Nessun risultato. Prova con un altro termine.
Guide
Notizie
Software
Tutorial

Microsoft porta Hyper-V anche su Linux

Un ingegnere Microsoft ha sviluppato il codice che consente di portare la nested virtualization (Hyper-V)) anche sui sistemi operativi Linux.
Un ingegnere Microsoft ha sviluppato il codice che consente di portare la nested virtualization (Hyper-V)) anche sui sistemi operativi Linux.
Link copiato negli appunti

Jinank Jain, uno degli ingegneri Microsoft specializzati su Linux, ha sviluppato il codice che permette di portare la nested virtualization o virtualizzazione nidificata con Hyper-V anche sul sistema operativo del pinguino.

Virtualizzazione nidificata con Hyper-V pure su Linux

Riportiamo di seguito, in forma tradotta, ciò che recitano le note delle patch.

Questa serie di patch prevede di aggiungere il supporto per l'esecuzione di Microsoft Hypervisor nidificato. In caso di Microsoft Hypervisor nidificato ci sono poche chiamate ipertestuali privilegiate che devono andare L0 Hypervisor invece di L1 Hypervisor. Questa serie di patch identifica fondamentalmente tali iperchiamate e le sostituisce con iperchiamate nidificate.

  • mshv: aggiungere il supporto per il rilevamento dell'hypervisor nidificato
  • hv: configurare i registri sinici in caso di partizione radice nidificata
  • hv: aggiungere un'interfaccia per eseguire iperchiamate nidificate
  • hv: abilitare il driver vmbus per la partizione principale nidificata
  • hv, mshv : Cambia vettore di interrupt per la partizione radice nidificata

Per chi non ne fosse a conoscenza, la virtualizzazione nidificata è quella possibilità che permette di avviare una macchina virtuale all'interno di un'altra virtual machine. Si tratta di una modalità che va a rivelarsi particolarmente utile in azienda ed è assai apprezzata nell'ambito dello sviluppo software.

Per fare un esempio pratico, è possibile eseguire un emulatore o un ambiente di test all'interno di una macchina virtuale caricata grazie allo stesso hypervisor, da una macchina virtuale.

Da notare che gli interventi a basso livello apportati sul kernel Linux consentono altresì di ottimizzare le prestazioni delle macchine virtuali e non è da escludere che possano essere integrate nella release 6.2 del kernel.

Ti consigliamo anche