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Introduzione ad HTTP2, il nuovo protocollo proposto come standard per il web, che dovrebbe rimpiazzare HTTP offrendo diverse funzionalità innovative.
Introduzione ad HTTP2, il nuovo protocollo proposto come standard per il web, che dovrebbe rimpiazzare HTTP offrendo diverse funzionalità innovative.
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16 anni dopo l’adozione ufficiale di HTTP 1.1, la versione attualmente in uso nella maggior parte dei server Web pubblici, l’Internet Engineering Steering Group (IESG) ha approvato la pubblicazione come Proposed Standard per la comunicazione sul World Wide Web di HTTP/2, la seconda versione del protocollo HTTP. Buona parte delle caratteristiche di HTTP/2 sono ereditate da SPDY, un protocollo sperimentale sviluppato da Google presentato nel 2009 e già supportato nelle versioni più recenti di browser quali Chrome, Firefox ed Opera.

Ilya Grigorik, nel suo libro “High Performance Browser Networking” (gratuito e liberamente consultabile) individua i cinque criteri seguiti dagli ingegneri di Google per rispondere ai limiti nelle prestazioni di HTTP/1.1 emersi durante gli anni del suo utilizzo quale protocollo di trasporto dei dati nel World Wide Web:

  1. ottenere una riduzione del 50% nel tempo di caricamento delle pagine;
  2. evitare assolutamente modifiche ai siti web;
  3. minimizzare la complessità di deployment del protocollo, ed evitare cambiamenti nell’infrastruttura di rete;
  4. sviluppare il protocollo in sinergia con la comunità open source;
  5. raccogliere dati reali sulla performance del protocollo sperimentale, in modo tale da correggerne eventuali ipotesi erronee.

Il criterio più significativo è sicuramente il primo: alcuni studi hanno infatti dimostrato l'importanza dei tempi di caricamento, soprattutto quando la banda è ridotta (situazione tipica, ad esempio, dei sistemi mobili). In SPDY si è perciò deciso di utilizzare meglio la connessione TCP sottostante, introducendo un livello di framing binario per permettere il multiplexing di richieste e risposte, la prioritizzazione e la compressione delle intestazioni.

Già con SPDY si misurava un aumento della velocità di caricamento delle pagine superiore al 55%. A seguito dell’adozione da parte dei maggiori browser del supporto a SPDY, l’HTTP Working Group (HTTP-WG) ne adottò la specifica come punto di partenza per lo sviluppo di un nuovo protocollo standard, HTTP/2: SPDY avrebbe svolto il ruolo di branch sperimentale. Dopo circa 3 anni di lavoro, la specifica di HTTP/2 è pronta, e lo sono anche le implementazioni di client e server.

Nel seguito di questa guida analizzeremo brevemente le principali caratteristiche di HTTP/2, per poi vedere più approfonditamente le modalità implementative, sia lato server che lato client.


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