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Google vs Paid Link

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Un nuovo round si aggiunge alla battaglia portata avanti da Google nei confronti dei Paid Link, i collegamenti ipertestuali creati in cambio di soldi per alterare il PageRank. Questo tipo di link, considerato innaturale nel processo di "premiazione" di un sito, è già da molto tempo tenuto sotto mira; l'ultimo video informativo di Matt Cutts a tale proposito arricchisce le spiegazioni sul concetto di Paid Link ed apre nuove ed inquietanti questioni sulla loro valutazione.

A detta di Google c'è un grado di infallibilità quasi vicino alla perfezione, eppure sembra chiaro che un processo alle intenzioni di ogni webmaster non può non avere un margine di errore più alto di quanto venga dichiarato.

Nello specifico Matt Cutts si concentra sul significato di Paid Link, andando ben oltre l'ovvio concetto di link venduto in cambio di soldi. Nel più diffuso caso, un link su un sito viene comprato per acquisire PageRank e TrustRank, ma dovrebbe essere inserito utilizzando il rel=nofollow.
Ma a quanto pare non è solo questa tipologia a rientrare nella casistica di rischio.

Poniamo il caso di un'azienda che produce netbook e che vuole aumentare i link in entrata. Dovrebbe fare attenzione ad altre 4 indicazioni, corredate da esempi fittizi secondo l'interpretazione di quanto riportato e che aggiungiamo per maggiore chiarezza:

  • Link che presentano indubbi e tangibili vantaggi economici: un link ad una pagina interna che offre in omaggio, a seguito di acquisto del netbook, un mouse del valore di pochi euro, potrebbe essere meno rischioso di un link ad un'area in cui si offre un buono sconto da 300 euro sul netbook. Il secondo caso può mettere in allarme Google in quanto valutabile come link sponsorizzato (pago per ottenere visite invogliate dal bonus).
  • Link che sottintendono scambi di favori: se un blogger recensisce il netbook e linka il sito dell'azienda, tale link potrebbe essere visto con sospetto (il blogger potrebbe aver ricevuto in omaggio il netbook piuttosto che in prestito, per influenzare la sua recensione). Non c'è bisogno di aggiungere che su questo punto sarà difficile trovare elementi che chiariscano con certezza la questione...
  • Link ottenuti in situazioni potenzialmente differenti dallo scopo primario: l'azienda produttrice del netbook non dovrebbe organizzare uno showcase per guadagnare link (a seguito di descrizioni dell'evento), piuttosto lo scopo dovrebbe essere quello di far testare il prodotto a scopo migliorativo e farlo conoscere in modo diretto. Ma, aggiungo: un link non è un modo per farsi conoscere? Anche qui sembra esserci un processo alle intenzioni un po' pericoloso.
  • Link ottenuti con "effetto sorpresa": anche qui il discorso è simile ai precedenti. Se al blogger venisse concesso il prestito del netbook, non vi sarebbe in lui alcuna sorpresa; se invece gli venisse regalato il netbook e tutto il set completo di accessori, allora la sorpresa sarebbe conclamata. La sorpresa vera, forse, sarebbe capire come possa essere dichiarata con certezza una simile mercificazione.

I casi mostrati sono sicuramente di dubbia interpretazione e non possono essere valutati con certezza. Diciamo che molto potrebbe dipendere dalla natura del sito e dalla sua composizione: un aspetto molto Adsense-oriented o eccessivamente pubblicitario potrebbe porre i Quality Raters in modo molto critico, a differenza di siti dai contenuti chiari e dai link naturali dove magari non si andrà a valutare e scandagliare ogni singolo link in quest'ottica di rigido rientro economico.

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