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Dropbox Passwords: addio al gestore di password dal 28 ottobre, cosa cambia per gli utenti

Dropbox Passwords verrà dismesso il 28 ottobre 2024. Come esportare le password, le tempistiche della chiusura e le migliori alternative disponibili.
Dropbox Passwords: addio al gestore di password dal 28 ottobre, cosa cambia per gli utenti
Dropbox Passwords verrà dismesso il 28 ottobre 2024. Come esportare le password, le tempistiche della chiusura e le migliori alternative disponibili.
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Il mondo della archiviazione cloud sta vivendo un momento di profonda trasformazione e, con la recente decisione di Dropbox, migliaia di utenti si trovano ora di fronte a un cambiamento obbligato nella gestione delle proprie credenziali digitali.

Il servizio Dropbox Passwords, lanciato nel 2020 per offrire una soluzione integrata per la conservazione sicura delle password, sta per giungere al capolinea. L’azienda ha annunciato ufficialmente la chiusura definitiva della piattaforma, fissando il termine ultimo per l’utilizzo al 28 ottobre 2024. Questa decisione rappresenta un punto di svolta per tutti coloro che, negli ultimi anni, hanno affidato la propria sicurezza digitale a questo strumento.

Piano di dismissione

Il piano di dismissione è stato pianificato in modo graduale per permettere agli utenti di adattarsi e, soprattutto, di non perdere i propri dati sensibili. A partire dal 28 agosto, Dropbox Passwords entrerà in modalità sola lettura: ciò significa che non sarà più possibile aggiungere nuove password né modificare quelle già esistenti.

In questa fase, anche la funzione di autocompilazione delle credenziali nei browser verrà disattivata, costringendo gli utenti a intervenire manualmente ogni volta che dovranno accedere a un servizio online. L’11 settembre, invece, segnerà la disattivazione dell’app mobile, rendendo di fatto inutilizzabile il servizio su smartphone e tablet. Il 28 ottobre rappresenterà il punto di non ritorno: tutti i dati archiviati verranno eliminati in modo permanente dai server Dropbox, senza possibilità di recupero.

Focus su altre risorse

Alla base di questa scelta strategica c’è la volontà dell’azienda di concentrare le proprie risorse sulle funzionalità principali della piattaforma, lasciando il settore dei gestore di password a realtà più specializzate.

Nonostante il lancio in grande stile, avvenuto dopo l’acquisizione della startup Valt, Dropbox Passwords non è riuscito a imporsi in un mercato altamente competitivo. La presenza di colossi come 1Password, LastPass e Bitwarden, che offrono soluzioni più complete e verticali, ha reso difficile per Dropbox emergere e fidelizzare gli utenti.

Esportare password e dati sensibili verso piattaforme alternative

Per non lasciare i propri clienti senza supporto, Dropbox ha messo a disposizione guide dettagliate che spiegano come esportare password e dati sensibili verso piattaforme alternative. In particolare, è stata avviata una collaborazione con 1Password, che ha sviluppato strumenti specifici per agevolare la transizione e ridurre al minimo i rischi di perdita di informazioni.

Questo supporto è fondamentale per chi desidera continuare a gestire le proprie credenziali in modo sicuro, senza interruzioni e senza compromettere la propria sicurezza digitale.

Gestione delle credenziali

La chiusura di Dropbox Passwords apre anche una riflessione più ampia sull’approccio delle grandi piattaforme cloud alla gestione delle credenziali. Mentre Dropbox decide di abbandonare questo segmento, altri giganti come Google e Apple stanno invece rafforzando i propri servizi di password management, integrandoli sempre più profondamente nei rispettivi ecosistemi.

Questa differenza di strategie solleva interrogativi sulle reali esigenze degli utenti e sulla capacità delle aziende di rispondere in modo efficace a un bisogno sempre più sentito: la protezione delle identità digitali.

Sicurezza digitale

Per gli utenti, questa fase di transizione può rappresentare un’opportunità preziosa per rivedere le proprie abitudini e adottare pratiche più efficaci di sicurezza digitale. È il momento ideale per creare password uniche e robuste per ogni servizio, evitare la riutilizzazione delle stesse credenziali e attivare l’autenticazione a due fattori dove possibile.

Quest’ultima, in particolare, si conferma una delle misure più efficaci per difendersi da accessi non autorizzati e furti di identità online. Un controllo periodico dello stato delle proprie password e la verifica della presenza di eventuali violazioni sono ulteriori passi consigliati per chi desidera mantenere elevato il proprio livello di protezione.

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