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Epiphany: il presente e il futuro

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Lo scorso 11 settembre, il team di Gnome ha rilasciato la versione 2.4 del sistema desktop. Un evento sempre atteso con partecipazione dalla comunità del free sotware. Secondo te quali sono le maggiori novità in GNOME 2.4?

Mi pare che la novità più interessante sia l'introduzione di diverse nuove applicazioni. In particolare GnomeMeeting, un programma per le conferenze video, GPdf, un nuovo visualizzatore di PDF ed Epiphany, un web browser basato sul motore di rendering di mozilla. Ma anche le applicazioni già presenti hanno subito miglioramenti. Per esempio Nautilus è ora in grado di scrivere cd-rom e le icone possono essere allineate in una griglia. Il pannello è stata semplificato con la riduzione ad un solo tipo configurabile.

In Gnome 2.4 c'è una novità che ti tocca da vicino: l'inclusione ufficiale del tuo progtto Epiphany come browser?

Epiphany è nato come progetto ad uso personale dopo la mia decisione di lasciare lo sviluppo di Galeon. È diventato qualcosa di più solo grazie al supporto di diverse persone coinvolte nello sviluppo di GNOME, che lo ritenevano una buona scelta come browser ufficiale di GNOME. Quindi, in un certo senso, me lo aspettavo. Quello che mi ha sorpreso è stato l'entusiasmo che il progetto ha generato e il forte supporto di quasi tutta la community nonstante gli aspetti problematici (come il conflitto con Galeon e la parziale sovrapposizione di obbiettivi con Firebird).

In cosa è diverso Epiphany rispetto a Galeon?

Innanzitutto non c'è nessuna discontinuità tra lo sviluppo della versione 1.3 di Galeon, che ho condotto per la maggior parte, ed Epiphany. Entrambi si sono proposti di ritornare a quelli che erano gli obbiettivi originali del progetto: un browser che si concentrasse esclusivamente sul task principale, ovvero navigare il web. Volevamo costruire un applicazione che tutti potessero usare, diversamente dalla maggior parte delle applicazioni linux che richiedono una buona competenza tecnica.

In concreto le differenze (che io ritengo miglioramenti) rispetto alla versione 1.2 di Galeon sono:

  • Una struttura dei menu e un dialogo delle preferenze molto molto più semplici. Non si è trattato (per la gran parte) di rimuovere funzionalità ma di integrare il browser con le altre componenti del desktop, per esempio utilizzando impostazioni globali per i proxy, i temi di GNOME per le icone e lo spinner, e di risolvere i prolemi che avevano richiesto un'interfaccia più complessa, per esempio un algoritmo di calcolo della grandezza dei tabs più efficiente, che non richiedesse all'utente di configurarlo manualmente. Riteniamo che le applicazioni debbano semplicemente funzionare, senza che l'utente debba destreggiarsi in una miriade di preferenze per ottenere un migliore funzionamento.
  • Una modalità associativa di accesso ai bookmarks. Le gerarchie hanno dimostrato di non essere sufficientemente flessibili, efficienti e comunque di difficile comprensione per gli utenti non tecnici. Sebbene l'interfaccia sia da considerare ancora sperimentale, ritengo che abbiamo già raggiunto buoni risultati, per esempio consentendo di associare facilemente un bookmark a topics multipli e sviluppando un interfaccia molto pulita per l'editing che può essere utilizzata anche per l'accesso ai bookmarks direttamente dal desktop.

Prima di Epiphany il brower utilizzato in Gnome era Galeon. Quali sono stati i, secondo te, i motivi che hanno portato alla sua sostituzione?

Non si è trattato di una vera e propria sostituzione per due ragioni. Una, più che altro formale, è che Galeon non è mai stato il browser uffficiale di GNOME, al massimo forse il più usato dagli utenti GNOME.

La seconda, e a mio parere più importante, è che Epiphany è una continuazione del lavoro svolto su Galeon in una direzione più simile a quella di GNOME stesso. Fin dall'inizio, nel team di sviluppo di Galeon c'è stata una forte contrapposizione, tra un approccio che prediligeva la semplicità, il "just work", la ricerca di soluzioni che funzionassero anche per gli utenti comuni e una tendenza allo sviluppo continuo di funzionalità complesse, tecniche, spesso difficili da usare ma che attraevano fortemente i tipici utenti linux e, devo ammetterlo, sono state una delle componenti del successo di Galeon.

Quando GNOME stesso si è mosso con forza nella direzione del "just work", è stato necessaria una separazione perché queste due tendenze potessero svilupparsi al massimo delle loro possibilità.

Credo che Epiphany fosse la scelta naturale per GNOME: sebbene non sia stato facile decidere di non adottare un browser popolare come Galeon, il supporto della community è stato chiaramente in questa direzione.

Il team di sviluppo di Mozilla sta cercando con Firebird di rendere più leggero Mozilla. Cosa pensi di Firebird?

Firebird è un progetto molto interessante ed ha già raggiunto buoni risultati nella semplificazione dell'interfaccia. Penso sarà di grande importanza per acquisire più utenti soprattutto nel mondo windows. È un primo passo nella "decostruzione" del browser come applicazione monolitica ma credo sia necessario andare più a fondo: l'integrazione del browser nel sistema deve essere gradualemente spinta all'estremo di ridurlo ad un visualizzatore di html.

Hai toccato un punto importante: cosa si intende per integrazione del browser con il sistema operativo e perché è così importante?

È difficile definre cosa si intenda per integrazione del browser nel sistema perché include una molteplicità di aspetti.

Ad un livello molto elementare, ma non per questo meno importante per l'utente, significa utilizzare lo stesso toolkit grafico delle altre applicazioni in modo che l'apparenza grafica e i comportamenti siano gli stessi. Significa inoltre seguire delle linee guida condivise, in modo che per esempio sia semplice trovare un menu o utilizzare la stessa combinazione di tasti per accedere ad una funzione.

Ad un livello più avanzato significa l'abbandono del browser come applicazione a sè stante. La configurazione dei proxy, delle password, l'accesso ai bookmarks, la selezione dei font ... non sono funzionalità proprie esclusivamente del browser e dovrebbero essere condivise con le altre componenti del sistema.

Semplificando molto credo che i vantaggi di un browser integrato siano:

  • Maggiore usabilità. Interfacce grafiche uniformi, modalità di accesso alle informazioni condivise (bookmarks), impostazioni che abbiano un effetto globale, semplificano la vita all'utente evitando di occuparne la memoria (e la pazienza) con troppe modalità di interazione differenti.
  • Riutilizzo delle risorse. Mozilla è stato costretto a reinventare una quantità di tecnologie esistenti per essere multipiattaforma, per citarne alcuni: il toolkit grafico, il sistema delle traduzioni, i temi.

Per il futuro? Cosa manca ancora a questo browser?

C'è ancora molta strada da fare ma credo abbiamo scelto la direzione giusta. Ci sono ancora aspetti troppo complicati, per esempio la configurazione dei font e ci sono funzionalità che necessitano una maggiore integrazione, per esempio la gestione dei bookmarks. Penso che la sfida più difficile ed interessante sarà sviluppare una modalità associativa di accesso alle informazioni (che siano siti web, persone, documenti o video) e riuscire ad utilizzarle uniformemente in tutte le applicazioni del desktop, browser incluso. I piani del progetto sono comunque visibili all'indirizzo http://epiphany.mozdev.org/plan.html.


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