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Chrome e cookie di terze parti: 2 anni prima dell'addio

Entro i prossimi 2 anni il browser Web Google Chrome rimuoverà il supporto per i cookie di terze parti
Chrome e cookie di terze parti: 2 anni prima dell'addio
Entro i prossimi 2 anni il browser Web Google Chrome rimuoverà il supporto per i cookie di terze parti
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Il team del progetto Chromium ha annunciato la sua intenzione di dismettere il supporto ai cookie di terze parti entro i prossimi 2 anni.

Ad annunciare tale novità è stato Justin Schuh, direttore dello sviluppo del browser, tramite un post sul blog ufficiale:

Ad agosto abbiamo annunciato Privacy Sandbox, ovvero la nostra iniziativa per sviluppare una serie di standard open con cui tutelare la riservatezza degli utenti durante la navigazione.

Il nostro obbiettivo è dunque quello di rendere il web più rispettoso della privacy, continuando a collaborare con i vari publisher di contenuti. Dopo aver ricevuto numerosi feedback dalla nostra community siamo certi che la strada giusta per rendere il web migliore sia dismettere i cookie di terze parti.

Schuh dichiara che l'azienda californiana ha intenzione di confrontarsi con la propria community e con le aziende del settore in modo tale da trovare le soluzioni più adeguate per il pensionamento dei cookie di terze parti. Una volta individuate le strategie più consone si dovrebbe passare alla fase di sviluppo di nuovi tool che assicurino una transizione il più indolore possibile sia per l'utente che per l'industria tech.

Google infatti non ha intenzione di danneggiare il business model di milioni di siti Internet. Tuttavia oggi gli utenti di Chrome chiedono maggiore trasparenza e più controllo sui propri dati. Infatti non di rado gli script per l'advertising, inseriti nei vari portali, adottano strategie di raccolta dati abbastanza opache.

La compagnie guidata da Sundar Pichai ha dunque deciso di iniziare a contrastare tali comportamenti e da diversi mesi Chrome blocca di default tutti i cookie di terze parti. Google sta dunque progettando un cambiamento epocale. Probabilmente l'azienda di Mountain View è l'unica in grado di guidare tale processo.

La compagnia può infatti contare su un notevole softpower e Chrome è attualmente il browser più utilizzato a livello mondiale. Big G ha quindi la forza necessaria per esercitare una pressione non indifferente sulle piattaforme e sulle advertising agency. L'ultimo esempio di tale softpower è rappresentato dalla rapida diffusione di AMP(Accelerated Mobile Pages), che pur non essendo uno standard è ormai adottato da milioni di siti Internet.

Via Chromium

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