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Truffe: ondata di falsi SMS dall'ASL, tante segnalazioni e tanti utenti a rischio

Nuova ondata di smishing: falsi SMS ATS/ASL truffano i cittadini con numeri a pagamento. Tutti i rischi e i consigli per difendersi.
Truffe: ondata di falsi SMS dall'ASL, tante segnalazioni e tanti utenti a rischio
Nuova ondata di smishing: falsi SMS ATS/ASL truffano i cittadini con numeri a pagamento. Tutti i rischi e i consigli per difendersi.
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In Italia e in particolar modo in Lombardia si sta registrando un preoccupante aumento di casi di smishing, una delle più insidiose forme di truffa digitale che sfrutta la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.

Questa nuova ondata di SMS ingannevoli si presenta con una veste sempre più sofisticata, puntando sulla credibilità di enti come ATS (Agenzia di tutela della salute) o, per maggiore efficacia, sulla vecchia sigla ASL, nel tentativo di carpire la buona fede degli utenti. La sanità pubblica, così, diventa il pretesto perfetto per i cybercriminali che vogliono mettere le mani su informazioni e risorse economiche dei cittadini.

Schema efficace

Le segnalazioni che stanno arrivando descrivono uno schema ormai rodato e pericolosamente efficace: i truffatori inviano SMS ingannevoli che, con toni allarmistici e promesse di “informazioni riservate”, invitano i destinatari a contattare un numero a pagamento con prefisso 895.

Questi numeri sono tristemente noti per essere associati a servizi premium che comportano addebiti estremamente elevati sulla bolletta telefonica, spesso senza che la vittima se ne accorga immediatamente.

Attenzione ai dati

Il rischio, però, non si limita al danno economico. Chi cade nella trappola potrebbe essere indotto a fornire dati personali di grande valore per i truffatori: informazioni anagrafiche, codici fiscali, dati sanitari o bancari.

In alcuni casi, rispondere a questi messaggi o cliccare su eventuali link contenuti può esporre il proprio smartphone o computer a infezioni informatiche, come malware e spyware, che mettono ulteriormente a repentaglio la sicurezza dei dati e delle risorse personali.

La posizione delle autorità sanitarie

Le autorità sanitarie hanno voluto ribadire con fermezza che nessun ente del sistema sanitario, sia esso ATS o altra struttura, utilizza gli SMS per richiedere ai cittadini di contattare numeri a pagamento o di fornire dati sensibili tramite messaggistica. L’indicazione è chiara e inequivocabile: bisogna ignorare completamente questi messaggi, evitando di cliccare su link o di chiamare numeri sospetti, per non esporsi a rischi inutili.

Come proteggersi

Per proteggersi, il consiglio più prezioso resta quello di verificare i contatti ufficiali in caso di comunicazioni sospette. Prima di rispondere a un messaggio o di fornire informazioni personali, è sempre opportuno consultare i siti ufficiali degli enti sanitari o delle istituzioni coinvolte, dove sono disponibili numeri di telefono e indirizzi email autentici. Un semplice controllo può fare la differenza tra mantenere al sicuro i propri dati e cadere vittima di una frode ben organizzata.

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