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blendOS: utilizza il package manager che preferisci

blendOS: la distribuzione Linux perfetta per lavorare con i container
blendOS: utilizza il package manager che preferisci
blendOS: la distribuzione Linux perfetta per lavorare con i container
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La community di sviluppatori open source è davvero vivace e vasta. Ogni mese nascono nuovi progetti molto interessanti. Ad esempio recentemente è nato blendOS, una distribuzione basata sui pacchetti software presenti nei repository di Arch Linux che però consente all'utente di utilizzare il gestore di pacchetti che desidera tramite dei container integrati ed auto configurati. blendOS permette infatti non solo di utilizzare il classico package manager di Arch Linux chiamato pacman ma anche: blend (cioè quello sviluppato dal team di blendOS), apt o dnf. Questa configurazione molto particolare è possibile sfruttando appunto dei container gestiti da una soluzione software basata su Distrobox e Podman, due tool open source pensati per creare, eseguire, distribuire ed amministrare dei container.

Come ambiente grafico di riferimento blendOS adotta GNOME, lo storico desktop environment open source che si basa sulle librerie grafiche GTK4. Inoltre il display server adottato di default è Wayland, cosi da ottenere le migliori prestazioni con un vasto bacino di configurazioni hardware.

Di base blendOS viene distribuita con un file ISO molto minimale che include davvero pochi componenti software. Gran parte delle configurazioni del sistema operativo vengono infatti delegate all'utente che può selezionare il gestore di pacchetti da utilizzare durante l'installazione di blendOS. Quindi, sotto questo punto di vista, blendOS mantiene quasi del tutto intatta la filosofia minimalista KISS (Keep It Simple, Stupid. Simplicity) di Arch Linux.

Essendo una derivata di tale distribuzione blendOS beneficia anche di un ciclo di rilasci denominato come "rolling release". In buona sostanza blendOS è sempre aggiornato con gli ultimi pacchetti software disponibili quindi gli utenti avranno sempre a disposizione una vastissima pletora di software sempre recenti.

La configurazione dei gestori di pacchetti avviene sostanzialmente in automatico, i nuovi container vengono generati dal sistema non appena si utilizza per la prima volta un determinato package manager. Ovviamente è sempre possibile utilizzare blend, pacman, dnf o apt direttamente dalla medesima finestra di bash senza doversi spostare su un'altra istanza o utilizzare procedure particolari.

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