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Introduzione a Flash Catalyst

Prima panoramica su Flash Catalyst (ex Thermo), presentato al Max 2008, che renderà più semplice e veloce il procedimento di creazione di un'applicazione
Prima panoramica su Flash Catalyst (ex Thermo), presentato al Max 2008, che renderà più semplice e veloce il procedimento di creazione di un'applicazione
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All'Adobe Max 2007 era stato presentato un prodotto che, già allora, destò grande interesse: si trattava di un software con nome provvisorio Thermo, e nonostante la presentazione piuttosto breve, fece grande scalpore vedere un layout creato in Photoshop prendere letteralmente vita, con la trasformazione degli oggetti grafici in elementi interattivi come barre di scorrimento, form compilabili, campi di ricerca e quant'altro.

Esattamente un anno dopo, al Max 2008, nuovi veli sono caduti e insieme al nome ufficiale del prodotto (Flash Catalyst) sono stati rilasciati maggiori dettagli sul suo funzionamento, anche se ad oggi non è ancora disponibile una beta scaricabile (tuttavia al MAX sono stati distribuiti DVD contenenti una beta di Catalyst, ma solo per Macintosh) e non sono ancora state divulgate date di rilascio ufficiali.

Si è parlato di Flash Catalyst anche al MAX Europe svoltosi a Milano, a tal proposito è presente anche un'intervista su ICTV.

Ma che cos'è Flash Catalyst? Quali software coinvolge e come può migliorare il flusso di creazione di un'applicazione? È quanto andremo a scoprire in questo articolo.

Che cos'è Flash Catalyst?

Si può dire che lo scopo principale di Catalyst sia quello di avvicinare il designer allo sviluppatore, pur senza voler "mescolare" i ruoli: un designer potrà infatti utilizzare le composizioni create in Photoshop, Illustrator o Fireworks e definire in Catalyst il loro comportamento ed eventuali effetti di transizione o movimento, questo può essere molto utile in quanto non sarà necessario attendere che il programmatore renda interattive le componenti, per vederne l'aspetto visivo durante il funzionamento, ma si potrà operare in autonomia e apportare, fin da subito, le correzioni grafiche desiderate.

Può infatti capitare che un elemento grafico, che appare molto gradevole con la struttura "fissa", risulti poi meno affascinante durante l'utilizzo dell'applicazione: se prima ci si poteva accorgere "troppo tardi" di questi problemi, Catalyst faciliterà di molto la vita al designer, anche perché tutti i livelli, del file sorgente, verranno mantenuti intatti in Catalyst, inoltre per i componenti, come ad esempio i bottoni, sarà possibile vedere direttamente in azione i vari stati (mouse over, premuto, mouse out, etc).

Qualora un determinato oggetto dovesse essere modificato, sarà sempre possibile apportare i cambiamenti al file originale, senza dover poi rieseguire da capo le parti di interattività in Catalyst: saranno aggiornati solo gli elementi modificati, senza che venga annullata nessuna delle conversioni fatte in Catalyst; molte modifiche o aggiunte possono essere fatte all'interno di Catalyst stesso, ad esempio nella modifica dei gradienti oppure per aggiungere degli elementi grafici semplici.

Tutti gli elementi che vengono resi interattivi in Catalyst vengono tradotti in codice MXML, quindi facilmente modificabile tramite il Flex Builder: lo sviluppatore potrà quindi inserire nuove funzionalità, aggiungere codice ActionScript 3, modificare i comportamenti dei componenti o rendere dinamiche le fonti di dati, il tutto usando un linguaggio a lui già conosciuto.

A tal proposito consideriamo che Flash Catalyst vedrà la miglior integrazione con la prossima versione di Flex, la 4 (codename Gumbo), attualmente in beta.

Un designer un po' sviluppatore?

Sicuramente la semplicità offerta da Catalyst nel convertire elementi grafici in oggetti interattivi potrebbe far pensare che un designer sarà in grado di realizzare da solo un'applicazione, senza conoscere particolarmente la programmazione MXML o ActionScript; questo in parte può essere vero, ma solo se limitato a RIA piuttosto basilari (c'è anche un esempio di un semplicissimo portfolio di immagini sul blog dedicato a Catalyst), in quanto, per un'interazione avanzata con l'utente, fonti dati dinamiche, comunicazione con linguaggi lato server e altro ancora, sarà comunque necessario intervenire via codice: Catalyst è in grado di generare il codice MXML per le tipologie di componenti da lui supportate, ma chiaramente per creare applicazioni mediamente complesse bisognerà comunque intervenire in fase di programmazione.

Il software non vuole "trasformare" i grafici in programmatori, ma vuole dare loro degli strumenti tali da poter vedere la propria grafica "in azione", senza attendere l'intervento dello sviluppatore; ovviamente lo stesso sviluppatore trarrà vantaggio da questa situazione in quanto potrebbe trovarsi un punto di partenza non più costituito dalla sola grafica, ma consistente in una bozza di applicazione già realizzata da espandere e migliorare, il che gli consentirà ovviamente di risparmiare molto tempo.

Possiamo quindi dire che Catalyst è un software pensato principalmente per i designer, che però non mancherà di avvantaggiare anche gli sviluppatori, trovando quindi il sui utilizzo ideale in team "misti" divisi tra comparto grafico e comparto programmazione.

Un software pensato per le RIA

Flash Catalyst (a dispetto del nome che potrebbe far pensare a un'interazione stretta con Flash) è pensato principalmente per l'interazione con Flex (a riprova di questo basti pensare al fatto che in output viene generato del codice MXML), proprio quel Flex che dal punto di vista della grafica richiede, finora, operazioni a volte macchinose per importare grafica ed elementi multimediali accattivanti, aspetto sotto il quale è decisamente svantaggiato rispetto a Flash; possiamo quindi facilmente intuire come venga pressoché abbattuto il tempo solitamente necessario per convertire un layout da PSD o AI per poterlo utilizzare in Flex e di conseguenza perché Catalyst già al Max 2007, quando ancora veniva chiamato Thermo, destò enorme interesse: consentiva di conservare la potenza di programmazione garantita da Flex, e le ottime possibilità da esso fornite nella creazione della RIA, e in più aggiungeva la possibilità di integrarvi layout avanzati, in tempi ancor più brevi di quanto sia possibile fare con Flash, che dalla versione CS3 supporta l'importazione nativa proprio per file di Photoshop e Illustrator, ma in alcuni casi non è precisissimo (o opera conversioni non adatte poi all'animazione del layout).

Conclusioni

Le premesse e la curiosità che circondano Catalyst fanno capire come sia un software piuttosto atteso, grazie anche agli esempi e filmati che si sono visti finora (come ad esempio quello della newsletter di dicembre di Adobe Edge): probabilmente dire che questo software potrebbe rivoluzionare il mondo delle RIA è eccessivo, ma non c'è dubbio che renderà più semplice e veloce il procedimento di creazione di un'applicazione a qualsiasi team che faccia un intensivo uso della Creative Suite e di Flex.


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