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VirtualBox 7.0: arrivato il supporto a DXVK ed al Secure Boot

Virtualbox 7.0: è stato implementato il supporto al Secure Boot ed al 3D stack DXVK.
Virtualbox 7.0: è stato implementato il supporto al Secure Boot ed al 3D stack DXVK.
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Il team di coder Oracle ha rilasciato una nuova major release di VirtualBox, ovvero il famoso software open source ideato per l'esecuzione di macchine virtuali su sistemi x86. VirtualBox 7.0 implementa una serie di novità interessanti che vanno concretamente a migliorare la user experience del programma. Una delle innovazioni di maggiore rilievo presente in tale build è il supporto all'avvio dei sistemi operativi con Secure Boot. Si tratta nel dettaglio della security feature, dei PC UEFI, progettata per impedire il caricamento di software dannoso al boot del computer. Tale funzione è ormai presente in quasi tutti i device in commercio, dunque il supporto a Secure Boot è un ottima aggiunta a VirtualBox, che permetterà di testare software o configurazioni varie in un ambiente con tale impostazione abilitata.

Sempre in VirtualBox 7.0 è stato inserito il supporto ai virtual TPM (Trusted Platform Module) 1.2 e 2.0 device, ovvero quei chip presenti nelle schede madri utilizzati per irrobustire la sicurezza delle piattaforme hardware. Grazie a questo aggiornamento adesso sono garantite tutte le funzionalità con i guest Windows 11.

In VirtualBox 7.0 è stato implementato anche il supporto per le fully encrypted virtual machine tramite CLI (Command Line Interface). Tale funzionalità consente dunque di eseguire, senza configurazioni particolari, delle macchine virtuali completamente crittografate non solo durante l'esecuzione anche per quanto concerne i configuration log ed i relativi saved state della machina virtuale.

Questa major release integra due nuovi 3D stack, ovvero il Direct3D 11 graphics stack per i sistemi host Windows mentre per Linux è stato finalmente introdotto DXVK, ovvero il Vulkan-based translation layer per le Direct3D 9/10/11 che consente l'avvio di applicativi 3D su Linux.

Altra novità interessante riguarda l'adozione di Vorbis come default audio codec per le registrazioni audio con i WebM container. Il vecchio codec Opus è stato infatti dismesso e non viene dunque più utilizzato durante tali operazioni.

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