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Una live per l´anonimato

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Che distribuzioni Linux live siano molto popolari è risaputo, soprattutto perché permettono anche agli scettici di provare il sistema del pinguino senza dover far altro che premere un pulsante, quello di accensione.

Ma si sa che quella della versatilità è una carta forte nella mano che il pinguino sta giocando e c´è chi usa le distribuzioni live per recuperare dati irrecuperabili o per essere sicuri di non lasciare traccia di sé quando va in giro ad usare i computer degli altri.

Proprio per quest´ultimo caso David M. Williams di ITWire consiglia di utilizzare le distro live, in particolare quelle più leggere, per essere sicuri di non lasciare rimasugli delle proprie sessioni Web sui computer usati.

E a voler essere pignoli una distribuzione su CD non va bene, perché dopo un po´ i software hanno bisogno di aggiornamenti di sicurezza: bisognerebbe, di tanto in tanto, ricostruire il disco live con i pacchetti aggiornati. Meglio usare un pendrive su cui installare delle distribuzioni come Feather Linux o PuppyOS, entrambe più piccole di 128 MB, ottime per lasciare sul pendrive tanto spazio per i nostri file.

E non bisogna dimenticare che anche se si evita di sporcare con i propri dati la tastiera altrui, ci sono sempre i log delle reti a tenerci d´occhio, monitorando i siti a cui accediamo e l´indirizzo IP da cui siamo collegati. Ma anche a questo si può rimediare utilizzando Provoxy e TOR che, tramite un giro un po´ largo e senza grosse performance, ci aiutano nella gravosa necessità di preservare la nostra privacy.

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