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Un punto aggiornato sul mercato del lavoro hi-tech

Analizziamo i cambiamenti del mercato del lavoro hi-tech a partire dagli USA, dove i candidati considerano lo smart working un benefit
Analizziamo i cambiamenti del mercato del lavoro hi-tech a partire dagli USA, dove i candidati considerano lo smart working un benefit
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Dopo circa due anni d'incertezza, attualmente le maggiori problematiche per il mercato del lavoro hi-tech sembrerebbero essere ricollegate all'offerta, con un numero sempre maggiore di candidati che non ricercano più soltanto una retribuzione adeguata al proprio profilo, ma anche condizioni che prevedano orari flessibili e un buon compromesso tra vita professionale e privata.

La flessibilità vale più delle birre gratuite

In un mondo in cui un numero sempre più elevato di lavoratori non vogliono più avere a che fare con uffici, traffico e lontananze prolungate dagli affetti, i ricercatori della workplace management platform Robin hanno effettuato uno studio con cui capire se le realtà in grado di offrire sedi di lavoro ricche di benefit hanno perduto la loro capacità attrattiva.

La rilevazione, che ha coinvolto quasi 600 intervistati, riguarda naturalmente il mercato statunitense, dove non è raro che le aziende più strutturate mettano a disposizione dei propri dipendenti tavoli da ping pong, birre gratuite, snack e qualsiasi altro elemento possa rendere più piacevole il lavoro in team e la permanenza in ufficio.

Tutti incentivi che non avrebbero perduto del tutto la loro capacità attrattiva, ma che oggi verrebbero considerati meno rilevanti rispetto alla possibilità di operare da casa (o da ovunque sia presente una connessione) e all'opportunità di ricevere un contributo per sostenere il pagamento dei collegamenti in ultrabroadband.

A ciò si aggiungano i timori riguardanti la frequentazioni di ambienti dove, ancora oggi, potrebbe diffondersi il contagio da COVID, il risparmio economico dovuto ai minori spostamenti e alla riduzione dei costi di affitto casa nonché il desiderio di allontanarsi dalle distrazioni dei posti di lavoro.

Succede così che a pochi anni di distanza da un periodo in cui le aziende hanno sostenuto spese ingenti per ampliare i loro uffici, sempre più collaboratori si starebbero licenziando per migrare verso realtà in cui il lavoro è realmente agile e flessibile.

Dirigenti Vs. dipendenti

Le difficoltà di incontro tra domanda e offerta troverebbero origine in particolare nella diversità di opinioni tra dirigenti e dipendenti, secondo il Future Forum Pulse Survey di Slack infatti, il 75% dei primi vorrebbe lavorare in ufficio tra i 3 e i 5 giorni a settimana contro non più del 34% dei secondi.

Contestualmente una ricerca di Oxford Economics avrebbe evidenziato come soltanto il 16% dei dirigenti considererebbe la flessibilità degli orari un incentivo adatto ad attrarre nuovo personale.

Appare quindi evidente come ad oggi esisterebbero due forze: una centripeta, sviluppata dai vertici, e una centrifuga che vede i lavoratori allontanarsi da un modello basato sul controllo "fisico" e diretto da parte della dirigenza per abbracciarne uno in cui lo smart working diventa (o dovrebbe diventare) la modalità operativa di riferimento.

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