglie la DTD Strict, nel piccolo box compariranno solo gli attributi consentiti in quella DTD. Si passa alla Transitional? Ecco che il software si adegua fornendo gli attributi corrispondenti.

Concludendo. Un programma eccellente, ma che risulterà forse un pò ostico a chi è abituato a pensare ad una pagina web principamente in termini visuali.

Una recensione ampia del programma (centrata però su XML) è stata pubblicata sul numero di dicembre 2001 di PC Professionale ed è disponibile sul sito della rivista.

BB Edit 6.5 (Mac)

Se lavorate in ambiente Mac, la scelta è quasi obbligata: BB Edit di Bare Bones Software. La versione 6.5 è disponibile anche per il nuovo MacOs X ed offre un supporto validissimo per XHTML.

Anche qui, come in Home Site, quando si crea un nuovo documento si può contare su una sorta di wizard iniziale che consente di settare gli elementi di base del documento. Rispetto ad Home Site le opzioni sono però molto più numerose: è possibile scegliere il DOCTYPE, impostare la codifica dei caratteri, il titolo, inserire o meno la dichiarazione XML. BB Edit, inoltre, inserisce correttamente il namespace XHTML. Al termine della procedura abbiamo un documento XHTML di base valido e completo.

Al posto del tag insight, in BB Edit troviamo un eccellente tag maker, anch’esso sensibile al contesto e alla DTD prescelta. Il tag maker è attivabile in vari modi, ma purtroppo non automaticamente. Una pecca tutto sommato piccola, se ci si abitua alle scorciatoie di tastiera e se si valuta il set di funzionalità di questo programma che è certamente il miglior editor di file testuali del mondo Mac e non solo.

Convertitori

Se si ha la necessità di convertire molte pagine HTML in XHTML si hanno due possibilità. Affrontare un’estenuante operazione di riscrittura manuale (magari con uso massiccio di “Trova e sostituisci”) o usare HTML Tidy.

Si tratta di una straordinaria utility creata da Dave Raggett pubblicata sotto licenza Open Source e disponibile per un numero incredibile di piattaforme. Cosa fa? Semplice: dato un file di configurazione in cui sono contenute le regole di trasformazione, il programma ripulisce le vecchie pagine e le adegua allo standard XHTML. Il numero delle opzioni selezionabili è notevole, alcune riguardano aspetti (come la codifica dei caratteri e delle entità) certamente criptici per i non esperti. In questo e nel fatto di essere utilizzabile solo da linea di comando sta la sua maggiore difficoltà d’uso. Una volta che si siano imparate le regole, comunque, si rivela uno strumento efficace e insostituibile. Per chi volesse contare sulla potenza di HTML Tidy ma sfruttando un’interfaccia amichevole rimane la possibilità di usare il tool integrato in Home Site 5.0 di cui si è parlato.

Riferimenti

Dreamweaver e XHTML: come usare il popolare software di Macromedia per scrivere XHTML valido (o quasi).

Home Site 5.0: presentazione del prodotto e supporto sul sito di Macromedia.

XML Spy 4.0: la home page di uno dei migliori editor XML.

BB Edit: il sito di Bare Bones Software.

HTML Tidy: regole, impostazioni, tutorial e download di questo utilissimo e potente strumento di conversione.

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