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Ubuntu VS Kali Linux: che distro usare per l'hacking?

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Al termine "hacking" viene attribuita spesso una connotazione negativa, soprattutto a causa del suo utilizzo non di rado a sproposito da parte dei media, ma in realtà gli hacker svolgono una funziona importante nel settore informatico, gli stessi sviluppatori software possono effettuare delle operazioni di hacking per testare il proprio progetto e per verificare i protocolli di sicurezza.

Il termine inglese "to hack" infatti significa letteralmente "fare a pezzi" e gli hacker puntano proprio a smontare un software e a capirne il funzionamento, individuando anche le possibili falle di sicurezza. Gli hacker, quelli veri escludendo naturalmente i sedicenti tali, non sono altro che degli esperti di sicurezza informatica.

E' quindi normale che negli anni siano nati diversi tool e sistemi dedicati alle procedure di hacking. Nell'ecosistema Linux, ad esempio, sono disponibili svariate distribuzioni specializzate nel penetration testing e alle operazioni di hacking in generale. Quella più famosa è sicuramente Kali Linux, ma qual è la differenza tra quest'ultima e distribuzioni come Ubuntu? Oggi andremo ad analizzare le particolarità di questi progetti, per capire quali dei due si più indicato in ambito hacking.

La principale differenza tra i due sistemi è il target di riferimento. Ubuntu è una distribuzione più generalista che punta anche agli utenti meno esperti o ai neofiti, oltre ovviamente alle aziende con il suo programma di assistenza per l'utenza business. Al contrario, il team di Kali Linux ha in mente un target ben definito: chi si occupa di sicurezza informatica, utenti consapevoli ed esperti in determinate procedure.

Kali Linux viene distribuita con più di 600 applicazioni dedicate al penetration testing, quindi se il vostro lavoro è mettere alla prova la sicurezza di un software o di un sistema informatico, Kali Linux offre out-of-the-box tutto il necessario. Ovviamente, trattandosi di tool Linux è possibile ottenerli senza problemi anche su Ubuntu.

Diversi utenti di entrambi i sistemi definiscono il gran numero di tool presenti in Kali Linux "eccessivo". Chi si occupa di sicurezza informatica conosce bene gli strumenti che gli sono veramente utili e gli è dunque sufficiente una distribuzione qualsiasi per essere operativo in breve tempo, installare le applicazioni da utilizzare non sarà un compito difficile.

Kali Linux si presta ad essere utilizzata dalle aziende specializzate nelle analisi di sicurezza, in modo da poter sfruttare pienamente il suo ampio ventaglio di soluzioni dedicate. Ma è possibile affermare che gli sviluppatori software sufficientemente preparati possono sfruttare senza problemi distribuzioni come Ubuntu per testare il proprio progetto, semplicemente installando tool specifici di volta in volta, a seconda del compito da svolgere.

Via Martins D. Okoi

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